<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002</id><updated>2012-01-21T12:38:12.686+01:00</updated><title type='text'>puntobenessere</title><subtitle type='html'>la pagina di puntonet dedicata ai temi della salute e del benesserex</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>61</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-267308069193083550</id><published>2009-07-02T16:28:00.001+02:00</published><updated>2009-07-02T16:30:46.611+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SkzEjgJlngI/AAAAAAAAAK0/RBm0w__p0Is/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 124px; height: 106px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SkzEjgJlngI/AAAAAAAAAK0/RBm0w__p0Is/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353870171241291266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;MAL DI TESTA DA STRESS? IL SESSO È LA MIGLIORE MEDICINA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Durante il rapporto sessuale aumentano i livelli di serotonina e dopamina. E tutto l’organismo ne risente positivamente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meglio di un analgesico, meglio di un buon sonno. Il sesso è l’arma più efficace per combattere e vincere il mal di testa. Lo sostiene uno studio realizzato presso il centro di medicina del dolore dell'Istituto Neuromed di Venafro (Isernia), secondo cui chi soffre di emicrania avrebbe anche maggiore desiderio sessuale.                                    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I disturbi che dipendono principalmente dallo stress, le cosiddette “cefalee tensive”  possono essere migliorati con un rapporto sessuale perché aumentano i livelli di serotonina e dopamina, i neurotrasmettitori che influiscono sulle emozioni e sugli stati d'animo. Il rapporto sessuale attiva il sistema autonomo neurovegetativo, che agisce sui visceri del corpo e sull'equilibrio interno, quindi è in grado di alleviare i fastidiosi mal di testa da “stress”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discorso diverso, però, per i mal di testa cronici, quelli la cui causa non è lo stress: “Le emicranie che hanno bisogno di una terapia farmacologica non vanno sottovalutate, ma curati con terapie specifiche. Via libera al sesso, quindi, ma anche una visita specifica”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-267308069193083550?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/267308069193083550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=267308069193083550' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/267308069193083550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/267308069193083550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2009/07/mal-di-testa-da-stress-il-sesso-e-la.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SkzEjgJlngI/AAAAAAAAAK0/RBm0w__p0Is/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-1937512870984380611</id><published>2009-06-02T17:41:00.001+02:00</published><updated>2009-06-02T17:59:10.583+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SiVMQiwNL5I/AAAAAAAAAKs/ZphygXUWw14/s1600-h/dieta.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 116px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SiVMQiwNL5I/AAAAAAAAAKs/ZphygXUWw14/s400/dieta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342760380035575698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VUOI DIMAGRIRE DAVVERO? 5 COSE DA NON FARE MAI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi suonano familiari luoghi comuni come questi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Mai mangiare subito prima di andare a letto”, “se vuoi dimagrire in fretta, salta un pasto”, “mangia sempre alla stessa ora, se vuoi perdere peso”? Sembrano regole lapalissiane e veritiere. Invece sono in parte mezze verità, in parte falsi miti, molto più spesso teorie prive di fondamento: più nocive che benefiche.&lt;br /&gt;Cerchiamo di capire allora quali “false verità” evitare se si vuole dimagrire davvero, in fretta e bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mangiare la sera NON fa ingrassare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che fa guadagnare peso non è il momento in cui si consuma un pasto, ma il totale delle calorie che si consumano durante l’arco della giornata. Non conta assolutamente a che ora assumete quelle calorie. Va fatta, però, una precisazione: a fine giornata la stanchezza potrebbe far vacillare la vostra determinazione a seguire la dieta e potreste essere indotti a consumare alimenti più calorici che in altri momenti della giornata. Insomma: tenete d’occhio calorie e porzioni, ma sentitevi liberi di mangiare quando volete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Rispettare per forza gli orari non è così determinante&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenersi a orari precisi per i pasti può aiutare a controllarsi, ma forzarsi a mangiare se non si ha fame rende più difficile la dieta. Se siete costretti a mangiare a una determinata ora, come per esempio accade per la pausa pranzo in ufficio, ritagliatevi qualche spazio tutto per voi, in modo da poter avere il giusto relax durante la giornata, e mangiate solo quando è il vostro stomaco a richiederlo. In sostanza: mangiate quando avete fame e non quando lo dice l’orologio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Saltare un pasto NON aiuta a dimagrire. Tutt’altro...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se salterete un pasto nella speranza di vedere scendere l’ago della bilancia, aspettatevi un’amara sorpresa: arriverete affamati al pasto successivo e mangerete più del consentito. Non solo, saltare i pasti porta a un abbassamento del metabolismoche vi farà bruciare meno calorie. Insomma, è inutile. Attenetevi ai cinque pasti consigliati dal dietologo (colazione, pranzo, cena più merenda e spuntino).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le calorie non sono affatto tutte uguali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per raggiungere le 1.400 calorie previste dalla vostra dieta, non fa differenza, per esempio, quanto formaggio mangiate. Quello che conta davvero sono gli alimenti che più danno un senso di sazietà, oltre che esser più ricchi di alcuni nutrienti. Per fare un esempio: 100 calorie di una mela valgono di più delle 100 calorie di una fetta di pane bianco. Per sentirvi sazi, quindi, consumate cibi ricchi di fibre e acqua come la frutta e le verdure.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-1937512870984380611?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/1937512870984380611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=1937512870984380611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1937512870984380611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1937512870984380611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2009/06/vuoi-dimagrire-davvero-5-cose-da-non.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SiVMQiwNL5I/AAAAAAAAAKs/ZphygXUWw14/s72-c/dieta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7300060845016623079</id><published>2009-04-13T22:23:00.002+02:00</published><updated>2009-04-13T22:25:34.641+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SeOft6Fv7GI/AAAAAAAAAKk/-AQf3FvDtVI/s1600-h/terremoto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 129px; height: 79px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SeOft6Fv7GI/AAAAAAAAAKk/-AQf3FvDtVI/s400/terremoto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324274795518356578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;TERREMOTO, LA TRAGEDIA AUMENTA L’ANSIA&lt;br /&gt;Le dirette televisive 24 ore su 24 amplificano le angosce di ciascuno di noi. E moltiplicano incertezze e paure, specie in anziani e bambini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dirette non stop, copertura imponente della tragedia da parte di tutti i mass media. Il tutto “condito” dal susseguirsi delle scosse, che si avvertono in gran parte del Paese. La tragedia del terremoto che ha colpito l’Abruzzo porta con sé conseguenze anche sulla psiche degli italiani non coinvolti direttamente dal lutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questa enorme attenzione dei mass media, che documentano attimo per attimo morti, feriti, crolli e devastazioni a suon di immagini, amplifica l'ansia di chi guarda. Una tragedia con una copertura 24 ore su 24 che rischia di scatenare una fobia collettiva negli spettatori, catapultati sul luogo del disastro”. Perché le immagini più crude raggiungono gli strati più profondi della nostra psiche: "Guardando in questi giorni la televisione molti vengono catapultati sui luoghi del disastro, così all'improvviso si sentono destabilizzati e sradicati. Ma soprattutto ancora in pericolo, perché la terra continua a tremare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora in che modo si può raccontare quanto sta accadendo in Abruzzo senza moltiplicare i traumi per gli italiani? "Occorre seguire gli eventi senza andare a cercare immagini scioccanti o l'ultimo respiro sotto le macerie”, “No alla tv del dolore e dello shock live, sì invece alla cronaca dei tanti gesti di solidarietà, dell'organizzazione degli aiuti, delle iniziative della Protezione Civile. Occorre mostrare la risposta di tutto il popolo italiano alla tragedia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo, invece, "si sta creando una sorta di effetto 11 settembre, uno shock collettivo nutrito da quello che in alcuni casi può dirsi sciacallaggio mediatico. Un approccio che moltiplica solo incertezza e paura, specie nelle persone più fragili: anziani e bambini".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7300060845016623079?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7300060845016623079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7300060845016623079' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7300060845016623079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7300060845016623079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2009/04/terremoto-la-tragedia-aumenta-lansia-le.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SeOft6Fv7GI/AAAAAAAAAKk/-AQf3FvDtVI/s72-c/terremoto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-8922670181491951378</id><published>2009-03-26T21:01:00.002+01:00</published><updated>2009-03-26T21:07:23.393+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/ScvgclY930I/AAAAAAAAAKc/heGenDXD33k/s1600-h/osteoporosi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 53px; height: 98px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/ScvgclY930I/AAAAAAAAAKc/heGenDXD33k/s400/osteoporosi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317590566718791490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SPECIALE OSTEOPOROSI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subdola e infida, dolorosa e progressiva. Rende fragili le ossa (soprattutto quelle delle donne) e le espone al rischio fratture. Le regole della prevenzione, gli esami per riconoscerla, le terapie per combatterla &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Identikit di un nemico delle ossa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continui dolori alla schiena, progressiva perdita dell’altezza, qualità della vita che cala a vista d’occhio… Le manifestazioni dell’osteoporosi sono tante e tutte sgradevoli. Spesso anche molto serie. Ma in che cosa consiste esattamente questa malattia?&lt;br /&gt;Si tratta di una patologia che indebolisce la struttura interna delle ossa, favorendo un notevole aumento del rischio di fratture. Ma perché colpisce soprattutto le donne, superati i 50 anni? Anzitutto, perché la struttura ossea dellle donne è più fragile e minuta rispetto a quella degli uomini. In secondo luogo la perdita del minerale osseo, che colpisce entrambi i sessi, è più rapida nelle donne perché favorita dall’arrivo della menopausa e dal conseguente interrompersi della secrezione di ormoni estrogeni.&lt;br /&gt;Purtroppo, l’osteoporosi si manifesta solo quando è in uno stato già avanzato. Di qui l’importanza della prevenzione, cominciare a combatterla cioè fin da giovani soprattutto su due fonti: in palestra e a tavola. Così come i muscoli, anche le ossa vanno allenate. Uno stile di vita attivo aiuta a mantenere una buona mineralizzazione scheletrica.&lt;br /&gt;Ma il modo migliore per evitare ogni rischio è crearsi una buona “riserva” di minerale nelle ossa. In che modo? Scegliendo cibi ricchi di calcio (latte, yogurt, pesce…) e bevendo le comuni acque minerali da tavola. Importante anche la vitamina D, che ne favorisce l’assorbimento intestinale: si può ricavare dalle uova, dal fegato e dall’esposizione della pelle ai raggi del sole.&lt;br /&gt;Infine, è bene stare alla larga dal fumo e dall’alcol: un’autentica minaccia per la salute delle nostre ossa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quanto e chi colpisce l’osteoporosi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da osteoporosi, e tuttavia spesso questa condizione non viene riconosciuta o diagnosticata per via dell'assenza di sintomi. La maggior parte delle persone scopre di avere l'osteoporosi solo quando subisce la frattura di un osso.&lt;br /&gt;Le donne, minate dai cambiamenti ormonali della menopausa, sono le più colpite: in particolare il 25-40% oltre i 50 anni e circa il 70% oltre i 70. Ma anche gli uomini sono a rischio: dopo i cinquant’anni un uomo su cinque soffre di fratture correlate ad osteoporosi; in caso di fratture al femore, la percentuale di mortalità nell'anno successivo è più alta negli uomini che nelle donne.&lt;br /&gt;In Italia sono circa cinque milioni le persone colpite, il doppio ne sono previste per il 2020, e ogni anno almeno 90 mila persone incorrono in una frattura al femore: il 5% degli over 70 muore nella fase acuta (cioè nei giorni successivi al ricovero per la frattura), mentre il 15-20% non supera l’anno dal momento della frattura. Nel 25% dei casi, infine, la frattura si ripete.&lt;br /&gt;I costi socio-sanitari sono enormi perché sommano l’ospedalizzazione, la riabilitazione e spesso la residua disabilità, aggravata dall’età dei pazienti fratturati e osteoporotici. Complessivamente in un anno lo Stato spende circa 1,2 miliardi di euro in conseguenza delle fratture di femore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come si manifesta e come si accerta l’osteoporosi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’osteoporosi si presenta in maniera pressoché inequivocabile. I suoi sintomi sono anzitutto dolori fastidiosi e continui nel tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale, che si fanno più forti quando ci si alza da una posizione seduta. Nella fase più avanzata della malattia, poi, aumenta vertiginosamente il rischio di fratture: le zone più colpite, in questo caso, sono il femore, il polso e l’anca.&lt;br /&gt;Una volta che si ha il sospetto di un’osteoporosi, a quali esami bisogna affidarsi per eliminare ogni dubbio? Ve ne sono diversi, ma il più attendibile resta senz’altro la Moc (mineralometria ossea computerizzata), cui ci si può sottoporre in qualunque centro diagnostico, e che serve a misurare la consistenza delle ossa in vari punti dello scheletro. Dura una decina di minuti circa ed è completamente innocua: il paziente deve limitarsi a inserire l’avambraccio in un’apparecchiatura.&lt;br /&gt;Anche se è tipica dell’età avanzata, è sempre meglio sottoporsi ai primi controlli intorno ai 25 anni. È verso i 30, infatti, che lo scheletro raggiunge la sua massima consistenza. Da quel momento in avanti, comincia un lento calo della densità delle ossa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quali terapie per l’osteoporosi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante le dimensioni del fenomeno siano più che rilevanti, non s’investe ancora abbastanza per una corretta prevenzione prima e per l’uso di farmaci poi che, a costi molto bassi, eviterebbero fratture in chi ha le ossa già minate.&lt;br /&gt;Esistono farmaci, i bisfosfonati, che vanno a “tappare” i buchi che si formano nelle ossa. Purtroppo, si tratta di cure da prendere per tutta la vita e a volte, non avendo sintomi gravi, l’osteoporotico o non li prende o li “dimentica” perdendo così la protezione dal rischio fratture. Buona parte delle pazienti aderiscono alla terapia con un tasso inferiore al 50% (cioè meno di 6 mesi all’anno): un atteggiamento che, secondo evidenze cliniche, non genera alcuna protezione.&lt;br /&gt;Una risposta a questo problema è il farmaco che si prende una sola volta all’anno, che riduce drasticamente l’incidenza di fratture e di ri-fratture e che costa meno dei generici.&lt;br /&gt;L’efficacia della monosomministrazione annuale in generale è risultata superiore (New England Journal of Medicine) agli altri bisfosfonati: con una sola dose annua si sono ridotte del 70% le fratture vertebrali, del 41% quelle del femore e del 51% quelle di femore nelle pazienti mai trattate. Inoltre, le ri-fratture si sono ridotte del 35%, mentre il rischio di morte negli osteoporotici fratturati è diminuito del 28% nelle pazienti che hanno già iniziato un trattamento.&lt;br /&gt;"Diversi studi internazionali hanno dimostrato che acido zoledronico 5 mg è tra le più efficaci terapie disponibili per la cura dell'osteoporosi, perché riduce sensibilmente le fratture e migliora la sopravvivenza dei pazienti”, afferma Sergio Ortolani, Direttore del Centro Malattie del Metabolismo Osseo dell’Istituto Auxologico Italiano. “Inoltre, la monosomministrazione annuale rappresenta un importante progresso nella gestione della patologia osteoporotica perché garantisce una reale aderenza alla terapia da parte delle pazienti”.&lt;br /&gt;L’acido zoledronico 5 mg è indicato per il trattamento delle donne in post-menopausa ad aumentato rischio fratture ed è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale anche in assenza di fratture. A settembre 2008 le autorità regolatorie europee hanno approvato l’estensione delle indicazioni di acido zoledronico 5 mg anche per gli uomini. A differenza degli Stati Uniti e degli altri Paesi dell’Unione Europea (dove l’infusione è somministrata a casa o in ambulatorio), in Italia il farmaco è somministrabile solo in ospedale. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alle ossa fa bene l’estate&lt;br /&gt;Esposizione alla luce, movimento e una dieta ricca di calcio. Ecco le tre regole per prevenire l’osteoporosi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’estate non è solo sinonimo di tintarella e relax e di benessere ma può diventare l’occasione per prevenire l’osteporosi, una patologia provocata da una progressiva riduzione di calcio nelle ossa, che causa un indebolimento e una maggiore fragilità di queste, con conseguente rischio di fratture sia spontanee sia provocate da cadute o traumi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I numeri in Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Secondo i dati Istat, otto donne su cento dichiarano di avere l’osteoporosi. Un dato sicuramente sottostimato non solo perché si riferisce al 2000 (ultimo disponibile) ma anche perché, come ha dimostrato una recente indagine dell'Istituto Superiore di Sanità, solo una donna su due affetta da osteoporosi sa di esserlo. &lt;br /&gt;Dall'indagine "Le italiane e l'osteoporosi", condotta dalla Manners Ardi nel 2006 su 1.621 donne in tutte le regioni italiane, emerge che il 90% delle donne sa che l'osteoporosi è una malattia che rende le ossa più fragili e l'88% che provoca danni seri in quanto c'è un aumento del rischio di fratture.&lt;br /&gt;Inoltre recenti studi epidemiologici sulla conoscenza, gli stili di vita e il comportamento degli italiani rispetto all'osteoporosi hanno dimostrato che chi conduce una vita all'aria aperta rischia meno di essere colpito da osteoporosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le tre regole della prevenzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come possiamo trasformare la nostra vacanza in un’arma in più per prevenire l’osteoporosi? Con l’esposizione solare, l’esercizio fisico all’aria aperta e l’alimentazione. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Partiamo dall’esposizione solare.&lt;/span&gt; “I raggi solari favoriscono la produzione di vitamina D da parte dell'organismo” spiega Davide Gatti della Cattedra di Reumatologia all'Università di Verona e Dirigente presso il Centro di Riferimento Regionale per l'osteoporosi del Veneto” indispensabile per l'assorbimento del calcio. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Aggiungiamo poi l'esercizio fisico:&lt;/span&gt; è sufficiente camminare almeno mezz'ora all'aria aperta per stimolare l'intero metabolismo e quindi anche quello del tessuto osseo. Oltre a favorire la robustezza delle ossa, con il passare degli anni l'esercizio migliora la forza muscolare, l'agilità e l'equilibrio, prevenendo le cadute accidentali..&lt;br /&gt;L’ultimo elemento per prevenire l’osteoporosi è &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;una dieta bilanciata&lt;/span&gt;. Il nostro organismo, infatti, ha bisogno di un adeguato apporto alimentare quotidiano di calcio (normalmente: 800 mg al giorno, con l'allattamento e la menopausa: 1200 - 1600 mg al giorno).&lt;br /&gt;Oltre alla quantità di calcio presente negli alimenti - latte e derivati, pesce azzurro, legumi, vari ortaggi e frutta (mele, pere, fragole e ananas) - è importante quanto ne viene effettivamente assorbito e utilizzato dall'organismo. L'efficacia dell'assorbimento è legata ad un'adeguata presenza di vitamina D sintetizzata nella cute, oltre dall'azione della luce solare, anche con la dieta: pesci come salmone e aringhe, formaggi e uova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Rischio osteoporosi: gli esercizi per rinforzare la schiena&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sollevare ogni giorno 22,7 chili è faticoso, ma i benefici ripagano lo sforzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esercizi di sollevamento pesi per rinforzare i muscoli della schiena e ridurre, così, il rischio di fratture della colonna vertebrale. L’idea è di alcuni ricercatori della Mayo clinic del Minnesota, che hanno condotto uno studio su 50 donne sane di età compresa tra 58 e 75 anni, dimostrando che il rischio di fratture viene ridotto di 3 volte nelle signore che praticano questa attività fisica, rispetto a coloro che non hanno fatto questi esercizi. Inizialmente questi esercizi non hanno un effetto diretto sulla densità minerale ossea riscontrabile solo dopo 10 anni. Ma l'effetto anti-frattura sembra dovuto a un irrobustimento della muscolatura della schiena.&lt;br /&gt;Certamente l’impegno non è poco perché le paziente devono sollevare ogni giorno circa 22,7 chili, ma gli effetti si vedono a lungo termine. Questo potrebbe rendere auspicabile raccomandare esercizi preventivi o programmi più facili da eseguire. Questo tipo di “terapia” potrebbe essere applicata a quelle pazienti cui non è possibile somministrare farmaci o ormoni sostitutivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lo specialista: “non bisogna mai abbandonare la terapia"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quando un malato ha bisogno di cure, dovrebbe trovarle senza troppe difficoltà. E invece sono sempre di più i pazienti che soffrono di osteoporosi a lamentarsi dei mille problemi che incontrano nel tentativo di accedere alle terapie più innovative. Che oggi, in Italia, possono essere erogate solo in strutture ospedaliere”. Quello degli intoppi burocratici è uno dei problemi più gravi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Di che tipo di difficoltà si tratta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Esistono notevoli diversità nel comportamento delle diverse Regioni, che rendono ancora più complicato e difficile l'accesso a farmaci di comprovata efficacia e che potrebbero essere più adatti alle esigenze del paziente. Queste difficoltà limitano seriamente la possibilità di curare in modo &lt;br /&gt;adeguato l'osteoporosi per ridurre il rischio di fratture.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Con quali conseguenze?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo si traduce in un aumento delle sofferenze dei malati e dei costi personali, sociali e sanitari legate alle fratture da osteoporosi, in particolare quelle di femore.&lt;br /&gt;Ecco spiegato perché i malati di osteoporosi tendono ad abbandonare spesso le terapie intraprese…&lt;br /&gt;Proprio così. L'abbandono della terapia, o il seguirla in modo discontinuo, è cosa abbastanza frequente nei malati di osteoporosi. D’altronde, è difficile, quando non ci sono sintomi, pensare di dover prendere ogni giorno una capsula. In sostanza, non ci si sente malati. Nel caso dell'ipertensione, per esempio, c'è un rapporto diretto tra il farmaco e l'abbassamento della pressione; ma con l’osteoporosi i malati non vedono effetti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come se ne esce?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sta al medico avere la pazienza di spiegare per bene i vantaggi e seguire i malati nel tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-8922670181491951378?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/8922670181491951378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=8922670181491951378' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8922670181491951378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8922670181491951378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2009/03/speciale-osteoporosi-subdola-e-infida.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/ScvgclY930I/AAAAAAAAAKc/heGenDXD33k/s72-c/osteoporosi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5089239071366163669</id><published>2009-02-27T21:12:00.001+01:00</published><updated>2009-02-27T21:15:23.641+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SahJ0kNqHpI/AAAAAAAAAKU/HS78MhrfEnY/s1600-h/sauna.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 87px; height: 130px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SahJ0kNqHpI/AAAAAAAAAKU/HS78MhrfEnY/s400/sauna.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307573328279117458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sauna e bagno turco, il calore che fa bene&lt;br /&gt;Quanto benessere dai due principali trattamenti termali che curano il corpo, rilassano la mente. E donano tanto benessere&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come agisce il calore sul nostro corpo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ci sottoponiamo a una sauna o a un bagno turco, ci rendiamo subito conto della sensazione di benessere generale che questi due trattamenti sono in grado di provocare. Ma come agisce esattamente il calore sul nostro corpo?&lt;br /&gt;L’aumento della temperatura (fino a 85-90° nel caso della sauna, intorno ai 45° per quanto riguarda il bagno turco) causa una condizione passeggera che i medici chiamano “iperemia”, vale a dire l’aumento di quantità di sangue circolante nei vasi sanguigni, associata all’impennata della temperatura corporea. A questo stato viene poi fatto seguire un brusco raffreddamento tramite una rapida doccia fredda, che accelera il ritorno alle condizioni iniziali del nostro organismo .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le proprietà benefiche della sauna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sauna dovrebbe durare tra i 5 e i 10 minuti, in ogni caso mai più di un quarto d’ora: l’alta temperatura favorisce infatti spossatezza e improvvisi cali di pressione. A fine seduta, è consigliabile una doccia fresca e reintegrare i liquidi persi bevendo un bicchiere d’acqua. La sauna combatte i reumatismi, attenua i dolori cervicali, scioglie le tensioni muscolari, facilita l’eliminazione di scorie e tossine, tonifica il corpo. La pelle si rinnova, si purifica: in una parola, ringiovanisce. E diventa maggiormente resistente agli agenti atmosferici più dannosi, dal freddo al caldo, dal vento allo smog.&lt;br /&gt;I medici dello sport, poi, la consigliano agli atleti: due volte la settimana, viene considerata uno strumento essenziale a complemento dell’allenamento.&lt;br /&gt;Non solo: l’organismo che si sottopone abitualmente alla sauna sviluppa maggiori difese a infezioni delle vie respiratorie (dal semplice raffreddore all’influenza, passando per bronchiti e sinusiti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I vantaggi terapeutici del bagno turco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel bagno turco si può restare fino a mezz’ora: l’umidità elevata impedisce la disidratazione. E a fine seduta, è consigliabile una doccia fresca. E sfregare la pelle con un guanto di crine per eliminare le impurità.&lt;br /&gt;Un ciclo di trattamenti a base di vapore, come è appunto il bagno turco, è l’ideale per curare acne e dermatiti. Ottima anche l’efficacia rilassante, vista la sua capacità di contrastare ansia, affaticamento e stress.&lt;br /&gt;Qualche efficacia si ha anche nei confronti del dolore: il calore fa dilatare i vasi sanguigni, favorendo una migliore circolazione. Risultato: le parti del corpo doloranti vengono raggiunte da una maggiore quantità di ossigeno e la guarigione si velocizza.&lt;br /&gt;Come accade con la sauna, seppure in misura appena inferiore, anche il bagno turco aiuta a disintossicare il corpo dalle impurità: tossine come il sodio, l'alcol, la nicotina, il colesterolo e i metalli pesanti (cadmio, piombo, zinco e nichel) si accumulano nell’organismo a causa del moderno stile di vita. Un trattamento a base di calore stimola la sudorazione, contribuendo a pulire e a disintossicare la pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I benefici psicologici del calore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’accordo, sia la sauna sia il bagno turco hanno effetti molto positivi per il nostro corpo. E sotto diversi punti di vista: dalla pelle alle articolazioni, dalle vie respiratorie alla circolazione. C’è però un aspetto altrettanto importante nei confronti del quale i trattamenti benessere che si basano sul calore sono molto efficaci: quello psicologico.&lt;br /&gt;Il bagno turco in particolare si dimostra particolarmente utile in caso di affaticamento mentale, ansia, stress. Ma questa proprietà può essere estesa anche alla sauna, con le dovute proporzioni. Vediamo perché.&lt;br /&gt;C’è un nesso strettissimo tra mente e corpo. Se il nostro fisico sta bene, la psiche non sarà da meno. E viceversa. Ecco perché i trattamenti estetici donano benessere. Come si trasferisce questo ragionamento a sauna e bagno turco? Le terapie a base di calore giovano allo spirito perché prendersi cura del proprio corpo vuol dire volersi bene. Fondamentale, dunque, è prepararsi al trattamento sgombrando la mente dai malumori: quando si entra in una sauna, dunque, occorre spogliarsi degli abiti, ma anche delle preoccupazioni. L’atteggiamento giusto è decisivo: occorre lasciar navigare la mente, senza salvagente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Chi deve evitare i trattamenti a base di calore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sauna e bagno turco hanno tante proprietà benefiche per l’organismo. Ma i trattamenti a base di calore non sono adatti proprio a tutti. Proprio per le loro caratteristiche, possono provocare infatti in determinate categorie di persone problemi di salute anche molto seri. Ecco perché diventa fondamentale consultare sempre prima il proprio medico di fiducia, per capire se si può cominciare o meno un ciclo di sedute.&lt;br /&gt;Ma quali sono i soggetti che proprio dovrebbero evitare sauna e bagno turco?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I cardiopatici:&lt;/span&gt; dopo soli sette minuti trascorsi in una sauna, la frequenza cardiaca è quasi raddoppiata. Questo impone al cuore delle persone che hanno problemi uno sforzo pericoloso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Chi soffre di pressione bassa:&lt;/span&gt; per queste persone un trattamento a base di calore fa alzare notevolmente il rischio di andare incontro a un collasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gli obesi:&lt;/span&gt; il calore altera il funzionamento delle ghiandole. Di conseguenza gli obesi, il cui problema può dipendere proprio da una disfunzione ghiandolare (per esempio della tiroide), dovrebbero evitare trattamenti come sauna o bagno turco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le donne incinte:&lt;/span&gt; durante la gravidanza, il sangue in circolazione è già in quantità maggiore rispetto al solito. L’aumento del flusso sanguigno provocato dalla sauna diventa quindi deleterio per la donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I bambini: &lt;/span&gt;la loro scarsa superficie corporea fa sì che il calore si disperda troppo rapidamente nell’ambiente, provocando conseguenze dannose per la salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gli anziani:&lt;/span&gt; l’eccesso di calore sottopone il cuore di una persona della terza età a uno sforzo notevole, e quindi pericoloso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5089239071366163669?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5089239071366163669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5089239071366163669' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5089239071366163669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5089239071366163669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2009/02/sauna-e-bagno-turco-il-calore-che-fa.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SahJ0kNqHpI/AAAAAAAAAKU/HS78MhrfEnY/s72-c/sauna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-8947639115882156866</id><published>2009-02-09T22:17:00.002+01:00</published><updated>2009-02-09T22:20:07.073+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SZCd_EtK0SI/AAAAAAAAAKM/dTka_V4EG-o/s1600-h/marinare.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 93px; height: 120px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SZCd_EtK0SI/AAAAAAAAAKM/dTka_V4EG-o/s400/marinare.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5300910468335587618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Marinare la carne riduce il rischio di tumore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immergerla per 6 ore in vino o birra prima di cuocerla riduce la quantità di agenti cancerogeni che si sprigionano alla griglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marinare nel vino o nella birra la carne prima di cuocerla al fuoco riduce sensibilmente gli agenti cancerogeni che si sprigionano durante la cottura. È la scoperta di un team di ricercatori dell'università di Oporto, in Portogallo, secondo cui marinare la carne nel vino o nella birra per 6 ore riduce la presenza di due tipi di composti eterociclici di ben il 90%. Si tratta di componenti dannosi per la salute, la cui presenza è elevata nella carne saltata o cotta alla griglia.&lt;br /&gt;Per un terzo tipo di composto eterociclico, rivelano i ricercatori portoghesi che hanno pubblicato il loro studio sul “Journal of Agricoltural and Food Chemistry”, la birra si è dimostrata più efficace del vino, riducendo il livello in appena 4 ore rispetto alle 6 impiegate dal nettare di Bacco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-8947639115882156866?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/8947639115882156866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=8947639115882156866' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8947639115882156866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8947639115882156866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2009/02/marinare-la-carne-riduce-il-rischio-di.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SZCd_EtK0SI/AAAAAAAAAKM/dTka_V4EG-o/s72-c/marinare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-4208160971465207480</id><published>2008-12-29T18:39:00.001+01:00</published><updated>2008-12-29T18:40:35.567+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SVkLgGNSzlI/AAAAAAAAAJw/_SFongGfLR0/s1600-h/disturbi+alimentari.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 93px; height: 124px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SVkLgGNSzlI/AAAAAAAAAJw/_SFongGfLR0/s400/disturbi+alimentari.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285268283746078290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Anoressia e bulimia non si risolvono con lo sport&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi soffre di disturbi alimentari deve evitare danza, ginnastica artistica, atletica leggera e ciclismo: peggiorano le cose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è proprio vero che lo sport faccia bene a tutti. Ad alcune persone potrebbe addirittura risultare controproducente: sono coloro che soffrono di disturbi dell’alimentazione come anoressia o bulimia. Queste persone di solito sono portate ad abusare della palestra o dell’attività sportiva in genere per mantenersi in forma in maniera ossessiva. Risultato: il movimento diventa una sorta di strumento di autolesionismo.&lt;br /&gt;"Gli sport più a rischio sono la danza, la ginnastica artistica, l'atletica leggera e il ciclismo", spiega Laura Dalla Ragione, psichiatra e coordinatrice del comitato congiunto dei ministeri del Welfare e della Gioventù, incaricato di mettere in campo azioni di contrasto ai disturbi del comportamento alimentare. "La danza, la ginnastica e l'atletica sono le attività a maggior rischio di ‘ossessione’ legata alla forma fisica perfetta e alla magrezza. Nel ciclismo, poi, unito al rischio legato al doping, è presente anche il pericolo di cadere nella morsa dei disturbi alimentari”.&lt;br /&gt;I disordini alimentari sono ormai un autentico fenomeno diffuso purtroppo in modo trasversale alle fasce sociali e alle età. "Si tratta”, dice ancora Dalla Ragione, “di un'epidemia sociale e globalizzata che si sta diffondendo a macchia d'olio, ed è per questo che sono importanti gli interventi messi in campo per contrastarla". Nella danza, ad esempio, verrà attivato dal ministero del Welfare un progetto sperimentale di formazione ad hoc per gli insegnanti, che verranno sensibilizzati a controllare i loro allievi e a contrastare l'insorgenza di anoressia o bulimia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-4208160971465207480?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/4208160971465207480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=4208160971465207480' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4208160971465207480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4208160971465207480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/12/anoressia-e-bulimia-non-si-risolvono.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SVkLgGNSzlI/AAAAAAAAAJw/_SFongGfLR0/s72-c/disturbi+alimentari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-4708739605353101486</id><published>2008-12-16T21:15:00.001+01:00</published><updated>2008-12-16T21:18:06.608+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SUgM9aMGlGI/AAAAAAAAAHo/xLX1tJ09vXI/s1600-h/maiali+e+muche.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 120px; height: 91px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SUgM9aMGlGI/AAAAAAAAAHo/xLX1tJ09vXI/s400/maiali+e+muche.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280484812233544802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;MAIALI E MUCCHE ALLA DIOSSINA, E' VERO PERICOLO?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il rischio è molto basso. L’Italia importa dall’Irlanda solo lo 0,3% della carne. E la rete di controlli si è sempre dimostrata efficiente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torna l’allarme contaminazioni alimentari. Questa volta tocca alla carne, dopo la scoperta che partite (di suini e bovini) alla diossina provenienti dall’Irlanda sono state esportate in una ventina di Paesi Ue, tra cui l’Italia. Ma com’è davvero la situazione, quanto rischiamo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A conferma del fatto che la rete di controlli esistenti su tutto il territorio nazionale è molto efficace, è stato subito diramato l'allerta a tutti gli Assessorati alla sanità regionali con l'obbligo di rintracciare e sequestrare a scopo cautelativo tutte le carni suine irlandesi e prodotti eventualmente trasformati, introdotti in Italia a partire dal 1 settembre scorso. Le indagini sono svolte dai Carabinieri per la tutela della salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che le partite di carne irlandese sul nostro territorio siano solo 22. Il pericolo è dunque molto circoscritto, soprattutto in considerazione del fatto che l’Italia importa dall’Irlanda solo lo 0,3% del totale delle carni. Secondo La Confederazione italiana degli agricoltori (Cia) “i controlli sono rigidi e quotidiani. E la nostra produzione è di altissima qualità, sottoposta in ogni fase della filiera a verifiche e test rigorosissimi”. I consumatori possono dunque "mangiare tranquillamente la carne suina nazionale. Anche quest'ultima vicenda pone l'esigenza dell'estensione dell'indicazione d'origine in etichetta per tutte le produzioni, uno strumento fondamentale che garantisce sia i consumatori che gli stessi produttori agricoli".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla stessa lunghezza d’onda la Coldiretti, secondo cui la rete di controlli presenti in Italia è sicura ed efficiente. L’obbligo poi di indicare la provenienza in etichetta, fa il resto: “I consumatori possono riconoscere direttamente sugli scaffali la carne bovina proveniente dall’Irlanda. Per non rincorrere le emergenze, sostiene la Coldiretti, occorre estendere a tutti gli alimenti l’obbligo di un sistema di etichettatura che indichi la provenienza (lo stato di nascita, di allevamento e di macellazione) proprio come è stato già fatto per quella di pollo e per quella bovina dopo le emergenze aviaria (2005) e mucca pazza (2002). Informazioni che mancano ancora per la carne di maiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fare, dunque? Consumare carni suine italiane, che, spiega Coldiretti, “sono riconoscibili da marchi di qualità come il Gran Suino Padano (GSP) per il prodotto fresco o da quelli europei a denominazione di origine per i salumi. Ma c’è in molti casi anche l’opportunità di acquistare direttamente in molti dei cinquemila allevamenti di maiali presenti in Italia”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-4708739605353101486?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/4708739605353101486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=4708739605353101486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4708739605353101486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4708739605353101486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/12/maiali-e-mucche-alla-diossina-e-vero.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SUgM9aMGlGI/AAAAAAAAAHo/xLX1tJ09vXI/s72-c/maiali+e+muche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7659224047675086261</id><published>2008-12-08T19:06:00.001+01:00</published><updated>2008-12-08T20:26:23.798+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/ST100zyA-JI/AAAAAAAAAHg/tE3uBm0xA5Y/s1600-h/antibiotici.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 106px; height: 94px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/ST100zyA-JI/AAAAAAAAAHg/tE3uBm0xA5Y/s400/antibiotici.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277502788950096018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PRENDIAMO TROPPI ANTIBIOTICI E LI USIAMO MALE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un milione e mezzo di italiani ne prendono uno ogni giorno. Aumentano le reazioni allergiche. E i batteri diventano resistenti alle terapie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hai un po’ di febbre? Prendi l’antibiotico. Mal di denti? Prendi l’antibiotico. Si potrebbe andare avanti all’infinito con gli esempi, vista l’abitudine deleteria e diffusa di mettere mano a questa categoria di farmaci al minimo malanno, senza consultare prima il medico. Ora, quella che pensavamo una sensazione, prende forma in un dato preciso: gli italiani usano sempre di più e male gli antibiotici, ogni giorno un milione e mezzo di cittadini assume questi medicinali. In alcuni casi, l’uso è cresciuto del 400%. Il pericolo? Ritrovarci fra qualche anno senza gli strumenti per combattere le infezioni, proprio a causa della capacità dei batteri di modificarsi imparando a resistere all'attacco dei farmaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati dimostrano che gli antibiotici sono al terzo posto come spesa nella classifica dei farmaci dispensati a carico del Servizio sanitario nazionale e al quinto se si considerano gli acquisti fatti direttamente dai cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi farmaci, ha spiegato il direttore generale dell'Aifa Guido Rasi, vengono utilizzati soprattutto per problemi all'apparato respiratorio, ma troppo spesso impropriamente durante le influenze stagionali. Infatti, come dimostra un sondaggio presentato dal presidente dell'Istituto superiore di sanità, Enrico Garaci, quasi un italiano su tre ha preso un antibiotico per curare l'influenza ed un quarto per guarire i raffreddori. Quattro italiani su dieci hanno anche dichiarato di non avere terminato il ciclo degli antibiotici, usando quindi questi prodotti in modo sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ribadiamo l'importanza di rivolgersi ai medici”, ha detto il sottosegretario con delega alla Salute Ferruccio Fazio, che non ha escluso interventi anche di altro tipo, non solo sui cittadini, per ridurre l'uso di questi prodotti in Italia che si posiziona in Europa fra i paesi con maggior consumo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7659224047675086261?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7659224047675086261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7659224047675086261' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7659224047675086261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7659224047675086261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/12/prendiamo-troppi-antibiotici-e-li.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/ST100zyA-JI/AAAAAAAAAHg/tE3uBm0xA5Y/s72-c/antibiotici.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-1299340822184019673</id><published>2008-11-22T17:11:00.001+01:00</published><updated>2008-11-22T17:13:04.867+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SSgviwZZHzI/AAAAAAAAAHY/FVGuMOE2N04/s1600-h/OSSESSIONI.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 101px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SSgviwZZHzI/AAAAAAAAAHY/FVGuMOE2N04/s400/OSSESSIONI.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271515637990629170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;OSSESSIONI E COMPULSIONI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Annullare i rischi e ridurre al minimo gli imprevisti è in fondo ciò che molti vorrebbero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se per ottenere questo scopo ci impegniamo in eccessivi comportamenti ripetitivi di controllo, eccessivi atteggiamenti scaramantici, rigore eccessivo nella programmazione fino agli ultimi dettagli, tentativo di mantenere un ordine ed una pulizia irrealisticamente possibile, cerimoniali assurdi e ripetitivi, è probabile che soffriamo di un DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tal caso i nostri comportamenti diventano una vera e propria gabbia che può giungere a legare la nostra spontaneità e a compromettere le normali relazioni sociali, la nostra vita scolastica, lavorativa e affettiva.&lt;br /&gt;Caratteristiche essenziali del DOC sono le ossessioni e le compulsioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ossessioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi che si presentano più e più volte e sono al di fuori del controllo di chi li sperimenta. Si tratta di presenze mentali che son avvertite come disturbanti ed intrusive, e, almeno quando le persone non sono assalite dall'ansia, sono giudicate come infondate ed insensate.&lt;br /&gt;Possono essere ossessioni, ad esempio, la paura eccessiva dello sporco e dei germi, la paura di aver fatto male a qualcuno, di poter perdere il controllo, di essere omosessuali.&lt;br /&gt;Le ossessioni si distinguono dalle comuni preoccupazioni per il fatto che queste ultime sono riconosciute come realistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Compulsioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le compulsioni vengono anche definite rituali o cerimoniali e sono comportamenti ripetitivi (lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (contare, pregare, ripetere formule mentalmente).&lt;br /&gt;Lo scopo dei rituali è di ridurre il senso di disagio e l'ansia provocati dai pensieri e dagli impulsi tipici delle ossessioni.&lt;br /&gt;Ad esempio, chi ha l'ossessione della contaminazione può lavarsi costantemente le mani fino a procurarsi delle escoriazioni.&lt;br /&gt;Le compulsioni possono diventare talmente abituali e ripetitive da attuarsi, a scopo preventivo, anche in assenza di ossessioni.&lt;br /&gt;Altre conseguenze possibili delle ossessioni sono:&lt;br /&gt;Ricerca di rassicurazione da parte degli altri&lt;br /&gt;Un altro modo con il quale si cerca di ridurre il disagio suscitato dai pensieri ossessivi è di chiedere di essere rassicurati da familiari, amici o medici per le proprie preoccupazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Evitamento&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso le preoccupazioni ossessive sono causate da certe persone o circostanze, come “toccare lo sporco”, o riscontrare difetti particolari come ad esempio: oggetti non appaiati, linee spezzate, numeri particolari. Quindi, per contenere le preoccupazioni legate a queste particolari situazioni si cerca di evitarle. Per quanto sia un modo di aggirare il problema, l’evitamento può portare ad uno stile di vita sempre più limitato man mano che si determinano ulteriori situazioni da evitare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-1299340822184019673?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/1299340822184019673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=1299340822184019673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1299340822184019673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1299340822184019673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/11/ossessioni-e-compulsioni-annullare-i.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SSgviwZZHzI/AAAAAAAAAHY/FVGuMOE2N04/s72-c/OSSESSIONI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-1463692113684565796</id><published>2008-11-16T18:09:00.001+01:00</published><updated>2008-11-16T18:10:56.367+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SSBUEs7j7FI/AAAAAAAAAHQ/7h4Hzh06aW0/s1600-h/alzheimer.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 99px; height: 116px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SSBUEs7j7FI/AAAAAAAAAHQ/7h4Hzh06aW0/s400/alzheimer.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269304003780668498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I LAVORI INTELLETTUALI CONTRASTANO L’ALZHEIMER&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I tessuti cerebrali si dimostrano più resistenti ai danni della malattia, come la perdita di memoria&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Studiare, prendere una laurea e scegliere un lavoro ad elevato valore aggiunto intellettuale potrebber costituire una buona assicurazione contro il danno che l'Alzheimer arreca alla memoria. È quanto risulta da una ricerca dell'Università Vita e Salute San Raffaele di Milano. La ricerca ha evidenziato che il danno ai tessuti cerebrali produce una perdita di memoria molto più rapida sui soggetti che non sono intellettualmente stimolati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe il lavoro intellettuale, o la selezione genetica che spinge gli individui a scegliere questo tipo di professioni, ad aiutare il cervello a compensare il danno causato dalla malattia. Lo studio è il primo che analizza l'effettivo danno ai tessuti e le variabli connesse all'impegno intellettuale: l'équipe del San Raffaele ha usato la tac per individuare gli addensamenti neuronali e i depositi di proteine tipici dell'Alzheimer in 242 anziani seguiti nell'arco di 14 mesi: 72 di loro mostravano lievi disturbi cognitivi e 144 non lamentavano problemi di memoria. Nel perido in esame, a 21 persone del gruppo dei 72 è stato diagnosticato l'Alzheimer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il cervello è in grado di compensare il danno e di consentire ai malati di mantenere la funzionalità “Ci sono due possibili spiegazioni: il cervello può essersi rafforzato attraverso lo studio e l'impegno professionale, oppure fattori genetici che hanno consentito a queste persone di accedere agli studi superiori e a professioni di tipo intellettuale potrebbero essere in grado di determinare l'ammontare delle riserve cerebrali”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-1463692113684565796?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/1463692113684565796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=1463692113684565796' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1463692113684565796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1463692113684565796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/11/i-lavori-intellettuali-contrastano.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SSBUEs7j7FI/AAAAAAAAAHQ/7h4Hzh06aW0/s72-c/alzheimer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-3317470876095745863</id><published>2008-11-16T18:07:00.001+01:00</published><updated>2008-11-16T18:08:49.568+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SSBTmE5kjhI/AAAAAAAAAHI/bV5kUE2E_j8/s1600-h/memoria.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 148px; height: 111px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SSBTmE5kjhI/AAAAAAAAAHI/bV5kUE2E_j8/s400/memoria.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269303477638827538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;A 40 ANNI IL CERVELLO COMINCIA A PERDERE COLPI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questa età inizia a rovinarsi la guaina che riveste i neuroni e che consente un più rapido invio di segnali al resto del corpo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino ai 39 anni, cammina spedito come meglio non si potrebbe. Poi, toccata la soglia dei 40, altrettanto speditamente comincia a regredire. È la parabola del cervello umano, almeno secondo quanto dimostrato da un gruppo di ricercatori dell'Università della California (Usa) con uno studio pubblicato sulla rivista Neurobiology of Ageing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo rallentamento cerebrale dopo i 40 anni si verificherebbe a causa della perdita di una "guaina grassa" che riveste le cellule nervose, i neuroni, con l'avanzare dell'età. In pratica, il rivestimento funzionerebbe come un isolante, molto simile alla copertura di plastica di un cavo elettrico, e consentirebbe il rapido invio dei segnali intorno al corpo e al cervello. Quando questa guaina si deteriora, vengono di conseguenza rallentati i segnali che passano lungo i neuroni del cervello. Ciò significa che i tempi di reazione del corpo diventano molto lenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo gli scienziati, il corpo umano dopo i 40 anni perde la battaglia per la riparazione delle guaine protettive. Infatti, dopo aver coinvolto nello studio uomini di età compresa tra i 23 e gli 80 anni, i ricercatori non hanno dubbi: "il rendimento medio delle reti neurali diminuisce progressivamente con l'età a un ritmo accelerato".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-3317470876095745863?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/3317470876095745863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=3317470876095745863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3317470876095745863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3317470876095745863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/11/40-anni-il-cervello-comincia-perdere.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SSBTmE5kjhI/AAAAAAAAAHI/bV5kUE2E_j8/s72-c/memoria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7098950998317715784</id><published>2008-11-13T19:05:00.002+01:00</published><updated>2008-11-13T19:09:31.201+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SRxtTmZ6UHI/AAAAAAAAAHA/XiwyNohlDec/s1600-h/mal+di+testa.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 88px; height: 129px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SRxtTmZ6UHI/AAAAAAAAAHA/XiwyNohlDec/s400/mal+di+testa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268205847610806386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Salve amici, oggi trattiamo un problema che angoscia milioni di persone : il MAL DI TESTA.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Che cos’è e come si manifesta la cefalea &lt;br /&gt;• La cefalea tensiva &lt;br /&gt;• L’emicrania &lt;br /&gt;• La cefalea a grappolo &lt;br /&gt;• Il fai-da-te per la cefalea, inutile e dannoso &lt;br /&gt;• Strategie e terapie anti mal di testa   &lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• CHE COS’È E COME SI MANIFESTA LA CEFALEA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• Trentuno milioni. Sono gli italiani che soffrono di dolore più o meno intenso alla testa, stando alle statistiche più recenti. Nel nostro Paese circa 40 milioni di persone lo hanno avuto almeno una volta nella vita e ben 28 milioni ne vengono colpiti almeno 2-3 volte l’anno, mentre per 10 milioni questo dolore è un appuntamento mensile o settimanale. Colpisce in prevalenza persone in età lavorativa, fra i 25 e i 55 anni (per lo più donne), riducendone le capacità di concentrazione o spesso costringendole al riposo assoluto.&lt;br /&gt;Ma cosa è il mal di testa? E come si può curare? Cefalea è un termine generico, indica un dolore alla testa che può avere diverse caratteristiche e le cui cause non sono ancora tutte note. Può interessare solo una parte del capo o la sua interezza. Bisogna però distinguere fra cefalee primarie, in cui il mal di testa è la malattia vera e propria, e cefalee secondarie in cui il dolore è il sintomo di altre patologie più o meno gravi. Per questo è molto importante, in caso di mal di testa, evitare l’autodiagnosi e rivolgersi sempre al medico.&lt;br /&gt;Per curarsi, infatti, il 55% di chi soffre di mal di testa ricorre molto spesso all’automedicazione assumendo un prodotto da banco. Ma non sempre è sufficiente, visto che alcune forme di cefalea richiedono terapie più “forti”. Ecco perché la scienza è sempre al lavoro per individuare le cause del mal di testa (ancora non del tutto chiare) e per sperimentare nuove terapie. &lt;br /&gt;Il migliore alleato del paziente è il buon senso, se la cefalea è lieve e compare sporadicamente, non è il caso di allarmarsi, basta un analgesico. Ma se gli attacchi si intensificano, se le solite terapie non producono effetti e si nota un aumento del dolore o la comparsa di altri sintomi, allora è necessario rivolgersi al medico che prescriverà, caso per caso, gli esami necessari.&lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LA CEFALEA TENSIVA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• La forma più comune di mal di testa prende il nome di “cefalea tensiva”. Colpisce in particolare le donne e tutte le persone che, per lavoro o studio, devono rimanere sedute a lungo o vengono sottoposte a situazioni di stress o tensione.&lt;br /&gt;Quali sono i suoi sintomi? Se dovessimo ricorrere al linguaggio comune, parleremmo di tipico “cerchio alla testa”: quella sensazione dovuta alla contrazione dei muscoli del collo e delle spalle che stringono il capo in una specie di morsa. Il dolore è persistente, ma non particolarmente forte: di media intensità.&lt;br /&gt;Segni particolari: di solito se ne va in meno di un’ora, ma può capitare che duri anche alcuni giorni. &lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L’EMICRANIA &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• Questa forma di mal di testa colpisce decisamente le donne in misura maggiore rispetto agli uomini: tre volte di più. È stato calcolato che ne soffre il 15% della popolazione mondiale.&lt;br /&gt;I suoi sintomi sono ben definiti: il dolore è pulsante e si manifesta da un solo lato della testa. Inizia nella zona sopra gli occhi e poi si estende a fronte e tempie. A volte si verificano anche nausea o fastidio per luce o rumori.&lt;br /&gt;Una forma collegata, ma meno frequente, viene definita “emicrania con aura”: si caratterizza perché l’attacco viene preceduto e accompagnato da una serie di disturbi visivi. &lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LA CEFALEA A GRAPPOLO &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• Meno diffusa delle altre tipologie (ne soffre una persona su mille, perlopiù uomini, in un rapporto di 3 a 1 nei confronti delle donne). Si manifesta con dolori particolarmente forti, al punto da essere definita addirittura “cefalea da suicidio” e può essere cronica o episodica: coloro che soffrono della forma cronica (rappresentano il 15% dei casi totali) hanno attacchi tutti i giorni; quelli invece colpiti dalla forma episodica, due mesi l’anno, di solito al cambio di stagione.&lt;br /&gt;L’emicrania a grappolo deve il suo mone al fatto che gli attacchi (di circa un’ora) si concentrano in intervalli di tempo abbastanza brevi. Durante il “grappolo” si possono avere fino a 10 attacchi al giorno. &lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL FAI-DA-TE PER LA CEFALEA, INUTILE E DANNOSO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• Appena arriva il mal di testa, pur di far sparire il dolore, mettiamo mano ai farmaci che troviamo in casa (magari consigliati da un amico o, peggio, scelti senza un criterio preciso). Gli italiani spendono l’equivalente di un miliardo di euro l’anno in farmaci per la cefalea. Ma se il medicinale non è quello giusto, si finisce per abusarne senza ottenere alcun sollievo. A quel punto il mal di testa viene alimentato dalla stessa terapia.&lt;br /&gt;I pazienti che si rivolgono al medico per la diagnosi della cefalea sono solo la punta dell’iceberg. Spesso le persone si sottopongono a una visita specialistica solo dopo anni di sofferenze e cure inefficaci, quando il fenomeno si è cronicizzato.&lt;br /&gt;Quali, allora, gli errori da evitare? Anzitutto il fai-da-te. In caso di ripetuti attacchi bisogna informare il medico di famiglia che, se è il caso, vi indirizzerà dallo specialista. Seguite sempre le sue indicazioni sul tipo, la quantità e il dosaggio dei farmaci da assumere, e informatelo di eventuali effetti collaterali. Non sottovalutate una cefalea che compare all’improvviso e resiste ai farmaci: può essere il sintomo di altre malattie. &lt;br /&gt;• &lt;br /&gt;• &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;STRATEGIE E TERAPIE ANTI MAL DI TESTA&lt;br /&gt;• &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;• Per sconfiggere il mal di testa la via più usata è quella che porta alla farmacia. Eppure in alcuni casi basterebbe cambiare abitudini. Specie per la cefalea tensiva, che dipende dallo stress, e per l’emicrania, che può essere causata da vari fattori (stanchezza, fumo, cioccolata, alcol, sole...).&lt;br /&gt;Contro la cefalea tensiva. Se il dolore è lieve si può fare a meno dei farmaci. Se persiste, sono sufficienti gli analgesici da banco: da usare per poco tempo, sono quasi tutti farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) e non contengono cortisone.&lt;br /&gt;Contro l’emicrania. Se non è troppo frequente, possono bastare gli analgesici da banco. Altrimenti, bisogna consultare uno specialista per una terapia più forte, nei casi estremi anche con farmaci molto severi.&lt;br /&gt;Contro la cefalea a grappolo. I farmaci più efficaci sono i triptani, sostanze che agiscono sui meccanismi responsabili del dolore. Validi anche contro l’emicrania, esistono anche in versione spray nasale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;•&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7098950998317715784?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7098950998317715784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7098950998317715784' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7098950998317715784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7098950998317715784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/11/salve-amici-oggi-trattiamo-un-problema.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SRxtTmZ6UHI/AAAAAAAAAHA/XiwyNohlDec/s72-c/mal+di+testa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-528997679573493618</id><published>2008-10-24T18:29:00.001+02:00</published><updated>2008-10-24T18:31:54.039+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SQH4aq0vGxI/AAAAAAAAAG4/kQnzZMsZP9k/s1600-h/cioccolato.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 90px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SQH4aq0vGxI/AAAAAAAAAG4/kQnzZMsZP9k/s400/cioccolato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260758976801217298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;NEWS  SUI  BENEFICI  DEL  CIOCCOLATO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi grammi ma salutari. Sono 6,7 i grammi di cioccolato al giorno che rappresentano la quantità ideale per garantirci un effetto protettivo contro l’infiammazione e le malattie cardiovascolari che ne derivano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il risultato di una ricerca condotta nei  Laboratori dell’Università Cattolica di Campobasso, in collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano.&lt;br /&gt;La scoperta, pubblicata sul  Journal of Nutrition,  viene da uno dei più grandi studi epidemiologici mai condotti in Europa, il progetto Moli-sani, che ha coinvolto finora oltre 20.000 abitanti del Molise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Studiando i partecipanti allo studio, i ricercatori hanno puntato la loro attenzione sui complessi meccanismi dell’infiammazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ noto come uno stato infiammatorio cronico sia un fattore che può predisporre al rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare, dall’infarto cardiaco all’ictus cerebrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il controllo dell’infiammazione attraverso uno dei suoi indicatori (la Proteina C reattiva individuabile con una semplice analisi del sangue) è stato oggetto di studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti gli studiosi hanno messo a confronto i valori di questa proteina presenti nel sangue delle persone esaminate con le quantità di cioccolato che queste mangiavano abitualmente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su circa 11.000 soggetti, ne sono stati identificati 4.849, tutti in buona salute e senza fattori di rischio (quindi con colesterolo, pressione arteriosa ed altri parametri normali). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questi, 1.317 non consumavano alcun tipo di cioccolato, mentre 824 ne consumavano regolarmente, ma solo quello fondente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si pensa che l’elevato contenuto in antiossidanti dei semi di cacao, in particolare flavonoidi e altri polifenoli, potesse avere un effetto positivo sullo stato infiammatorio. Ed il risultato è stato molto incoraggiante: le persone che mangiano abitualmente cioccolato fondente in quantità moderata risultano avere nel sangue valori di proteina C reattiva significativamente più bassi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altri termini il loro stato infiammatorio viene significativamente ridotto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-528997679573493618?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/528997679573493618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=528997679573493618' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/528997679573493618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/528997679573493618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/10/news-sui-benefici-del-cioccolato-pochi.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SQH4aq0vGxI/AAAAAAAAAG4/kQnzZMsZP9k/s72-c/cioccolato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-6874143180852892681</id><published>2008-10-16T19:27:00.001+02:00</published><updated>2008-10-16T19:30:30.896+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SPd6KaIAqaI/AAAAAAAAAGw/qn85Oz-L1BA/s1600-h/dieta+vegetariana.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SPd6KaIAqaI/AAAAAAAAAGw/qn85Oz-L1BA/s400/dieta+vegetariana.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257805409208543650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PERCHÉ SI PUÒ DIRE NO A CARNE E PESCE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è chi diventa vegetariano per motivi etici e chi invece lo fa perché è convinto che sia uno stile di vita più salutare. Per ora, degli oltre 6 milioni di italiani che hanno detto addio a carne e pesce, solo 3 milioni seguono questo particolare regime alimentare con rigore. Ma quello dei vegetariani è un esercito destinato a crescere: secondo alcune stime, nel 2050 potrebbero raggiungere addirittura i 30 milioni. Sono tanti i motivi per cui varrebbe la pena di passare – se non altro, periodicamente – alla dieta senza carne né pesce: mangiare “solo verde", infatti, aiuta a tenere lontane il cancro, il diabete e tutte le patologie cardiocircolatorie (grazie alla bassa percentuale di grassi). Inoltre, permette di tenere sotto controllo la linea, senza privare l’organismo della giusta quantità di energia (per l’alta quantità di carboidrati).&lt;br /&gt;Non ne fate una questione ideologica, ma volete solo riacquistare la linea? Conta poco. In ogni caso, la regola base più importante è evitare il fai-da-te e rivolgersi sempre a uno specialista: solo così si evitano carenze nutrizionali, sempre in agguato con questo tipo di dieta (in particolare, di vitamina B12 e ferro). Specie se escludete dalla vostra alimentazione anche i prodotti lattiero-caseari &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VEGETARIANI O VEGANI, ECCO LE DIFFERENZE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vegetariani non sono tutti uguali. Ci sono quelli più “morbidi” e quelli più oltranzisti, capaci cioè di essere ancora più rigorosi nella scelta del loro menu rigorosamente privo di alimenti di derivazione animali. Ma vediamo di capire meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I latto-ovo-vegetariani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono i vegetariani più “aperti” a qualche contaminazione della dieta con prodotti di origine animale. Escludono dalla loro alimentazione quotidiana la carne e i suoi derivati, il pesce, i molluschi e i crostacei, ma mangiano il latte e tutti i prodotti lattiero-caseari, più le uova (oltre ovviamente a qualsiasi alimento vegetale).&lt;br /&gt;Quali vantaggi ha questo regime alimentare? Mangiando anche latte e uova, si riduce drasticamente il rischio di carenze nutrizionali. L'anemia ferropenica, dovuta ad un'insufficiente assunzione di questo minerale, è presente in egual misura tra vegetariani e non.&lt;br /&gt;Ci sono, però, anche degli svantaggi. Se si eccede con il latte, formaggi e uova si finisce con l'introdurre troppi grassi animali, con conseguente aumento del colesterolo. E il rischio ipertensione, oltre che di malattie cardiovascolari, diabete, obesità e tumori, cresce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vegani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono gli “irriducibili” della dieta verde. Escludono tutti gli alimenti di origine animale, compreso addirittura il miele, mentre mangiano qualunque alimento vegetale, comprese le alghe.&lt;br /&gt;Per quanto rigida, una dieta vegana presenta qualche vantaggio: evitando i grassi di origine animale, ci si espone meno al rischio di ipertensione, diabete, tumori e problemi cardiovascolari. Ma detto ciò, ci sono anche degli svantaggi: si può incorrere in una carenza di vitamina B12 indispensabile per un buon funzionamento del sistema nervoso e di quello circolatorio, perché questa sostanza non è presente negli alimenti di origine vegetale. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;I CIBI-BASE DELLA DIETA VEGETARIANA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per scoprire che mangiare troppa carne e altri prodotti di derivazione animale non è proprio il massimo, non serve trasformarsi in vegetariani da un giorno all’altro. Basta solo aumentare il consumo di frutta e verdura, cereali e legumi, e diminuire la carne.&lt;br /&gt;Ci son alimenti, però, che non possono mancare nella dieta vegetariana, vediamo quali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cereali. Avena, farro, frumento, orzo, miglio e mais dovrebbero essere consumati tutti a rotazione, perché ciascuno ha proprietà differenti. Quelli integrali sono i più completi e efficaci contro le cardiopatie e i problemi intestinali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legumi. Ceci, cicerchie, fagioli, fave, lenticchie, piselli e soia, sono una fonte di sali minerali (calcio e fosforo), fibre (che favoriscono l'attività intestinale) e carboidrati (che danno energia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verdure. Broccoli, bietole, cavolo riccio, cicoria, lattuga, carote. Assieme alla frutta, le verdure sono la principale fonte di vitamine per chi segue una dieta vegetariana. Quelle con la foglia verde scuro sono ricche di vitamine, ma anche di ferro e calcio, quelle di colore giallo scuro o arancio (come le carote) contengono moltissimo betacarotene, che aiuta a mantenere sana la pelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frutta non solo frutta fresca da mangiare con la buccia, ma anche quella secca con il guscio come mandorle, noci, pinoli, nocciole e arachidi che contengono grassi “buoni”, utilissimi a protezione del rischio di problemi cardiovascolari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PROTEINE E CALCIO MANGIANDO SOLO “VERDE”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei capi d’accusa delle diete vegetariane sta nel fatto che, in assenza di carne e pesce, l’apporto di proteine risulta nulla. Ma chi l’ha detto che il nostro corpo possa assumere proteine soltanto mangiando bistecche, spigole &amp; Co.? Le proteine, seppur diverse, possono arrivare anche dai vegetali. Facciamo qualche esempio: fagioli, ceci, lenticchie e soia, tra i legumi, forniscono un ottimo apporto di proteine vegetali. Stesso discorso per latte o yogurt di soia, il tofu, la frutta secca (per esempio, le mandorle). Per i non vegan, via libera a uova (ma non più di 1-2 volte la settimana) e yogurt e latte vaccini.&lt;br /&gt;E il calcio? Altra presunta nota dolente dei regimi alimentari vegetariani, può in realtà arrivare da tanti alimenti perfettamente ammessi nelle diete “verdi”. Con un bel vantaggio: che la stragrande maggioranza di questi sono gli stessi cibi che contengono anche proteine vegetali. In più, in caso di carenze documentate dal medico, si può supplire con acque minerali ad hoc.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-6874143180852892681?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/6874143180852892681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=6874143180852892681' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/6874143180852892681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/6874143180852892681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/10/perch-si-pu-dire-no-carne-e-pesce-c-chi.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SPd6KaIAqaI/AAAAAAAAAGw/qn85Oz-L1BA/s72-c/dieta+vegetariana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-6515506361697903647</id><published>2008-10-09T21:42:00.001+02:00</published><updated>2008-10-09T21:43:47.761+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SO5e7rfKPTI/AAAAAAAAAGo/7o0NJbWs93M/s1600-h/ciclismo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SO5e7rfKPTI/AAAAAAAAAGo/7o0NJbWs93M/s400/ciclismo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255242194566659378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La bicicletta può far male al sesso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciclisti professionisti e amatoriali a rischio. In Italia i primi tre casi a livello mondiale di priapismo arterioso da bicicletta&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Andare in bicicletta può mettere a repentaglio l’apparato sessuale maschile. L’allarme arriva dagli urologi, che spiegano come un colpo forte può provocare nell’uomo la rottura dell’arteria cavernosa con conseguente invasione di sangue nel corpo cavernoso. Tutto questo si traduce in un’erezione prolungata e non dolorosa (priapismo ad alto flusso) che può durare anche per diversi giorni. Tutto questo si traduce in un’erezione prolungata e non dolorosa (priapismo ad alto flusso) che può durare anche per diversi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In genere gli uomini si rivolgono allo specialista dopo qualche tempo, sperando che il fenomeno regredisca spontaneamente. Ma non si tratta di un problema da sottovalutare. A differenza del priapismo a basso flusso nel quale l’erezione è molto dolorosa e dove bisogna intervenire tempestivamente rivolgendosi ad un pronto soccorso, per questo tipo di priapismo si può attendere ma è bene comunque essere tempestivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, i microtraumi provocati dal sellino possono ripercuotersi sul nervo pudendo o sull’arteria cavernosa provocando temporanei (anche della durate di settimane) deficit erettivi come accade a ciclisti professionisti dopo lunghe gare.&lt;br /&gt;Dei tre casi analizzati, i primi analizzati a livello mondiale, due riguardavano soggetti adulti con trauma conseguente ad un violento colpo del pene sul tubo della bicicletta situato tra il sellino ed il manubrio. Il terso caso è stato osservato in un bambino di 12 anni per un urto violento della porzione fissa dei corpi cavernosi sul manubrio. In due casi il priapismo è insorto dopo due giorni, durante la notte; in uno dopo qualche ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torna quindi, dal punto di vista dei problemi urologici, il problema della sicurezza della bicicletta. Già da tempo, infatti, sono noti disturbi come uretriti, prostatiti, ematuria, torsione testicolare e insensibilità al pene da parte di ciclisti, e da qualche tempo la bicicletta viene considerato addirittura come fattore do rischio per il deficit erettivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-6515506361697903647?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/6515506361697903647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=6515506361697903647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/6515506361697903647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/6515506361697903647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/10/la-bicicletta-pu-far-male-al-sesso.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SO5e7rfKPTI/AAAAAAAAAGo/7o0NJbWs93M/s72-c/ciclismo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5817590028721550264</id><published>2008-10-09T21:39:00.001+02:00</published><updated>2008-10-09T21:41:26.812+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SO5eXdS2t2I/AAAAAAAAAGg/eqFOaEC1n-U/s1600-h/sport+aria+aperta.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SO5eXdS2t2I/AAAAAAAAAGg/eqFOaEC1n-U/s400/sport+aria+aperta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255241572281661282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Fare sport all’aria aperta, non solo vantaggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Respirare lo smog ormai esteso anche ai piccoli centri accelera i processi di invecchiamento del nostro organismo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo imparato che dovrebbe essere il contesto ideale per fare attività fisica, a prescindere da quale livello di preparazione abbiamo. E invece l’aria aperta nasconde qualche insidia non da poco per il nostro organismo. Perché lo smog delle metropoli e sempre più presente ormai anche nei piccoli centri, rischia di diventare un’arma che mette a repentaglio la nostra salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I radicali liberi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’effetto primario consisterebbe nell’accelerazione dei processi di invecchiamento. “L'esposizione agli inquinanti atmosferici è associata a malattie non solo a carico dell'apparato respiratorio, ma anche di altri organi, a causa della formazione di radicali liberi", spiega Claudio Marconi, direttore dell'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Milano. "Questi vengono normalmente prodotti durante l'attività fisica, ma quando la loro quantità è eccessiva, determinano uno stress ossidativo, che è causa di danni, talvolta irreversibili, a carico delle membrane cellulari, delle proteine e del Dna". È lo stesso meccanismo che avviene in molte condizioni di malattia, ma anche fisiologiche, quali l'invecchiamento, e che viene accentuato dalla respirazione di sostanze inquinanti presenti nell'ambiente di lavoro (pesticidi, cromo, etc.) e nell'aria delle nostre città.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Il pericolo delle polveri sottili&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In particolare, le cosiddette polveri sottili - sottolinea Marconi - sono oggi associate a situazioni di stress ossidativo rischioso per la salute, soprattutto in individui affetti da patologie, come lo scompenso cardiaco, l'insufficienza respiratoria e il diabete". Lo confermano anche recenti studi, condotti su una cinquantina di autisti di autobus di Praga, che hanno messo in evidenza come i livelli, nelle urine, di marcatori di danno a carico del Dna cellulare siano strettamente legati alla concentrazione di polveri sottili e come questi siano indipendenti dalle variazioni di concentrazione nell'aria di idrocarburi aromatici. Inoltre, elevate concentrazioni nell'atmosfera di polveri sottili sembrano essere correlate ad alterazioni del controllo del microcircolo, specie in pazienti diabetici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento, sono pochi i centri, in Italia, che si occupano di una valutazione globale dello stress ossidativo a causa di difficoltà metodologiche, specie nella preparazione dei campioni di sangue prima dell'analisi. Per questo motivo l'Ibfm-Cnr sta allestendo un laboratorio dedicato alla determinazione dei principali marcatori di stress ossidativo in diverse condizioni: ipossia (alta quota, scompenso cardiaco, arteriopatie periferiche, insufficienza respiratoria), iperossia (immersioni con autorespiratore, medicina iperbarica) e disfunzioni metaboliche (diabete, l'obesità).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5817590028721550264?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5817590028721550264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5817590028721550264' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5817590028721550264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5817590028721550264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/10/fare-sport-allaria-aperta-non-solo.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SO5eXdS2t2I/AAAAAAAAAGg/eqFOaEC1n-U/s72-c/sport+aria+aperta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7854640753927668786</id><published>2008-10-01T22:20:00.002+02:00</published><updated>2008-10-01T22:22:34.307+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SOPb-wsOfbI/AAAAAAAAAGY/nKnR1A5_uX0/s1600-h/latte.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SOPb-wsOfbI/AAAAAAAAAGY/nKnR1A5_uX0/s400/latte.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252283461712903602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;LATTE ALLA MELAMINA, C’E’ PERICOLO?&lt;br /&gt;L’Ue blocca i prodotti a rischio in arrivo dalla Cina. Controlli sanitari a tappeto. Le autorità europee rassicurano: nessun rischio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scandalo del latte contaminato con la melamina, che in Cina ha causato la morte di quattro bambini e l’intossicazione di oltre 13 mila piccoli, si è esteso anche all’Europa. Dopo le prime perplessità, di fronte alle iniziali rassicurazioni dell’Istituto superiore di sanità, sono saltati fuori i dubbi delle stesse autorità. E sono partiti i controlli a tappeto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione europea ha deciso di mettere al bando i prodotti ad alto rischio, in arrivo dalla Cina, destinati a neonati e bambini. Ma anche sui prodotti destinati agli adulti verranno avviati controlli sanitari, in particolare su tutti gli alimentari che contengono più del 15% di latte in polvere cinese. Previsti anche test a sorpresa su campioni di alimentari cinesi già presenti sul mercato europeo.&lt;br /&gt;L'Agenzia per la sicurezza alimentare dell'Ue (l’Efsa, che ha sede a Parma) ha diffuso un comunicato piuttosto tranquillizzante sugli eventuali rischi in Europa. Non vi sono infatti in Europa pericoli per la salute in caso di consumo di cioccolata e dolciumi contenenti latte contaminato con la melamina, considerando la disponibilità di tali prodotti sul mercato e alla luce del divieto di importazione di latte dalla Cina. L'Efsa però suggerisce anche di non eccedere in prodotti che potrebbero essere a rischio: adulti e bambini non dovrebbero superare un consumo di prodotti alimentari (biscotti, caramelle al latte e cioccolata) contenenti melamina in quantità superiore a 0,5 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essendo l'importazione di latte prodotto in Cina proibita, l'Efsa si è concentrata sulla possibile presenza di melamina nei cibi contenenti latte in polvere o prodotti caseari fatti in Cina. Nel caso peggiore, cioè con i livelli più alti di melamina registrati in Cina (2,5 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo) un bambino con un alto consumo di caramelle-mou, cioccolato o biscotti contenente livelli elevati di latte in polvere, potrebbe superare di ben tre volte il livello consentito di melamina. L'Efsa comunque sottolinea che al momento non è chiaro se questo teorico livello altissimo di esposizione alla melamina sia possibile in Europa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7854640753927668786?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7854640753927668786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7854640753927668786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7854640753927668786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7854640753927668786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/10/latte-alla-melamina-ce-pericolo-lue.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SOPb-wsOfbI/AAAAAAAAAGY/nKnR1A5_uX0/s72-c/latte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-8652034012445835833</id><published>2008-09-21T17:29:00.002+02:00</published><updated>2008-09-21T17:33:05.617+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SNZpKLTuKAI/AAAAAAAAAGQ/c5mk48l8t0g/s1600-h/celiachia.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SNZpKLTuKAI/AAAAAAAAAGQ/c5mk48l8t0g/s400/celiachia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248498039302006786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CELIACHIA (MORBO CELIACO)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detta anche enteropatia da glutine, è un disturbo ereditario, presumibilmente legato ad un fattore genetico, che comporta intolleranza al glutine, proteina cereale contenuta nel frumento, nella segale, nell’orzo, nell’avena e in alcune leguminose. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È particolarmente diffusa tra le popolazioni che consumano molto glutine; in Italia l’incidenza sarebbe di un caso ogni 2000 abitanti. La reazione immunitaria che si stabilisce al glutine provoca un danno della mucosa intestinale del digiuno, a causa del quale diminuisce enormemente l’assorbimento dei carboidrati, delle proteine, e di molti minerali e vitamine. In molti casi la celiachia si rivela all’epoca dello svezzamento, quando inizia la dieta a base di biscotti, farine lattee contenenti glutine, semolino e pastina. Nel lattante si manifesta con il classico quadro della diarrea cronica con feci pallide e ricche di grasso, unitamente a pallore del volto, inappetenza, vomito, gonfiore dell’addome, umore irritabile, arresto di sviluppo e riduzione del peso corporeo. Nel bambino più grande e nell’adulto si verificano forme incomplete, e talora l’unico segno è rappresentato nel primo dal ritardo dell’accrescimento (anche evidenziabile a posteriori).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In alcuni casi insorgono complicazioni, rappresentate da anemia da carenza di ferro, fragilità ossea, emorragie, ritardo dello sviluppo puberale, turbe nervose. La diagnosi di certezza del morbo celiaco si basa sulla biopsia della mucosa digiunale. La dieta priva di glutine – condizione essenziale per la guarigione – va istituita tempestivamente e continuata per tutta la vita, altrimenti il danno intestinale può ricomparire. Vengono pertanto esclusi i cibi contenenti frumento, orzo, segale, avena, sostituiti eventualmente da altre farine appositamente studiate. Per il resto, l’alimentazione dev’essere normale, con supplementi di vitamine e minerali. Nelle forme refrattarie che talora insorgono nell’adulto, si ricorre alla somministrazione di preparati di corteccia surrenale. Se il trattamento viene seguito in modo assiduo e corretto, il ragazzo avrà uno sviluppo sia fisico che intellettivo normale, potrà condurre una vita assolutamente regolare e inserirsi nella società e nel lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;COME SI RICONOSCE LA CELIACHIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La celiachia non conosce età e può manifestarsi nelle diverse fasi evolutive di un individuo. Ne esistono diverse forme. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che riguarda i bambini molto piccoli, definita “tipica”,che si manifesta con diarrea, perdita di appetito, vomito e a volte dimagrimento. Quando i bambini sono un po’ più grandi, i campanelli di allarme possono essere un rallentamento nella crescita e un eccessivo calo di peso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La forma “atipica”, invece, si presenta tardivamente con sintomi extraintestinali, per esempio con un’anemia che non si risolve o con la difficoltà a portare a termine una gravidanza o un’inspiegabile infertilità. Negli uomini, invece, ci può essere un'alterazione dello smalto dei denti, uno stato di continua irritabilità o valori elevati delle transaminasi, senza che sia presente una malattia epatica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La forma “silente”, infine, ha come peculiarità l’assenza di sintomi eclatanti. Quella potenziale (o latente) si evidenzia con esami sierologici positivi, ma con biopsia intestinale normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Talvolta i sintomi che nascondono la celiachia sono talmente modesti da non richiedere l’intervento del medico e da sfuggire quindi a una diagnosi appropriata. Il sospetto che il soggetto sia affetto da questa intolleranza emerge solo perché nell’ambito familiare c’è un altro membro affetto da celiachia (le statistiche affermano che nell’8-10% c’è familiarità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo test a cui sottoporsi quando si sospetta la malattia è quello dell’analisi del sangue per ricercare tre particolari anticorpi nell'organismo: se i valori sono elevati, è molto probabile che sia celiachia. Ma la conferma della malattia si può avere solo con la biopsia intestinale, che viene eseguita durante una gastroscopia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IN ARRIVO UNA PILLOLA ANTICELIACHIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sperimentazione ok, presto sul mercato. Presa prima dei pasti, elimina i sintomi dell’intolleranza al glutine &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta con la dieta a base di prodotti “gluten free”, stop ai mille sacrifici imposti dal dover fare la spesa tenendo sempre un occhio all’etichetta. Presto, molto presto il popolo dei celiaci (75 mila malati “ufficiali” a cui si aggiungono almeno altri 500 mila che non sanno di esserlo) potrebbe avere la soluzione a tutti i problemi: una pillola da assumere prima dei pasti, in grado di bloccare l'effetto tossico del glutine, la sostanza responsabile dell’intolleranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritrovato è ormai in dirittura d'arrivo e nel giro di cinque anni al massimo si ipotizza una rivoluzione, come spiegano i massimi esperti mondiali di celiachia, riuniti in questi giorni a Genova per il Congresso internazionale organizzato dall'Associazione italiana celiachia. La sperimentazione sui primi 110 pazienti ha dimostrato che il farmaco, scoperto tre anni fa negli Stati Uniti da un ricercatore italiano, elimina i sintomi associati al consumo di glutine nell'85% dei casi; entro dicembre arriveranno i risultati su altri 180 pazienti. Studi sull'uomo anche per un nuovo farmaco, una proteasi che aiuta i pazienti a digerire il glutine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La dieta priva di glutine è assolutamente sicura, ma impone restrizioni alimentari difficili da seguire, soprattutto in particolari età della vita come quella adolescenziale”, dichiara Umberto Volta, responsabile del Centro per la diagnosi di celiachia dell'ospedale S.Orsola - Malpighi di Bologna e presidente del Comitato scientifico dell'Aic, “i celiaci inoltre sono sempre esposti al pericolo delle contaminazioni e hanno il desiderio di tornare a mangiare normalmente, senza sottoporsi a rinunce che spesso comportano la comparsa di problemi psicologici. Da qui la grande spinta da parte dei pazienti perché la ricerca scientifica fornisca una terapia alternativa".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-8652034012445835833?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/8652034012445835833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=8652034012445835833' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8652034012445835833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8652034012445835833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/09/celiachia-morbo-celiaco-detta-anche.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SNZpKLTuKAI/AAAAAAAAAGQ/c5mk48l8t0g/s72-c/celiachia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7859974105931003960</id><published>2008-09-10T18:49:00.001+02:00</published><updated>2008-09-10T18:52:02.552+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SMf7JyyeiNI/AAAAAAAAAGI/EV50lLMEqqY/s1600-h/torta.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SMf7JyyeiNI/AAAAAAAAAGI/EV50lLMEqqY/s400/torta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244436436767115474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;TROPPI DOLCI? IL CERVELLO NON FERMA PIU' LA FAME.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Un’alimentazione con troppi dolci danneggia i neuroni che tengono a freno l’appetito. Risultato: obesità assicurata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Finito il pasto, i radicali liberi prodotti naturalmente dal nostro organismo attaccano le cellule cerebrali che tengono a bada l’appetito. Finché la dieta è sana ed equilibrata, queste ultime hanno la meglio. Se però l’alimentazione è troppo ricca di zuccheri, a lungo andare i neuroni “ferma-fame” si deteriorano fino a diventare così deboli da perdere la battaglia. Risultato: una più rapida evoluzione verso l’obesità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scoperta è di un gruppo di ricercatori dell´università australiana di Monash, che in uno studio pubblicato dalla rivista “Nature” indaga i meccanismi che regolano lo stimolo della fame nel cervello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Più zuccheri mangiamo”, spiegano la ricerca, “più danneggiamo le nostre cellule blocca-fame. Gli individui più a rischio sono quelli tra i 25 e i 50 anni, perché i neuroni che impediscono di mangiare in eccesso sono già stati spazzati via”.&lt;br /&gt;Consumare cibi ricchi di zuccheri (in particolare quelli contenuti nei dolci, non quelli “semplici” dei carboidrati come pane e pasta), quindi, porta ad un circolo vizioso in cui più si mangia più si ha fame.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7859974105931003960?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7859974105931003960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7859974105931003960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7859974105931003960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7859974105931003960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/09/troppi-dolci-il-cervello-non-ferma-piu.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SMf7JyyeiNI/AAAAAAAAAGI/EV50lLMEqqY/s72-c/torta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-9004100770823158479</id><published>2008-08-25T18:53:00.001+02:00</published><updated>2008-08-25T18:55:30.962+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SLLj9_XJnUI/AAAAAAAAAGA/tbIH4iwe_sY/s1600-h/egoismo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SLLj9_XJnUI/AAAAAAAAAGA/tbIH4iwe_sY/s400/egoismo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238499970705366338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ESSERE  EGOISTI  NON  E’  SEMPRE  UN  MALE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Prima di tutto me stesso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saper donare se stessi è una qualità ma, non sempre, pensare a sé significa essere egoisti. E' capitato a tutti, chi più chi meno, di fare un piccolo esame di coscienza per capire se in una data situazione avremmo potuto fare di più per gli altri.&lt;br /&gt;Dare la precedenza ai propri interessi non sempre è un difetto perché dipende dalle situazioni in cui ci troviamo e dal modo in cui ci rapportiamo agli altri. Non c'è niente di male a dedicarsi a se stessi purché questo non danneggi le persone che ci circondano.&lt;br /&gt;Gli psicologici spiegano che tutti noi abbiamo un istinto di autoconservazione, innato alla nascita, che con la fase dello sviluppo dovrebbe conciliarsi con la scoperta dell'altro. Per diventare persone mature è importante stabilire un rapporto positivo tra l'amore per sé stessi e quello per gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il vero altruista è fatto così&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'altruismo, qualità che si deve imparare ad allenare fin dall'infanzia, è prima di tutto la capacità di superare il senso di possesso. Quali sono gli aspetti fondamentali dell'altruista? Essenzialmente due: quello razionale, che contempla un certo vantaggio per sé stessi e quello spontaneo che non chiede nulla in cambio, certamente il più nobile.&lt;br /&gt;Nel primo caso, si presuppone una sorta di generosità di convenienza, un "do ut des", cioè un dare per avere. In fondo non c'è nulla di male nello scambio di favori, di appoggio, di sostegno morale e materiale.&lt;br /&gt;Facciamo l'esempio di quel che può capitare in un'amicizia. Se questa è a senso unico in cui uno dei due dà sempre e non riceve mai nulla in cambio, questa sarà destinata a finire. Lo stesso in un rapporto di coppia&lt;br /&gt;Esiste anche un altruismo e una generosità di chi non sa mai dire di no. In questo caso non è tanto il buon cuore a far dire sempre di sì, ma il desiderio di piacere e la paura del rifiuto.&lt;br /&gt;In conclusione l'altruismo totale è veramente raro perché in tutti noi c'è un misto di egoismo e altruismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L'individualista rispetta gli altri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il principio "ama il tuo prossimo come ami te stesso" nel caso dell'individualista diventa "impariamo ad amare prima noi stessi per sapere poi come amare gli altri".&lt;br /&gt;Se volessimo tracciare un identikit dell'individualista-tipo, potremmo dire che è colui che riesce a gestire il proprio tempo lasciando spazio ai propri interessi senza essere indifferente alle esigenze altrui. Un esempio? Chi appartiene a questa categoria, non si sente in colpa per aver sottratto tempo alla famiglia e al lavoro, per esempio, ed è convinto che per costruire rapporti sani con gli altri bisogna prima di tutto imparare ad amare se stessi. In conclusione, fa il suo tornaconto ma rispetta gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Identikit del vero egoista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diceva Oscar Wilde "L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi".&lt;br /&gt;Il vero egoista è incapace di stabilire rapporti equilibrati basati sullo scambio perché è del tutto insensibile alle necessità di chi lo circonda. Il suo motto è: prendere senza mai dare. Fa il proprio interesse ma si tratta di un interesse limitato. Un esempio? Chi inquina l'ambiente. Non si rende conto che rovina il mondo in cui egli stesso vive e che questo gli si ritorce contro.&lt;br /&gt;Non tutti gli psicologi, però, sono convinti che pensare a se stessi sia un atto di egoismo, perché ogni individuo è un esser unico dotato di una personalità propria e propri talenti. L' educazione, la moralità e la società in genere, per costoro, giocherebbe un ruolo deleterio perché tenderebbe a sopprimere i talenti personali. Le conseguenze poi sarebbero stress, depressione e anche attacchi di panico.&lt;br /&gt;In conclusione diciamo quindi che  &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL VERO EGOISMO ESISTEREBBE SOLO NEL CASO IN CUI DANNEGGIAMO CON I NOSTRI ATTEGGIAMENTI GLI ALTRI, NON SE CERCHIAMO DI AMARE DI PIÙ NOI STESSI.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-9004100770823158479?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/9004100770823158479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=9004100770823158479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/9004100770823158479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/9004100770823158479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/08/essere-egoisti-non-e-sempre-un-male.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SLLj9_XJnUI/AAAAAAAAAGA/tbIH4iwe_sY/s72-c/egoismo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-948316086357027693</id><published>2008-08-19T08:37:00.001+02:00</published><updated>2008-08-19T08:38:57.038+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SKpqdbYrWcI/AAAAAAAAAF4/plsy7e7jA48/s1600-h/prelievo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SKpqdbYrWcI/AAAAAAAAAF4/plsy7e7jA48/s400/prelievo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236114570571635138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;FA MALE APRIRE E CHIUDERE IL PUGNO PRIMA DI UN PRELIEVO DI SANGUE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Aumenta i livelli di potassio nel sangue, creando problemi renali o cardiaci. Meglio limitarsi a farlo una volta sola&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il gesto più usuale durante il prelievo di sangue, e si impara a farlo fin da bambini: aprire e chiudere più volte il pugno per facilitare la circolazione. Ma da oggi le cose potrebbero cambiare: un'allerta dalla Gran Bretagna segnala che aprire e chiudere il pugno potrebbe aumentare i livelli di potassio nel sangue, con la possibilità di avere alla lunga problemi renali o cardiaci, e creando tra l'altro confusione negli stessi risultati del test. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pratica di aprire e chiudere il pugno è un relitto del passato che andrebbe superato, è stato consigliato a tutti i medici addetti ai prelievi di non chiederla più ai pazienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un consiglio inevitabile, visto che sugli stessi soggetti analizzati, dopo averli invitati a non ripetere la manovra del pugno, i livelli di potassio sono calati subito sensibilmente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà difficile, ammettono gli scienziati, cambiare un'abitudine diffusa almeno dal 1960, ma l'alternativa può essere un buon compromesso: non serrare il pugno ma “chiudere delicatamente la mano e aprirla una sola volta”. In questo modo le vene vengono comunque messe in risalto, senza però influire sui livelli di potassio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-948316086357027693?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/948316086357027693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=948316086357027693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/948316086357027693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/948316086357027693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/08/fa-male-aprire-e-chiudere-il-pugno.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SKpqdbYrWcI/AAAAAAAAAF4/plsy7e7jA48/s72-c/prelievo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5039956851433100860</id><published>2008-08-15T19:10:00.001+02:00</published><updated>2008-08-15T19:13:55.885+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SKW4lSyiuzI/AAAAAAAAAFw/-s3Zv-4KXpE/s1600-h/ferragosto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SKW4lSyiuzI/AAAAAAAAAFw/-s3Zv-4KXpE/s400/ferragosto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5234793092726569778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;FERRAGOSTO, DIETA MIA NON TI CONOSCO.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Peccare senza pentimenti? Si può&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi siete tenuti tutto l'anno e ora vi volete concedere qualche piccola trasgressione. Perché, diciamolo, un po’ di sana gratificazione ci vuole, soprattutto dopo che negli ultimi mesi siete stati “a stecchetto” per arrivare sulla spiaggia in buona forma. Sia che andiate al mare, in montagnao campagna, vi verranno offerti piatti in tema con il clima e la regione che visiterete. Nessuno vi obbliga a dire di no, ma vi suggeriamo come comportarvi per non vedere lievitare il girovita alla fine della vacanza. Il segreto c’è ed è molto più semplice di quanto pensiate. Se siete invitati da amici o mangiate al ristorante assaggiate un po’ di tutto, ma con parsimonia: senza esagerare con le-porzioni-e-i“bis”,-insomma.&lt;br /&gt;Se poi alla fine di questi giorni vi sentite in colpa e volete rimediare a qualche strappo di troppo, fate così.&lt;br /&gt;Ridi di pancia: un’ora di risate a crepapelle magari davanti a un buon film comico ti fa consumare 300 calorie.&lt;br /&gt;Pavimento pulito, braccia toniche: se pulisci il pavimento per 30 minuti, elimini 105 calorie. Non solo: tonifichi i muscoli di braccia e gambe.&lt;br /&gt;Cambia look alla casa: spostare i mobili del tuo appartamento per 30 minuti, ti fa bruciare 80 calorie.&lt;br /&gt;Cambia canale alla Tv: è stato calcolato che abbandonando il telecomando e alzandosi dalla poltrona 10 volte al giorno per cambiare canale, si possono perdere fino a 5.000 calorie in un anno! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cinque esempi per la tavola in campagna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) La parmigiana di melanzane. Se la ordinate al ristorante, informatevi se è stata preparata con melanzane fritte o grigliate. Nel primo caso, non c’è scelta: dividete la porzione con un altro commensale.&lt;br /&gt;2) Coniglio arrosto. Potete ordinarlo con tranquillità perché il grasso non supera il 5%, ed è anche una carne tenera e di facile digestione.&lt;br /&gt;3) Patate al forno. Sono un ottimo contorno, ma la maggior parte delle volte sono intrise di olio. Provate a schiacciarne una con la forchetta: se trasuda condimento, mangiatene al massimo 2 o 3.&lt;br /&gt;4) Salsicce alla brace.Difficile sottrarsi al barbecue che qualche amico organizzerà in giardino. E allora, prima di mettere le salsicce sulla brace, bucherellatele con la forchetta in modo da far fuoriuscire il grasso. Al ristorante, invece, chiedete al cameriere di aprirle a metà durante la cottura: si sgrasseranno un po’.&lt;br /&gt;5) Crème caramel. Una porzione apporta tra le 80 e le 240 calorie. Un po’ troppo se avete fatto un pasto completo, uno strappo che vi potete permettere se avete mangiato solo un primo piatto e un’insalata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cinque esempi per la tavola in montagna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Affettati e formaggi. Vengono spesso offerti come antipasto. Regolatevi, se poi volete mangiare anche le altre portate. Concedetevi giusto qualche “francobollo” di formaggio e qualche strisciolina di prosciutto, salame ecc.&lt;br /&gt;2) Canederli. Attenzione: limitatevi a 3 o 4 “palline”, perché bastano queste per fare un pasto completo. Nell’impasto c’è infatti mollica di pane mischiata al latte, uova, pancetta affumicata, wurstel e formaggio.&lt;br /&gt;3) Polenta e spuntature. La polenta è un alimento “innocuo”; il problema, semmai, nasce con le spuntature: di maiale o di manzo, l’importante è non esagerare. Non superate 3-4 pezzetti.&lt;br /&gt;4) Fonduta di formaggi. Si prepara con formaggi fusi e, inutile negarlo, è una vera bomba calorica. Per renderla più light, alternate un boccone di formaggio alle crudité che vengono spesso offerte come accompagnamento (il rapporto deve essere di 1 a 3).&lt;br /&gt;5) Funghi alla griglia. Dopo esservi assicurati della loro provenienza, potete gustarli con tranquillità, perché se non eccederete con i condimenti sono alimenti che contengono poche calorie. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Cinque esempi per la tavola al mare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Insalata russa. Un cucchiaio come antipasto ve lo potete pure concedere, ma non andate oltre. È la maionese a fare la differenza, in 100 g ci sono ben 650 calorie.&lt;br /&gt;2. Spaghetti allo scoglio. Lo dicono anche i nutrizionisti: pasta con crostacei, frutti di mare e pomodoro sono un mix perfetto, perché nello stesso piatto ci sono carboidrati, proteine, vitamine, sali minerali e pochi grassi. L’importante, anche in questo caso, è non esagerare con le quantità.&lt;br /&gt;3. La grigliata di pesce. Ottima alternativa alla carne. Scegliete tra i pesci meno grassi come merluzzo, palombo, sogliola e orata, ma non esagerate con gli “intingoli”: preparato così, il pesce è buonissimo anche senza condimenti.&lt;br /&gt;4. Frittura di pesce. Come resisterle? Difficilissimo. Allora concedetevela pure, senza però farla diventare un’abitudine. Un consiglio: abbondate con il succo di limone, perché la vitamina Ccombatte le sostanze ossidanti che si formano con la frittura.&lt;br /&gt;5. Il gelato. È un alimento eclettico, può essere ideale per uno spuntino pomeridiano, ma può diventare un sostituto del pasto all’ora del pranzo quando fa caldo e non ci si vuole appesantire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5039956851433100860?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5039956851433100860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5039956851433100860' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5039956851433100860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5039956851433100860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/08/ferragosto-dieta-mia-non-ti-conosco.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_FOj0dTtJOhY/SKW4lSyiuzI/AAAAAAAAAFw/-s3Zv-4KXpE/s72-c/ferragosto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7877267023764071056</id><published>2008-08-01T18:52:00.001+02:00</published><updated>2008-08-01T18:54:00.503+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SJM_nkGGSnI/AAAAAAAAAFo/ISvqojbHN7Y/s1600-h/ira.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SJM_nkGGSnI/AAAAAAAAAFo/ISvqojbHN7Y/s400/ira.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229593541243980402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Parliamo dei  meccanismi fisici e psicologici che generano gli scatti di ira. Con le regole per controllarsi e… “difendersi”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Che cos’è l’ira e perché ci si arrabbia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa parte dei sette vizi capitali, quelli a cui nessun uomo dovrebbe mai cedere. Eppure – proprio come la gran parte degli altri sei – all’ira cediamo eccome, chi più e chi meno. Ed è inevitabile, perché si tratta di uno dei sentimenti più primordiali (insieme con la gioia e il dolore) che vi siano nella mente dell’uomo. Le prove? Tutti i sinonimi del termine (rabbia, collera, esasperazione, furore…), tutte le sfumature che può avere (irritazione, fastidio, impazienza, intolleranza…).&lt;br /&gt;Ma che cos’è in concreto la rabbia? La reazione a un limite, a un’imposizione (fisica o psicologica), l’espressione di un bisogno di affermare la propria persona. Come tutte le emozioni, la rabbia non è mai giusta o sbagliata: c'è e bisogna prenderne atto, comprenderla, gestirla al meglio. Chi riesce a metterle la sordina, non sempre ne ricava benessere, perché si tratta di un segnale molto importante: che qualcuno o qualcosa sta calpestando il nostro “io”. Perché si scatena la rabbia? Gli studi concordano nel ritenere prevalente questo fattore: la volontà che si attribuisce all'altro di ferire e l'eventuale possibilità di evitare l'evento o situazione frustrante. Ciò significa che ci si arrabbia quando qualcosa o qualcuno si oppone alla realizzazione di un nostro bisogno, soprattutto quando viene percepita l'intenzionalità di ostacolare l'appagamento.&lt;br /&gt;A che serve la rabbia? Le modificazioni fisiologiche (che coinvolgono sia il corpo che la mente) che si manifestano attraverso uno scatto di ira, hanno l’obiettivo di rimuovere la causa della frustrazione alla base del nostro impeto aggressivo. Lo stato emotivo in cui ci troviamo quando siamo in preda alla collera è il carburante a cui attingiamo per passare alle vie di fatto, siano queste azioni oppure solo parole.&lt;br /&gt;A differenza degli animali, i motivi alla base di un attacco di rabbia nell’uomo riguardano la frustrazione di attività che erano collegate con l'immagine e la realizzazione di sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gli effetti della collera sulla nostra salute&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le pubblicazioni scientifiche sugli studi dell'inibizione delle manifestazioni aggressive, dimostrano che reprime i propri sentimenti di rabbia tende a viverli per un tempo più lungo. Insomma: mettere il tappo all’impulso (talvolta sano, oltre che legittimo) di reagire a un sopruso o a un torto o a una qualunque costrizione, vive peggio. E si porta avanti a lungo questa condizione di malessere.&lt;br /&gt;Già, perché gli effetti dell’ira sulla fisiologia umana sono ampiamente dimostrati. Sfogarsi ogni tanto fa più che bene, sempre che non si esageri: studi approfonditi hanno confermato che un quarto dei casi di problemi cardiaci è dovuto all’eccessiva perdita di controllo in un’esagerata reazione fisica alla rabbia. E ancora: a forza di arrabbiarsi troppo e spesso, si rischia di incappare in conseguenze psicosomatiche non di poco conto. Così come, del resto, succede per il contrario (non concedersi, cioè, neanche un’“esplosione” di tanto in tanto). E così, patologie come l’ipertensione, l’emicrania cronica, la gastrite e diversi altri problemi di non poco conto sono strettamente collegati allo stato psicologico del collerico per antonomasia o del soggetto eccessivamente autocontrollato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come non farsi prendere dall’ira&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti conosciamo l’antico adagio secondo cui, prima di lasciarsi travolgere da un attacco d’ira, sia fondamentale “contare fino a dieci”. Bene, vi suggerisco qualche consiglio in più per resistere alla tentazione di arrabbiarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Non giustificatevi dicendo che “è colpa del mio caratteraccio”, come se fosse qualcosa che non si può governare. Accade a tutti di provare il sentimento dell’ira e quasi sempre è possibile dominarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Provate a riflettere sui fattori che di solito vi portano a “scattare”. Sono davvero validi? Provate allora a gestire le provocazioni, a comunicare meglio le vostre ragioni, a trovare metodi alternativi per difendere i vostri diritti. Se invece riconoscete che il più delle volte vi arrabbiate per motivi banali, diventa necessario imparare a non farsi trascinare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Calcolate il rapporto costi-benefici di una litigata: di solito sono molto squilibrati a favore dei costi. E si traducono in problemi sul lavoro e in famiglia, danni d’immagine, perdita di rapporti importanti…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Quando sentite crescere la voglia di reagire, fermatevi e cercate di rimandare il più possibile la reazione: basta per esempio uscire dalla stanza o prendere tempo con l’interlocutore prima di replicargli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Tecniche di rilassamento come il training autogeno o la meditazione sono utilissime. Lo stress è un fattore di rischio per gli attacchi di rabbia, qualsiasi pratica diretta a limitarlo non può che sortire effetti positivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Gran parte delle persone che si arrabbiano spesso e volentieri, soffrono di un senso di frustrazione latente e continuo. Può dipendere da traumi passati o da un’insoddisfazione presente (magari sul lavoro). Rendersene conto e cercare di rimediare può rivelarsi molto utile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Reprimere completamente l’ira non solo serve a poco, ma può risultare controproducente: si rischiano problemi psicosomatici. Tra il cedere alla rabbia e subire passivamente qualcosa che proprio non vi va giù, c’è una via intermedia: provate a capire se esiste una soluzione più funzionale di una scenata sterile e improduttiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come comportarsi di fronte a uno scatto d’ira altrui&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuno di noi ha un modo di comportarsi diverso, quando si trova di fronte a uno scatto di rabbia altrui. Ma qual è quello più adatto a non complicare le cose, pur senza cedere necessariamente alle presunte ragioni dell’interlocutore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) Davanti a un’aggressione verbale o fisica, il primo impulso è di alzare il tono e disporsi a rispondere con gli stessi metodi. Ma è sbagliato: l’aggressività provoca solo altra aggressività, in un’autentica escalation violenta e sgradevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) Difendersi è necessario, nessuno dice che si debba subire passivamente. Anche perché l’iroso e aggressivo, di fronte a un interlocutore che non replica, tende a rincarare la dose, proprio perché non incontra resistenze. Risultato: la rabbia aumenta, proprio quello che si deve evitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) L’ideale sarebbe mantenere la calma, senza però apparire intimoriti né disposti ad alimentare lo scontro. In concreto: se l’aggressione è verbale, potete rispondere usando toni fermi, ma tranquilli; se invece è fisica, è importante mettersi al riparo da altri attacchi, perché se si accetta un contatto, si finisce in rissa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7877267023764071056?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7877267023764071056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7877267023764071056' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7877267023764071056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7877267023764071056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/08/parliamo-dei-meccanismi-fisici-e.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SJM_nkGGSnI/AAAAAAAAAFo/ISvqojbHN7Y/s72-c/ira.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7439656466993983727</id><published>2008-07-22T21:33:00.002+02:00</published><updated>2008-07-22T21:38:09.933+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SIY3BnHubqI/AAAAAAAAAFg/jlQEEi2YuM4/s1600-h/innamoramento.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SIY3BnHubqI/AAAAAAAAAFg/jlQEEi2YuM4/s400/innamoramento.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225924918430822050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L’amore è tutta una questione di chimica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il feeling tra due persone è il risultato di un complicato processo ormonale e cerebrale.&lt;br /&gt;Viaggio nei meccanismi che fanno stare insieme una coppia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L'amore? Come una droga naturale &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul tema dell'amore si sono spesi fiumi di parole e i romantici potranno rimanere delusi nel sapere che a far scattare l'amore, tra due persone, anche quello romantico, non è tanto l'attrazione fisica o quella mentale, ma la chimica. Già, perché tutto è dovuto a due ormoni: la dopamina e l'adrenalina, gli stessi che si innescano nel caso di una tossicodipendenza.&lt;br /&gt;Ma partiamo con ordine. All'inizio di una relazione, quando nasce il desiderio si scatenano nel cervello una serie di reazioni chimiche simili a quelle stimolate dalla cocaina o da altre sostanze sintetiche. Sia nella droga che nell'innamoramento, infatti, si produce una maggiore quantità di dopamina che stimola le aree cerebrali deputate al controllo del piacere, ma anche di adrenalina, che aumenta l'afflusso di sangue verso alcune parti del corpo, come gli organi riproduttivi.&lt;br /&gt;E non è finita qui, perché se sentirsi innamorati è come essere drogati, gli stessi sintomi si presentano anche quando la relazione è finita: sensazione di giramento di testa e stomaco in subbuglio.&lt;br /&gt;Il cervello aumenta la produzione di dopamina anche quando si è stati abbandonati o si è gelosi del partner. Per questo motivo l'innamorato è ancora più determinato a riconquistare l'oggetto del desiderio, proprio come il tossicodipendente lo è nel cercare un'altra dose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le tre fasi dell'innamoramento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dell'amore si occupano psicologi, sessuologi, antropologi e neurobiologi ciascuno con le proprie tesi. Gli esseri umani hanno sviluppato tre diversi sistemi cerebrali per consentire la riproduzione, ognuno basato sulla secrezione di determinati ormoni.&lt;br /&gt;Il primo è l’attrazione sessuale, associata sempre a grandi quantità di testosterone. Il secondo è l’amore romantico, favorito da un’elevata produzione di dopamina e norepinefrina, e da una bassa attività di serotonina. La dopamina scatena un’incredibile energia: per questo gli innamorati non dormono, perdono peso, e sono fortemente motivati.&lt;br /&gt;Il terzo ormone chiamato in causa, che consente alla coppia di mettere al mondo un figlio ed è l’attaccamento a lungo termine, varia secondo il sesso: l’ossitocina per le donne e la vasopressina negli uomini; entrambi sono ormoni che offrono una sensazione di totale appagamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Uomini e donne, così diversi nell'amore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un medico prendesse nota dei sintomi di cui soffriamo quando siamo innamorati potrebbe fare una diagnosi di disturbo dell'umore se non, nei casi più “gravi”, di una vera e propria malattia mentale. Quali sono questi sintomi così tipici dell’amore “adolescenziale”? Inappetenza, ansia, sbalzi di umore, improvvise sudorazioni, tachicardia, respiro affannoso, sensazione di vuoto allo stomaco, insonnia e pensieri ossessivi.&lt;br /&gt;Uomini e donne non sono uguali nelle reazioni. A livello cerebrale, c’è una grande differenza: negli uomini si ha una forte attività nella zona deputata agli stimoli visivi, nelle donne invece si accende l’area legata alle sensazioni. Il motivo c'è. Infatti, in milioni di anni di evoluzione, gli uomini hanno dovuto valutare visivamente le donne per capire se fossero adatte o meno a produrre figli sani. E questo spiegherebbe perché gli uomini si innamorano più velocemente. Alla donna invece un’occhiata non basta: deve valutare più attentamente il futuro compagno prima di portare un figlio in grembo per nove mesi e allevarlo per anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La scienza conferma: l'amore è cieco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possono metterci davanti la foto di Brad Pitt o quella di Naomi Campbell. Se siamo davvero innamorati, ai nostri occhi saranno persone qualunque, senza un briciolo di fascino. A dimostrare scientificamente che l'amore è davvero cieco, uno studio statunitense condotto dalla University of California di Los Angeles (Ucla), pubblicato sulla rivista "Evolution and Human Behaviour". I ricercatori hanno chiesto a 120 studenti eterosessuali con una relazione sentimentale fissa di esaminare foto di giovani attraenti dell'altro sesso pubblicate su un sito web di appuntamenti eHarmony, e subito dopo di annotare pensieri sul proprio partner o su un argomento a piacere. Coloro che hanno scelto di scrivere del proprio partner, giudicati dai ricercatori "più innamorati" degli altri, hanno dimostrato di pensare alle foto attraenti viste su Internet sei volte meno degli altri. E ricordavano molti meno particolari delle ragazze o dei ragazzi mostrati loro. E' come se i sentimenti di amore per una persona mettessero una benda sugli occhi. Come se la memoria cancellasse selettivamente le immagini che potrebbero distogliere le persone dal pensare quanto è attraente il proprio partner fisso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7439656466993983727?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7439656466993983727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7439656466993983727' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7439656466993983727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7439656466993983727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/07/lamore-tutta-una-questione-di-chimica.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SIY3BnHubqI/AAAAAAAAAFg/jlQEEi2YuM4/s72-c/innamoramento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-8731275064530420021</id><published>2008-07-16T21:35:00.001+02:00</published><updated>2008-07-16T21:36:42.956+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SH5Nvi9a-TI/AAAAAAAAAFY/bSXu7kkzj1g/s1600-h/TINTARELLA.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SH5Nvi9a-TI/AAAAAAAAAFY/bSXu7kkzj1g/s400/TINTARELLA.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223698097029970226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;AL  SOLE  SI PREVENGONO  I  TUMORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esposizione costante al sole per due ore diminuisce fino al 50% il rischio di sviluppare tumore alla prostata, al seno e al colon-retto. Lo ricorda lo studio appena pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology, condotto dal Dipartimento di Medicina ed Endocrinologia dell’Università  di Boston, diffuso dall’Adoi, l’associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il merito, spiegano gli esperti, è della produzione di vitamina D, legata ai raggi solari, la cui assenza è  motivo di malattie infettive, autoimmuni, cardiovascolari e di tumori.  La vitamina D agisce beneficamente su tessuti differenti e in particolare sulla prostata e sul seno.  Non mancano studi che rimarcano l’azione proapoptotica, antimetastatica e antiangiogenetica, antinfiammatoria e immunomodulante di questa vitamina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sufficienti due ore al giorno di esposizione nelle ore meno calde, per produrre la concentrazione di vitamina D utile all’organismo. Numerose ricerche confermano la sua azione anticancro, e la relativa mancanza determina un aumento del rischio di sviluppare il tumore al colon-retto fino al 253%. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il deficit di vitamina D è un problema molto diffuso nel mondo: i fattori che ne influenzano la produzione cutanea sono il tipo di pigmentazione della pelle, le creme protettive, l’orario di esposizione, l’età , la latitudine e la stagione dell’anno. L’estate è sicuramente il momento migliore per prendere il sole e aiutare il nostro organismo.  A volte però i cambiamenti negli stili di vita e la stessa paura eccessiva di sviluppare un tumore della pelle rischiano di provocare più danni che benefici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il consiglio quindi è di esporsi al sole con moderazione, usando filtri protettivi adeguati al proprio fototipo, cioè al tipo di carnagione, evitando le ore più calde del giorno e, se proprio si vuole restare in spiaggia, ricordando di coprirsi con una maglietta e con un cappellino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-8731275064530420021?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/8731275064530420021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=8731275064530420021' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8731275064530420021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8731275064530420021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/07/al-sole-si-prevengono-i-tumori.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SH5Nvi9a-TI/AAAAAAAAAFY/bSXu7kkzj1g/s72-c/TINTARELLA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5930138034185426135</id><published>2008-07-02T20:00:00.001+02:00</published><updated>2008-07-02T20:02:33.060+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SGvCr0dNs4I/AAAAAAAAAFQ/nAqZT_4vIm0/s1600-h/LE+TRE+GRAZIE.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SGvCr0dNs4I/AAAAAAAAAFQ/nAqZT_4vIm0/s400/LE+TRE+GRAZIE.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218478651310191490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CELLULITE  E  MESOTERAPIA  OMOTOSSICOLOGICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I canoni della bellezza sono notevolmente cambiati dai tempi di Rubens ai nostri giorni. Le "Tre Grazie" rubensiane sono un ottimo esempio di celluliti miste, dove su una adiposità localizzata si impianta un processo cellulitico. &lt;br /&gt;Si possono apprezzare infatti, nel quadro del famoso pittore, la cosiddetta "cute a materasso” (madras skin) e la cute ondulata "a coltrone" (quilt skin) in corrispondenza della regione glutea, del fianco e della radice delle cosce, nonché delle ginocchia. &lt;br /&gt;Tracce di alterazioni corporee di tipo cellulitico si trovano lungo tutto il decorso della storia umana. Segni di interesse medico per questa inestetica affezione a carico del tessuto adiposo, si ritrovano però solo agli inizi del ventesimo secolo. &lt;br /&gt;Nasce in Francia, proprio in questo lasso di tempo, il termine "cellulite", che viene dapprima usato per indicare un generico inestetismo delle gambe e dei fianchi, poi lo si considera una aberrante espressione di un carattere sessuale secondario, tipico del sesso femminile. &lt;br /&gt;È negli anni 70 che inizia, in Francia ed in Italia soprattutto, una nutrita serie studi per mettere a fuoco le caratteristiche salienti della cellulite. &lt;br /&gt;Negli anni 80 si conosce quasi tutto su questa patologia che altera la silhouette femminile e si comincia anche a trattarla medicalmente come malattia. &lt;br /&gt;Le cure più in auge inizialmente sono i bagni in paraffina, i massaggi vigorosi effettuati per "rompere la cellulite", le saune e le creme utilizzate per ionoforesi. &lt;br /&gt;Sono ancora pochi i medici che si occupano di questa malattia e quei pochi si servono di diete dimagranti spinte all'estremo, di estratti di tiroide, di diuretici. Poi si sviluppano con vigore le terapie mediche (mesoterapia) e chirurgiche (liposcultura) della cellulite, nel frattempo le tecniche diagnostiche si sono affinate con la possibilità di effettuare la termografia e la ecografia. &lt;br /&gt;Negli anni successivi si forma la “coscienza cellulitica”, per il diffondersi anche tra i pazienti e le persone comuni di pubblicazioni; si comincia a pensare a cure mediche globali, intese non solo a combattere il sintomo cellulite ma soprattutto ad agire sul terreno, per la pulizia dell’organismo dalle tossine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La cellulite è una affezione distinta dalla obesità. I termini più correttamente e comunemente utilizzati sono: lipodistrofia o panniculopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS). &lt;br /&gt;È una malattia non infiammatoria del connettivo, che riconosce più cause, inizia con disturbi del tessuto vascolare e porta ad una cattiva regolazione del flusso di sangue nei tessuti; risultato finale è il ristagno ematico. &lt;br /&gt;A questo segue una fuoriuscita di liquido dai vasi che comprime le cellule, anche quelle adipose che sofferenti, riversano una parte del loro contenuto all’esterno determinando, nel tempo, una iperproduzione di fibre collagene. Così si formano dapprima i micronoduli, poi i macronoduli, caratteristici della cellulite in fase avanzata. &lt;br /&gt;Prevalentemente le donne di razza bianca soffrono di questa affezione, anche se magre e tutte le età possono essere colpite.&lt;br /&gt;Una serie di fattori possono influenzare lo svilupparsi della cellulite: questi possono agire da soli, o intrecciarsi tra di loro rendendo più profonda ed ampia l’affezione:&lt;br /&gt;• I disordini della nutrizione, in particolare l’eccesso nella dieta di zuccheri, di grassi e ormoni, rappresentano un ottimo terreno su cui può svilupparsi la cellulite.&lt;br /&gt;• Le alterazioni della digestione, sopratutto quelle dovute ad insufficienze enzimatiche e quelle associate a disbiosi intestinale; inoltre le intolleranze alimentari.&lt;br /&gt;• I fattori circolatori se di origine arteriosa determinano sofferenza cellulare con alterazione del connettivo. Se invece è interessato il tratto venoso, sia per alterazioni strutturali che funzionali, si avranno stasi del sistema linfatico e gonfiori.&lt;br /&gt;• Variazioni della normale statica della colonna vertebrale e della postura, sono spesso associate ad una alterazione del normale flusso venoso con edema (gonfiore), che da il via al processo cellulitico.&lt;br /&gt;• Le compressioni con indumenti stretti (guaine elastiche, pantaloni stretti, calze a gambaletto), stipsi ostinata, infezioni ginecologiche, tumori della pelvi creano tutte un importante rallentamento circolatorio.&lt;br /&gt;• Il fumo di sigaretta provocando vasocostrizione, rallenta la velocità del sangue con riduzione della ossigenazione dei tessuti e conseguenti danni agli organi ed anche al connettivo. A questo si deve aggiungere l'effetto diretto sugli apparati respiratorio e circolatorio con l'iper-produzione di radicali liberi.&lt;br /&gt;Tanto nella donna adolescente, quanto nella donna adulta, si troveranno i depositi cellulitici preferenzialmente in alcune zone: glutei, cosce, gambe, lombi, regioni laterali dell’addome. &lt;br /&gt;Alcuni dei principali sintomi, che si possono riscontrare nelle donne che presentano questo inestetismo sono: la presenza di "micro" o "macronoduli", riduzione della temperatura cutanea, possibile presenza di smagliature e teleangectasie, dolorabilità talora anche allo sfioramento. A queste manifestazioni si possono aggiungere disturbi della sfera psichica: nervosismo, distonie neurovegetative, tendenza alla depressione, possibili turbe dell'umore.&lt;br /&gt;Come si può combattere il processo cellulitico? &lt;br /&gt;Una delle possibili risposte è l’uso combinato e ragionato della mesoterapia con farmaci omotossicologici. &lt;br /&gt;È una metodica che permette di iniettare, a livello dermico, piccole quantità di farmaci, in maniera tale da essere più vicini possibili alla parte malata. &lt;br /&gt;Può essere usata con successo in reumatologia, in angiologia, nelle malattie venose, oltre che nella cellulite e nelle adiposità localizzate. &lt;br /&gt;Si iniettano con una siringa, al cui apice è applicato un ago molto piccolo, dei farmaci “specifici”, che agiscono sulle varie cause della cellulite. &lt;br /&gt;“Pungendo” con l’ago nei distretti ove è presente l’inestetismo, si rilascia una piccola quantità di farmaco che svolgerà localmente la sua azione. &lt;br /&gt;In genere, dalle sei alle dieci sedute a cadenza settimanale sono sufficienti per ottenere un buon risultato. &lt;br /&gt;Ci sono una serie di vantaggi per il medico ed il paziente utilizzando i farmaci omotossicologici; la reazione allergica è un inconveniente che non si verifica. In allopatia è opportuno usare farmaci per uso endovenoso, per evitare incidenti conseguenti ad eventuale introduzione accidentale in vena, tale precauzione non è necessaria in omotossicologia. La mesoterapia omotossicologica non prevede l’aggiunta al cocktail di anestetici. &lt;br /&gt;Per effettuare in maniera corretta una terapia omotossicologica mediante infiltrazioni dermiche è necessario:&lt;br /&gt;1. Disintossicare l'organismo attraverso un regime alimentare idoneo, che rispetti la biochimica della nutrizione per evitare un ulteriore sovraccarico tossinico di origine alimentare;&lt;br /&gt;2. Contemporaneamente praticare una terapia di drenaggio;&lt;br /&gt;3. Infine un trattamento bio-mesoterapico della cellulite.&lt;br /&gt;In considerazione del fatto che la cellulite è determinata da diversi fattori, l’azione della mesoterapia dovrà essere a 360° gradi supportando da un lato la circolazione, dall’altro il drenaggio. Si dovrà effettuare una incisiva azione lipolitica, un eventuale riequilibrio ormonale ed infine si sosterrà anche la tonicità del tessuto. &lt;br /&gt;Alcuni dei farmaci che si possono utilizzare per sostenere la circolazione sono: l’Aesculus per la sua azione flebotonica, l’Hamamelis che permette di ridurre i gonfiori e la pesantezza delle gambe, il Solanum che stimola la circolazione arteriosa. &lt;br /&gt;Un aiuto per il riequilibrio del sistema ormonale arriva da Hormeel e Lilium. L’azione drenante, nel caso in cui si voglio agire sul fegato, è svolta con notevole efficacia da Hepeel. &lt;br /&gt;Farmaci principi nella stimolazione della lipolisi sono, oltre ai ben conosciuti Fucus e Graphites, anche l’Acidum Fumaricum Injeel ed il Natrium Sulfuricum Injeel. &lt;br /&gt;Un tessuto che è stato trattato per ridurre la cellulite, presenterà una cute sicuramente con un basso grado di tonicità, è indispensabile introdurre nel cocktail mesoterapico uno o più farmaci rassodanti. La Thuja Compositum è farmaco di forte stimolazione dei metabolismi cutanei, migliorando il trofismo dei tegumenti. Il preparato è particolarmente indicato nelle forme di cellulite molle. &lt;br /&gt;Il Funiculus Umbilicalis Suis Injeel è rimedio rivitalizzante per eccellenza. Stimola la produzione dei proteoglicani del connettivo migliorandone la compattezza. &lt;br /&gt;L’azione di rivitalizzazione cellulare dell’Embryo Totalis Suis è da ascriversi al miglioramento della vascolarizzazione del tessuto trattato con il farmaco. &lt;br /&gt;La caratteristica peculiare, specifica ed indubbiamente interessante della mesoterapia omotossicologica è la “personalizzazione” della terapia con farmaci “Costituzionali”. &lt;br /&gt;Si potranno anche utilizzare, in dosi adeguate, in base alle problematiche del paziente, sia in mesoterapia che come terapia domiciliare, il Rhus Tox-Homaccord fl. nella paziente che presenta contemporaneamente cellulite dolorosa e dolori nevralgici e artritici. &lt;br /&gt;Cantharis Compositum S fl. trova indicazione nei pazienti che, con determinate compromissioni renali recidivanti, presentano una cellulite infiammata. Spesso si dovrà ricorrere al Cortison Injeel fl. nelle donne sottoposte a terapie cortisoniche per lungo tempo.&lt;br /&gt;Il processo cellulitico ha un andamento cronico nel tempo, risulta fondamentale quindi un continuo drenaggio dell’accumulo tossinico, che deve essere obbligatoriamente accompagnato da un adeguato modus vivendi. &lt;br /&gt;Lo stile di vita deve quindi rappresentare il giusto equilibrio tra le attività vitali quali: nutrizione, drenaggio, lavoro, attività fisica, sesso, sonno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5930138034185426135?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5930138034185426135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5930138034185426135' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5930138034185426135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5930138034185426135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/07/cellulite-e-mesoterapia.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SGvCr0dNs4I/AAAAAAAAAFQ/nAqZT_4vIm0/s72-c/LE+TRE+GRAZIE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7705661486232608904</id><published>2008-07-02T19:44:00.001+02:00</published><updated>2008-07-02T19:45:33.171+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SGu-s-UyvlI/AAAAAAAAAFI/aPCYqJH_8V4/s1600-h/garcinia+cambogia.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SGu-s-UyvlI/AAAAAAAAAFI/aPCYqJH_8V4/s400/garcinia+cambogia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218474273092582994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;UN VALIDO AIUTO PER NON AUMENTARE DI PESO DURANTE LE FERIE: LA GARCINIA CAMBOGIA &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Garcinia Cambogia è un albero di media altezza che cresce spontaneamente nell'India Meridionale, in Indocina, in Cambogia, nelle Filippine, ha delle lucenti foglie verde scuro di varie forme. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Garcinia produce un frutto di forma ovale, molto largo, ricoperto da un grosso e carnoso pericarpo di colore arancio o giallo. Dalla buccia del frutto della Garcinia, si ottiene un estratto ricco di acido idrossicitrico, stabilizzato e reso facilmente assimilabile come sale di calcio. L'acido idrossicitrico è fisiologicamente presente nel nostro organismo e l'uso come supplemento alimentare può essere utile in caso di obesità, ipercolesterolemia ed eccesso di trigliceridi perché interviene nella sintesi dei grassi e nella regolazione dell'assunzione dei cibi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' noto che nel tessuto adiposo finisce tutta quanta quella parte degli alimenti assimilati che non è stata utilizzata dall'organismo per mantenere l'integrità degli organi, della pelle, dei muscoli o per produrre energia (si dice infatti che l'organismo "brucia" le calorie assunte col cibo); così gli zuccheri, le proteine ed i lipidi introdotti in eccesso con l'alimentazione vengono trasformati in grasso. che si accumula nel tessuto adiposo; la trasformazione richiede l'intervento di particolari enzimi, ed uno di questi, la citricoliasi, viene inibito dall'acido idrossicitrico. Come conseguenza si ha una limitata conversione degli zuccheri in grassi ed un senso di sazietà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7705661486232608904?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7705661486232608904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7705661486232608904' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7705661486232608904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7705661486232608904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/07/un-valido-aiuto-per-non-aumentare-di.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SGu-s-UyvlI/AAAAAAAAAFI/aPCYqJH_8V4/s72-c/garcinia+cambogia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-4728905226624684698</id><published>2008-06-16T18:53:00.004+02:00</published><updated>2008-06-16T18:57:25.561+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SFaapRczqgI/AAAAAAAAAFA/JFu8W_JYJ44/s1600-h/piercing.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SFaapRczqgI/AAAAAAAAAFA/JFu8W_JYJ44/s400/piercing.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212523652577470978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PIERCING? TENDENZA E RISCHI PER LA SALUTE.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto frequenti, anche se fortunatamente non sempre così gravi, sono le complicazioni legate alla pratica del piercing. Si tratta infatti di un trend in piena parabola ascendente che potrebbe però presto risultare in un carico economico e di lavoro eccessivo per il sistema sanitario nazionale a causa dei rischi correlati a questa pratica, soprattutto quando realizzata in condizioni igieniche discutibili. È l'avvertimento lanciato da una ricerca pubblicata sul British Medical Journal, nella quale sono stati indagati la popolarità del body piercing e la frequenza delle complicazioni e degli interventi sanitari necessari per porvi rimedio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Secondo lo studio inglese, almeno una persona su 10 al di sopra dei 16 anni e circa il 50 per cento degli individui di età compresa tra i 16 e i 24 ha almeno un piercing. In prevalenza sono donne giovani o adolescenti. Differenze di genere sono state poi riscontrate nella parte del corpo destinata a ricevere il piercing: le donne prediligono ombelico, naso, orecchio e lingua, mentre gli uomini capezzolo, sopracciglio, orecchio e lingua.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Purtroppo lo studio ha rivelato anche che un terzo dei piercing non viene effettuato in uno studio specializzato, dove sono garantite le norme igieniche e di sicurezza necessarie ad evitare infezioni e complicazioni. Uno dei rischi che si corrono a farselo da soli o dal cugino dell'amico di un amico è ad esempio quello di contrarre l'epatite, ma anche una semplice infezione può avere gravi conseguenze.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il tipo più comune è quello all'ombelico e almeno un terzo delle complicazioni registrate nello studio è associato a questo tipo. Complicazioni sono state riscontrate anche per il 50 per cento di quelli alla lingua, per quelli al capezzolo e per quasi tutti quelli sui genitali. La risoluzione di questi problemi, che spesso si presentano anche dopo diversi mesi, è affidata spesso ai medici di base se non addirittura al pronto soccorso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tutto ciò non riduce la richiesta: il mercato prospera e le previsioni stimano che presto almeno metà della popolazione femminile esibirà orgogliosa il proprio piercing. Per evitare dunque problemi imprevisti e soprattutto tragedie senza senso occorre secondo i ricercatori lavorare per rendere più sicura questa pratica, ad esempio acquisendo informazioni sui fattori di rischio, incrementando il numero di laboratori specializzati dove effettuare con maggiore sicurezza questi piccoli interventi nonché sensibilizzando chi offre questo servizio in merito ai rischi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-4728905226624684698?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/4728905226624684698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=4728905226624684698' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4728905226624684698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4728905226624684698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/06/piercing-tendenza-e-rischi-per-la.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SFaapRczqgI/AAAAAAAAAFA/JFu8W_JYJ44/s72-c/piercing.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5436750366936435212</id><published>2008-06-08T11:56:00.002+02:00</published><updated>2008-06-08T12:05:28.316+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SEuuzyOLjqI/AAAAAAAAAE4/5-C_qZ8N8hw/s1600-h/attivit%C3%A0+fisica.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SEuuzyOLjqI/AAAAAAAAAE4/5-C_qZ8N8hw/s400/attivit%C3%A0+fisica.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209449598661922466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Diamoci una mossa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italiani, un popolo di sedentari?&lt;br /&gt;Attività fisica strumento di prevenzione?&lt;br /&gt;Quale attività scegliere?&lt;br /&gt;Prima regola camminare?&lt;br /&gt;Come e quanto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Italiani, un popolo di sedentari?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’Unione Europea quasi i due terzi della popolazione adulta (dai 15 anni in su) non svolgono una quantità sufficiente di attività fisica e, nel nostro Paese, almeno il 40 per cento della popolazione trascorre “seduta” il proprio tempo libero.&lt;br /&gt;Ancora più preoccupante appare la riduzione del numero di ragazzi praticanti un’attività sportiva: tra i giovani di 18-19 anni, la quota di persone completamente inattive è passata dal 18 per cento del 1997 al 24 per cento nel 2001. Lo stesso accade nelle fasce di età più precoci: tra i 6 e i 10 anni più di un bambino su 5 non svolge alcuna attività fisica nel tempo libero. Infine, secondo la “Relazione sullo stato sanitario del Paese 2001-2002”, circa il 60 per cento degli adulti tra i 25 e i 64 anni non svolge alcuna attività fisica.&lt;br /&gt;Tutto questo spiega, tra l'altro, l’aumento vertiginoso del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione occidentale. La promozione dell’attività fisica  diviene quindi un’azione prioritaria di Sanità pubblica. Lo dimostra il fatto che essa viene ormai inserita nei piani di programmazione sanitaria in tutto il mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Attività fisica strumento di prevenzione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attività fisica è uno degli strumenti principali per migliorare la salute fisica e mentale delle persone e il suo effetto protettivo nei confronti di molte malattie può essere paragonato a quello di non fumare.&lt;br /&gt;Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una vita “attiva” aiuta ad abbassare la pressione, a prevenire le malattie cardiovascolari e – in particolare – il rischio di infarto, contribuisce a mantenere più facilmente il giusto peso evitando obesità e sovrappeso, abbassa il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2 (quello che si manifesta nell’età adulta), previene lo sviluppo di alcuni tumori come il tumore del colon e quello del seno, contribuisce in modo significativo a mantenere in salute i muscoli e le ossa, previene l’osteoporosi e quindi, specialmente negli anziani, limita il rischio di dolori alle ossa, di cadute e di fratture.&lt;br /&gt;Alcuni studi dimostrano che le persone fisicamente attive hanno in media un'aspettativa di vita superiore di circa 6 anni rispetto a quelle che conducono una vita sedentaria. Come se non bastasse, altri studi hanno recentemente sottolineato il valore del movimento nel ridurre i sintomi da depressione, ansia e stress.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quale attività scegliere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L' attività fisica può variare molto di intensità, che è grosso modo correlata allo sforzo compiuto e quindi all'energia che viene spesa dal nostro corpo. Per esempio, la corsa o l’uso della bicicletta sono attività più intense rispetto ad una passeggiata, così come camminare ad andatura sostenuta comporta un consumo di energia assai superiore ad una tranquilla passeggiata per negozi.&lt;br /&gt;Un criterio pratico per differenziare i vari gradi di intensità dell’attività fisica è questo: l’attività fisica leggera è possibile svolgerla cantando o chiacchierando, quella moderata permette di parlare, mentre quella pesante non consente la conversazione con altre persone per effetto della eccessiva accelerazione del respiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'attività fisica finalizzata alla salute dovrebbe essere – secondo le raccomandazioni generali – di moderata intensità, cioè dovrebbe far accelerare temporaneamente il battito cardiaco e la frequenza del respiro, lasciando la persona leggermente accaldata e con la respirazione leggermente aumentata: in questo caso il metabolismo del nostro corpo aumenta da 3 a 6 volte rispetto allo stato di riposo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attività fisica può essere comunque di tipo sportivo oppure connessa con il lavoro o con le attività della vita quotidiana, come fare i lavori di casa, praticare il giardinaggio, lavare l'auto, fare le scale a piedi, andare a fare la spesa o portare a spasso il cane. L’attività legata alla vita quotidiana ha il vantaggio che, quando diventa parte delle abitudini di vita, può più facilmente essere protratta nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;A casa o al lavoro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Fare le pulizie&lt;br /&gt;    * Fare giardinaggio&lt;br /&gt;    * Fare le scale a piedi&lt;br /&gt;    * Andare a piedi o in bici al lavoro o a fare la spesa&lt;br /&gt;    * Prendere il bus e scendere qualche fermata prima della destinazione&lt;br /&gt;    * Sfruttare le pause per una passeggiata&lt;br /&gt;    * Andare a parlare di persona con il collega anziché utilizzare il telefono o l’e-mail&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nel tempo libero:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Seguire corsi di ballo &lt;br /&gt;    * Fare sport con un amico&lt;br /&gt;    * Iscriversi a un centro sportivo&lt;br /&gt;    * Fare gite a piedi o in bici&lt;br /&gt;    * Organizzare vacanze “attive” &lt;br /&gt;    * Andare a passeggio con il cane &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’OMS raccomanda – per restare sani – un minimo di mezz’ora di attività fisica moderata quasi ogni giorno per gli adulti e di un’ora per i bambini. Sotto questa soglia non vi sarebbe un effetto protettivo verso le malattie, mentre un aumento dei tempi o dell’intensità dovrebbe garantire un effetto protettivo maggiore. Naturalmente una quantità maggiore si rende necessaria qualora si debba perdere peso: in questi casi i tempi da dedicare quotidianamente all’attività fisica dovrebbero aumentare di circa il 50 per cento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I 30 minuti di attività fisica non devono per forza essere effettuati tutti in una volta. Lo sforzo deve avere un'intensità sufficiente ad aumentare moderatamente la frequenza cardiaca, per un periodo di 10 minuti o più. Esempi di attività fisica moderata sono il cammino ad andatura sostenuta, la bicicletta in piano, il ballo. Comunque, qualora si decida di iniziare un programma di attività fisica partendo da una condizione di sedentarietà, si dovrà sempre procedere gradualmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Prima regola camminare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cammino rappresenta il primo livello per tutti coloro che vogliono iniziare a dedicarsi alla propria salute. È utile camminare ogni volta che è possibile, ricordando che i benefici maggiori si ottengono con la continuità, poiché il nostro corpo risponde sempre meglio alle continue sollecitazioni adattandosi a carichi di lavoro sempre più intenso.&lt;br /&gt;Per di più il cammino non costa nulla (ed è quindi alla portata di tutti), permette di socializzare, non richiede particolari abilità, equipaggiamento, strutture o presenza di insegnanti. Infine, il cammino è adatto a tutte le età perché presenta un basso rischio di incidenti e di traumi muscolo-scheletrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come e quanto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto è importante indossare l’abbigliamento adatto, cioè scarpe comode (per esempio scarpe da ginnastica) che consentano un’agevole articolazione della caviglia, l’adozione di un abbigliamento “a cipolla”, cioè a strati, con indumenti leggeri per evitare sudorazioni eccessive, ricordando anche di adoperare il cappellino se c’è il sole. Altrettanto importante è ricordarsi di bere, specialmente quando si superano i 30 minuti di esercizio fisico, di evitare le ore più calde o più fredde della giornata e di non camminare digiuni (né tanto meno a stomaco troppo pieno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cammino, oltre che in termini di tempo, si può misurare con un piccolo apparecchio semplice da usare, il contapassi o pedometro, il cui prezzo (fra 15 e i 25 euro) è oltretutto alla portata di tutti. Alcuni consigliano circa 10.000 passi al giorno di cammino veloce; ma il cammino è consigliato in ogni caso, anche a livelli inferiori.  È necessario cominciare lentamente – specialmente se ci si trova fuori allenamento – ed aumentare l’esercizio con gradualità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5436750366936435212?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5436750366936435212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5436750366936435212' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5436750366936435212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5436750366936435212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/06/diamoci-una-mossa-italiani-un-popolo-di.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SEuuzyOLjqI/AAAAAAAAAE4/5-C_qZ8N8hw/s72-c/attivit%C3%A0+fisica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-1704151319997817053</id><published>2008-06-08T11:21:00.002+02:00</published><updated>2008-06-08T11:34:27.039+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SEunlWvcp6I/AAAAAAAAAEw/Toe1jMQwVx0/s1600-h/lesioni+spinali.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SEunlWvcp6I/AAAAAAAAAEw/Toe1jMQwVx0/s400/lesioni+spinali.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209441654185699234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lesioni spinali, 1500 nuovi casi all'anno:&lt;br /&gt;nasce la Fondazione Stand&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E' nata a Verona, ma ora a Roma ha il suo centro nazionale. La fondazione &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Stand &lt;/span&gt;(Spinal Trauma And Disease) è stata istituita presso l’Ircss Fondazione Santa Lucia e avrà lo scopo di rendere disponibile in modo più rapido e accessibile, ai pazienti con lesioni midollari, i risultati delle ricerche in ambito scientifico e clinico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia sono circa 1.500 i nuovi casi all'anno di lesioni spinali acute, principalmente dovute ad incidenti stradali. Più colpiti i giovani sotto i 40 anni. Stand è nata a Verona nell’aprile scorso, grazie all'impegno di alcuni medici specializzati e con il supporto di un gruppo imprenditoriale. La nuova organizzazione no profit mira a riunire in una sola struttura le esperienze dei principali centri di eccellenza nel campo delle mielolesioni e, nello stesso tempo punta a inserire il nostro Paese nella rete internazionale dedicata alla ricerca in questo settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla presentazione sono intervenuti il direttore generale della Fondazione Santa Lucia, Luigi Amadio, e i fondatori di Stand: Giuseppe Godi (presidente; imprenditore), Marsilio Saccavini (vicepresidente; Unità Operativa Medicina Riabilitativa-Dipartimento Geriatrico Riabilitativo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma), Marco Molinari (responsabile Laboratorio di Neuroriabilitazione Sperimentale- Unità Operativa A Sezione Mielolesi della Fondazione Santa Lucia di Roma), Andrea Nistri (Settore di Neurobiologia della SISSA-Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del comitato scientifico fanno parte John Di Tunno (direttore del Jefferson Medical College-Regional Spinal Cord Injury Center of the Delaware Valley - Philadelphia-USA), Reggie Edgerton (University of Californa Los Angeles-USA), John Steeves (University of British Columbia-Vancouner-Canada), Piergiorgio Strata (Università di Torino) e Alberto Oliverio (Università La Sapienza di Roma)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-1704151319997817053?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/1704151319997817053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=1704151319997817053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1704151319997817053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1704151319997817053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/06/lesioni-spinali-1500-nuovi-casi-allanno.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SEunlWvcp6I/AAAAAAAAAEw/Toe1jMQwVx0/s72-c/lesioni+spinali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5741574437307592562</id><published>2008-06-01T20:59:00.001+02:00</published><updated>2008-06-01T21:03:02.143+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SELyTyJ34HI/AAAAAAAAAEo/ycCZi405YRg/s1600-h/creme.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SELyTyJ34HI/AAAAAAAAAEo/ycCZi405YRg/s400/creme.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206990540888334450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CREME PER IL CORPO: VERITÀ E BUGIE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lozioni e creme miracolose: un falso mito?&lt;br /&gt;Creme anticellulite e dintorni: quale efficacia?&lt;br /&gt;Trattamenti antirughe: questione di lifting?&lt;br /&gt;Quali sono gli ingredienti contenuti nelle creme antirughe? &lt;br /&gt;Il collagene: un ingrediente da ricercare?&lt;br /&gt;Cosa fare quando si acquista una crema “pubblicizzata”?&lt;br /&gt;Quanto costa quindi un corpo perfetto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lozioni e creme miracolose: un falso mito?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Molte delle creme e lozioni per la pelle in commercio promettono molto di più della semplice idratazione e nutrizione della pelle. Esse assicurano di ridurre le rughe del viso e di prevenire o addirittura di rendere reversibili i danni causati dall’età e dall’esposizione al sole. Non solo. Alcuni “fluidi miracolosi” assicurano la riduzione e perché no la completa risoluzione della fastidiosa cellulite o dell’eccesso di grasso su pancia, fianchi e gambe. Sono le ultime novità di un settore che non conosce davvero crisi e che si fa largo soprattutto con l’arrivo della stagione estiva quando la moda dei bikini minimali richiede un corpo a dir poco perfetto. Ma tutto questo è vero? Esistono degli studi clinici che confermano o sconfessano una tale efficacia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune ricerche suggeriscono che diverse creme antietà o anticellulite contengono alcuni ingredienti che possono migliorare lo stato delle rughe o della cellulite, ma molti di questi ingredienti non sono stati sottoposti a studi clinici che attestino scientificamente tale beneficio. Come comportarsi, quindi, di fronte all’acquisto di una di queste creme?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; &lt;br /&gt;Creme anticellulite e dintorni: quale efficacia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Con l'arrivo dell'estate creme di questo tipo vanno a ruba. Le donne che soffrono di cellulite vogliono eliminarla nel più breve tempo possibile e allora ecco che vengono messi sul mercato prodotti che promettono di risolvere il problema in sole due settimane. I consumatori di queste creme dovrebbero sapere che qualunque prodotto venga applicato esternamente penetra solo negli strati più superficiali della pelle, per cui non ha effetto sui depositi di grasso (che sono interni) che si vogliono eliminare. Secondo differenti studi l’unica cosa che si ottiene con l’utilizzo di queste creme, è migliorare l'aspetto della pelle ma ciò è dovuto, più che alla crema, all'effetto del massaggio che si realizza applicandola.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Come le creme anticellulite anche quelle che promettono di ridurre il grasso corporeo non danno i&lt;br /&gt;risultati sperati: non bruciano gli eccessi di grasso, non fanno dimagrire e neanche modellano il corpo. La maggior parte di queste creme è inoffensiva per la salute, e anche per questo il loro utilizzo ha acquisito nella nostra società una notevole diffusione, nonostante a volte abbiano dei costi davvero elevati. Creme o lozioni che a livello della pelle dissolvono i grassi: in modo misterioso penetrano nell’epidermide e trascinano il tessuto grasso. Un po’ troppo favolistico.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per non parlare delle pericolose conseguenze che può comportare una dieta giornaliera assolutamente priva di grassi; i grassi hanno un’importanza fondamentale, non solo perché permettono l’assimilazione di alcune vitamine, ma soprattutto perché sono fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo. Per questo le persone che eliminano improvvisamente i grassi dalla loro alimentazione non fanno una scelta equilibrata per la loro salute.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Trattamenti antirughe: questione di lifting?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In una società in cui il culto della bellezza e della giovinezza la fanno da padroni, pochi sono quelli a cui non importa vedere comparire e moltiplicarsi i segni dell’età. In realtà, con il passare degli anni la pelle che ci protegge si modifica: le cellule smettono di rinnovarsi e l’epidermide diventa più sottile. A questi fenomeni naturali di invecchiamento si aggiungono altri fattori, per esempio un’esposizione eccessiva al sole, il tabacco, l'alcool ed una cattiva alimentazione. L'industria cosmetica risponde a questo problema mettendo in commercio prodotti in grado di combattere (dicono) i segni del tempo: le cosiddette “creme antietà” o antirughe.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Più di un’inserzione pubblicitaria di antirughe che vantano effetti semi-miracolosi si dimostra ingannevole: per diverse creme, infatti, i test non sono stati in grado di dimostrare un’efficacia superiore a quella di una normale crema idratante. Una normativa europea entrata in vigore a marzo permette al consumatore di saperne un po’ di più: ora sulla confezione devono essere sempre riportati la data di scadenza del prodotto, l’elenco degli ingredienti e la presenza di sostanze che possono provocare allergie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma si tratta di una vera concorrenza al bisturi: creme che, copiando gli effetti della chirurgia estetica, vorrebbero spianare i segni del tempo con un effetto lifting. E così creme e lozioni di nuovissima generazione vantano ingredienti come l’acido jaluronico, l’acido glicolico, l’acido salicilico e il collagene: non a caso li ritroviamo tutti, a ben altre concentrazioni, nella medicina estetica. Il problema da risolvere è come far arrivare questi principi attivi in profondità. Una cosa è certa: una crema non fa il bisturi.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quali sono gli ingredienti contenuti nelle creme antirughe?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tra i diversi ingredienti utilizzati per la preparazione delle creme antirughe, quelli ritenuti modestamente efficaci sono la vitamina A e gli acidi della frutta (scientificamente chiamati idrossi-acidi). Il retinolo, un derivato della vitamina A, è il primo antiossidante ad essere largamente usato nelle creme antirughe. Gli antiossidanti sono sostanze che neutralizzano i radicali liberi, ossia quelle molecole responsabili del processo di invecchiamento, quindi anche delle rughe. Il retinolo può avere degli effetti secondari e causare rossore e irritazione della pelle, ma in genere se compaiono sono molto lievi. La concentrazione di retinolo varia da crema a crema e la Food and Drug Administration avverte che alcuni preparati anti-rughe in vendita senza prescrizione medica potrebbero anche non contenere retinolo. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gli acidi della frutta sono altre sostanze che sembrano avere qualche effetto sull'invecchiamento della pelle. Gli idrossidi acidi stimolano la produzione di collagene, una proteina che ispessisce la pelle e previene la perdita di acqua. L’uso di questa sostanza può portare ad un modesto miglioramento nelle rughe. Il loro utilizzo può, tuttavia, provocare bruciore, prurito e dolore. Inoltre, dato che gli acidi di frutta incrementano la sensibilità al sole, è necessario applicare una protezione solare quando si usano queste creme e per almeno una settimana dopo il loro uso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tra gli ingredienti ritenuti “possibilmente” efficaci nel ridurre le linee sottili e le rughe, ma che hanno bisogno di essere sottoposti ad ulteriori ricerche, ci sono: l’acido alfa-lipoico (un antiossidante), gli isoflavoni di soia (fitoestrogeni che regolano naturalmente la produzione ormonale corporea), il coenzima Q-10 (un nutriente che svolge un’azione fondamentale nella produzione di energia), gli estratti del tè, le vitamine C ed E.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il collagene: un ingrediente da ricercare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il collagene è una proteina fibrosa che rende la pelle flessibile ed elastica. Questa sostanza, però, diminuisce con l’avanzare dell’età contribuendo al raggrinzimento e al rilassamento della pelle. È dimostrato che il collagene rassoda la pelle mentre minimizza l’apparizione di linee lievi. Ma cosa dicono gli studi clinici? &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Molte creme nutrienti contengono collagene che presumibilmente alimenterebbe la pelle e renderebbe reversibili i segni del tempo. Ma il collagene non viene assorbito attraverso la pelle e non incrementa la produzione di collagene del corpo. Applicando una crema al collagene si può ricevere una sensazione di compattezza, ma questa è dovuta probabilmente all’idratazione della pelle che potrebbe essere ottenuta usando semplici creme idratanti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cosa fare quando si acquista una crema “pubblicizzata”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quando ci si trova di fronte a una crema o lozione altamente pubblicizzata, prima dell’acquisto è bene tenere a mente alcune informazioni utili:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;• Ignorare tutte quelle affermazioni che dichiarano che un prodotto può bruciare i grassi di una parte specifica del corpo (per esempio fianchi, glutei, pancia). A determinare cambiamenti significativi nel nostro corpo sono soprattutto un'alimentazione adeguata ed un regolare esercizio fisico. &lt;br /&gt;• Leggere sempre le indicazioni riportate sulla confezione a caratteri più piccoli proprio perché spesso ad alcune avvertenze fondamentali è dato appositamente meno risalto. &lt;br /&gt;• Essere cauti e scettici nei confronti di certe dichiarazioni di clienti soddisfatti dall’utilizzo del prodotto e delle fotografie che mostrano le foto del "prima e dopo". &lt;br /&gt;• Non farsi ammaliare dalle parole ‘scientifiche’ riportate sulla confezione per descrivere i componenti del prodotto: ciò non significa che l’efficacia del prodotto è stata sottoposta a studi clinici controllati.&lt;br /&gt;Quanto costa quindi un corpo perfetto?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Se decidiamo di acquistare una crema in un supermercato o in una farmacia o su internet, ci troviamo di fronte a centinaia di prodotti contenenti gli ingredienti più disparati. Si può decidere di sperimentarne diversi finchè non si trova quello che è più idoneo alla nostra pelle. Ma questo approccio si potrebbe rivelare piuttosto costoso. Per non parlare delle possibili irritazioni alla pelle. Diverse creme e lozioni potrebbero essere più efficaci su una pelle secca, grassa o sensibile. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;È bene conoscere il proprio tipo di pelle, ricercare informazioni sulle creme che ‘ritardano’ l'invecchiamento e che idratano, o su come distinguere i cosmetici per il trattamento antirughe e la chirurgia estetica (una crema può essere comprata in una farmacia, in un supermercato o in una profumeria, mentre i trattamenti chirurgici sono effettuati esclusivamente da medici specializzati). Un dermatologo può aiutarci a scegliere la strada più agevole valutando il tipo e le condizioni della nostra pelle e determinando anche eventuali reazioni allergiche ad alcuni ingredienti contenuti in certi prodotti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;È bene comunque ricordare che ci sono molte cose che si possono fare, se è vero che la maggior parte dei segni sul viso e sul corpo dipende da fattori esterni. Quindi oltre ad acquistare creme o lozioni per corpo e viso (che - ricordiamo - non fanno miracoli) è bene adottare uno stile di vita salutista, mangiare in modo sano, non fumare, bere molta acqua ed evitare i superalcolici, e soprattutto proteggersi dal sole con adeguate protezioni solari. E per chi non ama il bisturi questo è sicuramente il trattamento più efficace in assoluto per preservare la giovinezza della pelle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5741574437307592562?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5741574437307592562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5741574437307592562' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5741574437307592562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5741574437307592562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/06/creme-per-il-corpo-verit-e-bugie.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SELyTyJ34HI/AAAAAAAAAEo/ycCZi405YRg/s72-c/creme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5269337840539965780</id><published>2008-05-25T16:18:00.002+02:00</published><updated>2008-05-25T16:21:01.848+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SDl1ulXLjKI/AAAAAAAAAEg/bow-7kQi4Ts/s1600-h/intolleranze+alimentari.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SDl1ulXLjKI/AAAAAAAAAEg/bow-7kQi4Ts/s400/intolleranze+alimentari.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204320287567088802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;INTOLLERANZE: ATTENZIONE ALLA DIAGNOSI!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intolleranze alimentari: il problema è la diagnosi?&lt;br /&gt;Cosa si intende per “reazioni avverse” al cibo?&lt;br /&gt;I test attualmente a nostra disposizione sono attendibili? &lt;br /&gt;Esiste qualche eccezione? &lt;br /&gt;Le intolleranze alimentari “fanno ingrassare”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; Intolleranze alimentari: il problema è la diagnosi?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qualche anno, le intolleranze alimentari o pseudoallergie (nulla a che fare con le vere allergie alimentari) sono diventate il pretesto per una batteria di accertamenti costosi ma approssimativi e in certi casi perfino inaffidabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le intolleranze alimentari esistono realmente e le statistiche ne confermano il continuo aumento, ma non di rado sono occasionali (in corso di convalescenze), stagionali (in rapporto alla fioritura dei pollini) e comunque di difficile accertamento per la mancanza nel sangue di anticorpi specifici che ne confermino la presenza. Infatti, mentre è relativamente facile documentare l’esistenza di una vera “allergia”, in base alla presenza di specifici anticorpi, non esistono certezze per altre reazioni avverse agli alimenti o presunte intolleranze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure il lato più scoraggiante della vicenda non sta tanto nel prosperare di un sottomercato più commerciale che scientifico quanto nel danno alla salute che può derivare dalle conseguenti diete. &lt;br /&gt;I pazienti sottoposti a questi test ricevono indicazioni dietetiche severissime, con esclusione di interi gruppi di alimenti e quindi col pericolo di aggiungere anche la beffa della malnutrizione, dovuta alla monotonia alimentare e alle conseguenti carenze vitaminico-minerali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cosa si intende per “reazioni avverse” al cibo?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli alimenti, o anche gli additivi, i conservanti, gli antiossidanti, possono provocare reazioni avverse, sia esterne (a carico della cute) che interne (per esempio a livello gastrointestinale). Alcune di queste reazioni sono di natura tossica, prevedibili, intimamente correlate con la dose, e possono interessare chiunque: tipica l'intossicazione da funghi o da tossine prodotte da batteri che hanno contaminato un alimento. Altre reazioni avverse invece sono non tossiche e non prevedibili, e non interessano tutti ma solo le persone predisposte: a questa categoria appartengono le allergie e le intolleranze alimentari.&lt;br /&gt;Nel parlare comune le due reazioni vengono spesso confuse tra loro, ma hanno in realtà una natura profondamente diversa: a differenza delle allergie le intolleranze quasi mai provocano reazioni forti, e mai e poi mai shock anafilattico. Sono dose-dipendenti, cioè agiscono in relazione alla quantità di alimento ingerita, e in genere sono dovute all’impossibilità dell’organismo di digerire un dato cibo, magari per un difetto metabolico dell’individuo. Tuttavia la differenza fondamentale tra le due reazioni è che le intolleranze non coinvolgono il sistema immunitario, le allergie sì. &lt;br /&gt;Bisogna comunque sottolineare che il tema delle “reazioni avverse al cibo” è tuttora uno dei più controversi e meno certificabili della dietologia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I test attualmente a nostra disposizione sono attendibili? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le differenze di opinione fra gli esperti sono molte e riguardano l’attendibilità di alcune procedure diagnostiche giudicate “unproven” (perciò carenti di validità diagnostica), sia dall’Accademia Americana di Allergia e Immunologia, sia dalla consorella europea (European Academy of Allergy and Clinical Immunology). Se nel campo delle allergie, infatti, il responso del laboratorio consente valutazioni obiettive, per la presenza di specifiche immunoglobuline, tutto resta mal definibile quando si passa alle intolleranze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In assenza di risposte certe dilagano i test alternativi, costosi e spesso inutili", basta dire che l’American Gastroenterologic Association ha perfino dettagliato, accanto ai test da praticare, anche quelli senza valore o, addirittura, controindicati (Test cutaneo intradermico con cibo, Test di citotossicità, Misura dell’attività elettrica cutanea, Biorisonanza, Conta delle pulsazioni pre e post-cibo sospetto, Chinesiologia applicata, ecc.)". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esiste qualche eccezione?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le intolleranze enzimatiche più frequenti rientra il deficit di lattasi, più noto come intolleranza al lattosio. In questo caso disponiamo però di un accertamento utile: il test del respiro o “breath test”. Una sorta di prova da carico che dopo l’ingestione di una quantità standard di lattosio permetterà di valutare, nell’aria espirata, le tracce dei gas derivati dalla fermentazione del lattosio non digerito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I gastroenterologi hanno rilevato però, anche in questo caso, che soltanto un terzo o al massimo la metà dei soggetti “etichettati” come intolleranti al lattosio lo è veramente (spesso si tratta di “colon irritabile”) quando viene sottoposta al test. Ciò significa che in troppi casi è stata imposta, senza un’adeguata diagnosi, l’astinenza dal latte e dai suoi derivati creando inutili difficoltà alimentari. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Le intolleranze alimentari “fanno ingrassare”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente no, al contrario, l'intolleranza genera problemi digestivi che possono portare solo al malassorbimento di una parte dei nutrienti; quindi, semmai, al dimagrimento e non all’aumento di peso. Il meccanismo di reazione, cioè di intolleranza, infatti, può rendere inutilizzabili le calorie potenziali di certi alimenti ma in nessun caso potrà mai aumentarne il valore calorico, qualunque sia la combinazione in cui gli alimenti sono stati assunti!&lt;br /&gt;È necessario quindi prestare attenzione agli  operatori, quantomeno poco documentati, che promettono miracolose perdite di peso grazie all'eliminazione dei cibi "incriminati". Di intolleranze, infatti, non si ingrassa...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5269337840539965780?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5269337840539965780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5269337840539965780' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5269337840539965780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5269337840539965780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/05/intolleranze-attenzione-alla-diagnosi.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SDl1ulXLjKI/AAAAAAAAAEg/bow-7kQi4Ts/s72-c/intolleranze+alimentari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7668826713283695613</id><published>2008-05-18T17:26:00.002+02:00</published><updated>2008-05-18T17:33:43.518+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SDBMQEzp5oI/AAAAAAAAAEY/nRsrmqER028/s1600-h/carboidrati.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SDBMQEzp5oI/AAAAAAAAAEY/nRsrmqER028/s400/carboidrati.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201741408664938114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CARBOIDRATI, SBAGLIATO FARNE A MENO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Carboidrati, alla base della nostra alimentazione?&lt;br /&gt;Meglio il pane o i "sostituti"? &lt;br /&gt;La pasta, la più amata dagli italiani e non solo?&lt;br /&gt;Pizza: sì, ma quale? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Carboidrati, alla base della nostra alimentazione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oramai è un fatto assodato: una dieta del tutto priva di carboidrati è assolutamente sconsigliata e i nutrizionisti non la impongono neanche a chi deve seguire un regime alimentare ipocalorico. Alla base della piramide alimentare i carboidrati “complessi” dei cereali, dei legumi, dei tuberi, rappresentano infatti la benzina “pulita” e meno inquinante per le esigenze energetiche delle cellule umane. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo le regole della Scienza dell’Alimentazione i carboidrati dovrebbero fornire almeno la metà delle calorie utilizzate dall’uomo, sedentario o sportivo che sia. E poco importa se tale quota derivi dal pane, dalla pasta, dal riso o dai legumi, dato che l’assorbimento dell’amido sia pure con diverse velocità avverrà sempre sotto forma di glucosio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si consuma un alimento a base di carboidrati, si verifica un innalzamento del livello di glucosio nel sangue a cui fa seguito la risposta del pancreas che invia l’insulina necessaria alla trasformazione metabolica del glucosio in eccesso, ristabilendo, più o meno dopo un paio di ore dal pasto, la normale concentrazione di zucchero nel sangue. Questo fenomeno è fondamentale per garantire all'organismo il corretto apporto energetico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I “risparmi” dietetici, quando davvero occorrono, è bene quindi che avvengano in primo luogo a spese di grassi, bevande alcoliche e dai tanto pubblicizzati "snack".&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Meglio il pane o i "sostituti"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani consumano sempre meno pane. Si tratta di un dato statistico, ma ciò non significa che sia una scelta ragionevole, almeno per alcuni.  Preoccupati di mangiare troppo identifichiamo nel pane la causa prima dell’aumento di peso, ma una tale semplificazione è ben lontana dalla verità. Anche per un sedentario c’è l’opportunità di mangiare un paio di panini (150 grammi) al giorno o l’equivalente in peso di un buon pane casareccio. Non c’è giustificazione, perciò, per abbandonare il consumo del pane, ma piuttosto occorre equilibrarne le quantità con gli altri cibi amidacei che si utilizzeranno nella giornata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chi vorrebbe sostituire il pane con cracker e grissini va ricordato che per il confezionamento di questi prodotti si utilizzano anche dei grassi che non sono consentiti nel pane comune. Inoltre, cracker e grissini hanno perduto l’acqua di cui è ancora ricco il pane, perciò conterranno, ovviamente a parità di peso, più amido e quindi più calorie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pane di frumento poi non ha solo un alto contenuto di amido ma è anche una fonte di vitamine del complesso B, fosforo, magnesio e fibre, presenti soprattutto nel pane integrale o semi-integrale, ma assai meno nel pane bianchissimo, ricavato da farina 00. &lt;br /&gt;La crusca, abbondante nel pane più scuro, ha proprietà utili per le funzioni intestinali e per alleviare il senso di fame che tormenta le troppe persone che si assoggettano a diete esageratamente restrittive. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il pane, come per la pasta, quindi, non si dovrebbe mai parlare di abolizione, ma soltanto di un razionale adeguamento alle effettive necessità energetiche di ciascuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La pasta, la più amata dagli italiani e non solo?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può sembrare superflua una puntualizzazione sul ruolo nutrizionale della pasta, dal momento che il mito della dieta mediterranea l’ha portata alla ribalta internazionale, legittimandone il successo gastronomico con la razionalità dietetica. &lt;br /&gt;La pasta, così come i legumi, impegna più a lungo gli enzimi digestivi e quindi cede con gradualità il proprio glucosio con il vantaggio di squilibrare meno la glicemia e garantire più a lungo il senso di sazietà. &lt;br /&gt;Queste due particolarità si stanno dimostrando importanti per le popolazioni industrializzate che debbono fronteggiare il contrasto fra le diminuite necessità “energetiche” e l’accresciuta quantità e qualità dell’offerta alimentare. Inoltre, l’avvento della pasta integrale sui banchi dei supermercati ha segnato un altro punto a favore della pasta, almeno sotto l’aspetto nutrizionale. &lt;br /&gt;La pasta può rientrare, quindi, sia nelle diete ipocaloriche sia in quelle ipercaloriche: è solo questione di quantità e di condimenti! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se per razione di pasta si intendono più di 100 grammi di spaghetti, conditi abbondantemente, magari con panna, burro e formaggio, in una giornata già ridondante di Coca-Cola e patatine fritte, allora... si tratta di buonsenso e non di colpe della pasta.&lt;br /&gt;La pasta può al limite essere accusata di non essere un alimento completo ed equilibrato: questo perché manca di grassi e perché le sue proteine scarseggiano di due aminoacidi importanti coma la lisina e la treonina. Ma nessuno mangia la pasta del tutto scondita! Bastano un paio di cucchiaini di formaggio o del ragù per riequilibrare la completezza del piatto.&lt;br /&gt;A questo punto, tuttavia, si può o si deve  rinunciare a un “secondo” piatto (almeno fino a cena) per limitarsi a uno o più contorni di verdura e a della frutta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pizza: sì, ma quale?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è alcun dubbio che la pizza rappresenti un altro caposaldo della tradizione mediterranea e che costituisca una  facile e gustosa alternativa anche per chi è costretto a pranzare spesso fuori casa.&lt;br /&gt;Tutto ciò con il parziale beneplacito dei dietologi che non avrebbero nulla da ridire se i rapporti tra i nutrienti e la quantità degli ingredienti fosse sempre quella della classica “pizza margherita” con pomodoro e mozzarella. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’interrogativo dietetico deriva, invece, dallo sbizzarrirsi della fantasia dei cuochi che non si limitano più al primitivo piatto della cucina napoletana, dove acqua, farina, lievito pomodoro, aglio e olio, senza neppure la mozzarella, rappresentavano gli ingredienti di base. Oggi alla pizza viene aggiunto di un po' di tutto dal salame, alle cozze, ai sottaceti, per cui nessun dietologo può predirne la digeribilità o conteggiarne il valore energetico. &lt;br /&gt;Nell’attesa di "standardizzare" il valore nutrizionale medio della pizza proponiamo come riferimento attendibile il dato di una pubblicazione dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione che assegna alla “pizza con pomodoro e mozzarella”, nella classica versione napoletana, i seguenti valori per una confezione da 100 g, così come potrebbe essere richiesta a un venditore di “pizza a taglio”: proteine 5,6 g, grassi 5,6 g, carboidrati 52,9 g, kcalorie 271.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pizza sì quindi, ma facendo attenzione a quello che c'è sopra!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7668826713283695613?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7668826713283695613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7668826713283695613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7668826713283695613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7668826713283695613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/05/carboidrati-sbagliato-farne-meno.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SDBMQEzp5oI/AAAAAAAAAEY/nRsrmqER028/s72-c/carboidrati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-3608350505442349295</id><published>2008-05-11T20:21:00.001+02:00</published><updated>2008-05-11T20:24:07.437+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SCc5u0zp5nI/AAAAAAAAAEQ/-rA8aZcZDSE/s1600-h/abbronzatura.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SCc5u0zp5nI/AAAAAAAAAEQ/-rA8aZcZDSE/s400/abbronzatura.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199187771434591858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SOLE E PELLE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’arrivo della bella stagione incominciano le “scorpacciate” di mare e di sole.&lt;br /&gt;Ecco alcuni consigli per fare in modo che sfruttiamo solo i benefici che derivano dall’esposizione al sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quando proteggersi dal sole?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In linea generale ci si cautela dalle radiazioni solari soprattutto in estate. La nostra pelle però assorbe le radiazioni tutto l’anno (seppure solo in alcune zone del corpo) e ha una “memoria” per cui ogni eccesso, bruciatura o imprudenza viene sempre registrato. È l’accumulo di questi errori nel tempo, in realtà, a causare i danni maggiori. Se quindi per alcuni decenni l’abbronzatura ha rappresentato uno status symbol da raggiungere ad ogni costo, oggi l’attenzione è rivolta soprattutto alla prevenzione. Sappiamo infatti che, se gestito con la dovuta cautela, il sole può essere addirittura terapeutico. Vale comunque la regola d’oro di evitare qualsiasi eccesso.&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Le pillole abbronzanti aiutano a proteggersi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;È un’illusione che le pillole abbronzanti preparino e proteggano la pelle dalle radiazioni solari. Non vi è alcuna prova a supporto di questa teoria. Quasi nessuna delle sostanze contenute in queste pillole è approvata o raccomandata dagli organi ufficiali. Anzi, alcune sostanze usate in passato sono state addirittura ritirate dal mercato.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oggi sono sempre più diffusi prodotti a base di beta-carotene, un carotenoide che viene lentamente convertito in vitamina A dall’organismo, e i farmaci contenenti vitamina A (retinoidi), che vengono utilizzati nel trattamento dell’acne e della psoriasi grave. Si sta addirittura studiando l’applicazione dei retinoidi in alcuni tipi di tumore, tuttavia la loro assunzione in quantità elevate può essere tossica. I sintomi da sovradosaggio di entrambe le sostanze citate sono simili: una colorazione della pelle che va dall’arancione al marrone, soprattutto sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi, danni al fegato, attacchi di orticaria e una particolare forma di retinopatia (si formano depositi gialli nella retina che fortunatamente scompaiono sospendendo l’assunzione della sostanza). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;È vero che alcuni prodotti sono responsabili di reazioni quando ci si espone al sole?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sì, esistono prodotti cosmetici per uso esterno foto-sensibilizzanti. È il caso ad esempio di alcuni profumi o acque di colonia, deodoranti, antisettici, schiume da barba. In particolare quelli contenenti alcuni principi attivi vegetali, quali: il carciofo, l’angelica, il limone, l’anice, il finocchio, il prezzemolo e, contrariamente all’opinione comune, la carota. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Anche alcuni farmaci possono provocare le medesime reazioni: i diuretici, gli ipoglicemizzanti, gli antibiotici e i sulfamidici, gli ansiolitici e gli antistaminici. È quindi necessario informarsi sempre dal proprio medico o dal farmacista prima di esporsi al sole quando ci si sottopone a un trattamento farmacologico.&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Sole e ossa: un binomio vincente?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Alle ossa il sole fa senz’altro bene, e non solo a quelle dei bambini e degli adolescenti, che divengono più resistenti, ma anche a quelle degli anziani in cui l’esposizione al sole contrasta la perdita di calcio e l’osteoporosi (specie nelle donne). Anche coloro che soffrono di artrosi e di reumatismi possono beneficiare del sole perché le esposizioni e il calore contribuiscono a diminuire i dolori.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;I raggi solari servono poi a prevenire il rachitismo, che fa sì che le ossa del bambino non si induriscano a dovere perché non assorbono sufficiente calcio. Spesso la causa è una carenza di vitamina D, che favorisce l’assorbimento del calcio. L’esposizione ai raggi UV stimola la produzione di vitamina D. Di questi tempi però, se ne ingeriscono quantità sufficienti attraverso il cibo, ed è meno probabile svilupparne una carenza nei paesi occidentali.&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Per quali problemi della pelle è consigliato esporsi al sole?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Psoriasi, eczema e vitiligine sono malattie della pelle per le quali viene raccomandata l’esposizione al sole, seppure con moderazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Alle persone affette da psoriasi una quantità moderata di luce solare può infatti migliorare le lesioni e la desquamazione in modo significativo. Purtroppo un’esposizione eccessiva rischia di provocare delle acutizzazioni, trattandosi di una malattia autoimmune. In ogni caso la cute va protetta con un filtro solare ad alto fattore di protezione. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’eczema è un’affezione cutanea generalmente recidivante. Si tratta di un’irritazione che rende la pelle secca e squamosa e provoca un fastidiosissimo prurito. Nel trattarla si cerca soprattutto di alleviare il prurito e la secchezza cutanea e nei casi più gravi si sottopone il paziente a fototerapia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La vitiligine è un disturbo causato dall’assenza di melanociti in una precisa area cutanea, con conseguente perdita della pigmentazione e chiazze bianche. Poiché molti soggetti posseggono ancora alcuni melanociti nelle zone interessate da vitiligine, la fototerapia e l’esposizione alle radiazioni solari permettono di stimolare la produzione del pigmento. Tuttavia il paziente corre maggiori rischi di sviluppare un carcinoma squamoso della pelle.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’ittero, infine, è il sintomo di una malattia epatica che generalmente non lascia strascichi. Si manifesta con una colorazione giallastra della pelle che di norma la fototerapia contribuisce a far riassorbire.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Va comunque detto che anche una pelle sana trae vantaggio da una moderata esposizione alle radiazioni UV, infatti il calore dei raggi provoca una vasodilatazione che di conseguenza fa aumentare l’ossigenazione della pelle. Un naturale trattamento stimolante e rivitalizzante cui far ricorso senza esagerare.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Abbronzatura: un bilancio di pro e contro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per quanto le radiazioni ultraviolette del sole aumentino il rischio di tumori alla pelle, è anche vero che stimolano la produzione di vitamina D che, a quanto pare, è uno dei fattori per la prevenzione e la cura del cancro. Sembra infatti che questa vitamina possegga alcune proprietà antitumorali e che la sua carenza si associ all’aumento della predisposizione a questo tipo di tumore. Attualmente non vi è nulla di dimostrato, ma il National Cancer Institute americano sta svolgendo alcuni studi volti a dimostrare la veridicità di questa teoria e soprattutto a quantificare i tempi di esposizione al sole tali da stimolare un’idonea produzione della vitamina.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Malgrado questi importanti fattori curativi, se non si seguono gli accorgimenti necessari, gli effetti nocivi dell’esposizione ai raggi UV in genere superano quelli positivi. Oltre agli effetti a breve termine quali scottature ed eritemi, alla lunga la sovraesposizione ai raggi del sole può danneggiare la pelle, gli occhi e - si sospetta - anche il sistema immunitario, senza contare l’aspetto estetico: il foto-invecchiamento precoce della pelle. Un sano comportamento nell’esporsi al sole, quindi, rappresenta l’unica forma per cautelarsi nei confronti dei possibili danni nel tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-3608350505442349295?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/3608350505442349295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=3608350505442349295' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3608350505442349295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3608350505442349295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/05/sole-e-pelle-con-larrivo-della-bella.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SCc5u0zp5nI/AAAAAAAAAEQ/-rA8aZcZDSE/s72-c/abbronzatura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5009652379062773941</id><published>2008-05-04T14:21:00.002+02:00</published><updated>2008-05-04T15:29:40.806+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SB26M3tXGSI/AAAAAAAAAEI/A0sn04kmrkw/s1600-h/osteoporosi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SB26M3tXGSI/AAAAAAAAAEI/A0sn04kmrkw/s400/osteoporosi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196514275330824482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L'OSTEOPOROSI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CALCIO DA MANGIARE &lt;br /&gt;COME MANGIARE E CONTRASTARE L'OSTEOPOROSI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contrastare la fragilità ossea è indispensabile agire a livello dell'alimentazione. Nelle fasi della vita, dalla nascita alla terza età, occorre un certo equilibrio dei nutrienti, ogni età avrà poi le sue specifiche esigenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista delle ossa: vitamina D e calcio devono essere sempre presenti, in misura diversa a seconda che sia una fase di crescita o di mantenimento. Il periodo della menopausa per le donne rappresenta l'inizio di una fase di deficit di calcio, per cui proprio in questo momento serve far ricorso a un maggior apporto di alimenti che ne siano ricchi: latte, formaggio e yogurt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle donne in età post-menopausale si consiglia un apporto di calcio da 1200 a 1500 mg in assenza di terapia con estrogeni. Nel caso di terapia con estrogeni, il fabbisogno è uguale a quello degli anziani maschi (1000 mg).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo le stime le donne italiane non assumono a sufficienza alimenti ricchi di calcio. La media giornaliera di calcio presente nella dieta femminile risulta di 630 mg al giorno, meno della metà delle quantità suggerite dai nutrizionisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LA PREVENZIONE DELL'OSTEOPOROSI INIZIA DAI GIOVANI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta trattare l'osteoporosi soltanto come un problema da anziani. La fragilità ossea ha le sue più gravi conseguenze in età avanzata, si manifesta nel modo più evidente con le fratture di vertebre e di femore, ma in realtà ha una storia che comincia molto prima e sulla quale c'è possibilità di intervento precoce: innanzitutto con la prevenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'educazione sanitaria parla spesso di prevenzione dentale, e più raramente di prevenzione ossea, sebbene si calcoli che soltanto in Europa si verifichi una fratture da osteoporosi ogni 30 secondi. Notevole il costo sanitario e umano: si pensi che il tasso di mortalità nel caso di frattura del femore passa dal 5% nei primi giorni al 25% entro l'anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivare alla frattura, evento drammatico e nella maggioranza dei casi fortemente invalidante, significa non aver agito preventivamente con stile di vita, dieta, trattamenti farmacologici e diagnosi precoce. L'esame che rileva la fragilità ossea è la mineralometria ossea computerizzata (MOC), da eseguire per intervenire prima possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;NELLA CURA DELL'OSTEOPOROSI &lt;br /&gt;E' LA QUALITÀ CHE FA LA DIFFERENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'osteoporosi è una malattia che colpisce la struttura portante del nostro corpo. Ne soffrono 5 milioni di donne in Italia, anche se oggi ci sono buoni strumenti di analisi per la prevenzione e metodi di cura efficaci. Il problema è che si può esserne colpiti senza neppure saperlo, tanto che viene chiamata "l'epidemia silenziosa". Siccome i primi sintomi possono essere lievi o invisibili, la diagnosi potrebbe essere tardiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esame tipico per individuare l'osteoporosi evidenzia la densità minerale ossea (DMO). Questo dato si rivela però insufficiente per la scelta di una terapia anti-osteoporosi, pur restando un utile strumento diagnostico. Infatti, tra i parametri di valutazione del rischio frattura è determinante l'elemento qualitativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Migliore è la qualità dell'osso, minore è il rischio di fratture. La terapia farmacologica deve, quindi, preservare le proprietà strutturali e materiali, e regolare l'osso di neoformazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Osso sano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La qualità dell'osso dipende da tre elementi specifici:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. le proprietà strutturali che sono costituite dalla forma, dalla dimensione e dalla microarchitettura, ovvero dall'intelaiatura interna dell'osso&lt;br /&gt;2. le proprietà materiali che comprendono la composizione di minerali e collagene per la forza e l'elasticità&lt;br /&gt;3. il turnover osseo ossia il continuo "ringiovanimento" dell'osso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Osso osteoporotico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stessi elementi in un osso non più sano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. l'intelaiatura interna dell'osso in presenza di osteoporosi si assottiglia e diventa fragilissima&lt;br /&gt;2. la mineralizzazione si riduce, il collagene si deteriora e di conseguenza l'osso si indebolisce e si rompe più facilmente&lt;br /&gt;3. il processo di ricostruzione è sbilanciato, l'osso neoformato non è più in grado di compensare l'osso distrutto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L'alfabeto della prevenzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un programma completo per prevenire l'osteoporosi comprende:&lt;br /&gt;Abitudini di vita sane, niente fumo e alcol&lt;br /&gt;Bagni di sole per la produzione di vitamina D&lt;br /&gt;Calcio: una dieta bilanciata con alimenti naturalmente ricchi di calcio&lt;br /&gt;Densità minerale ossea, l'esame per tenere sotto controllo la salute delle ossa&lt;br /&gt;Esercizio fisico per il controllo del peso e il rinforzo dell'apparato muscolo-scheletrico&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Terapie farmacologiche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proteggere la microarchitettura delle ossa è l'obiettivo delle terapie. Ad oggi sono disponibili 4 diverse terapie farmacologiche:&lt;br /&gt;1. Bisfosfonati. Classe di farmaci che comprende il risedronato, l'alendronato e l'etidronato, che rappresenta la prima scelta per il trattamento di pazienti con osteoporosi manifesta. Riducono il rischio di fratture a livello della colonna vertebrale e del femore.&lt;br /&gt;2. Ormoni/Terapie estrogeniche sostitutive. Farmaci indicati per gli effetti positivi sui sintomi della menopausa funzionano anche nella prevenzione dell'osteoporosi. Non è stata pienamente dimostrata la capacità di ridurre il rischio di fratture.&lt;br /&gt;3. Calcitonina. E' un ormone naturale coinvolto nel processo di regolazione del calcio e nel metabolismo osseo. Riduce il rischio di fratture alla colonna.&lt;br /&gt;4. Modulatori selettivi dei recettori estrogenici (SERMs). Questi medicinali riproducono gli effetti positivi degli estrogeni nella protezione contro l'osteoporosi e contro le malattie cardiovascolari, evitando gli effetti delle terapie ormonali sostitutive. In particolare sono utili nel ridurre le fratture vertebrali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Menopausa: una seconda giovinezza&lt;/span&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerando l'allungamento medio della vita, una donna che raggiunge la menopausa ha un'aspettativa di trascorrere dai 30 ai 40 anni in tale situazione. Oggi le donne possono affrontare questa fase della vita con serenità, vigore e continuità. I disagi e i sintomi psichici e organici che si manifestano durante il climaterio e la menopausa possono infatti essere superati facilmente grazie a una sana condotta di vita e ai rimedi naturali o farmacologici disponibili. Benesseredonna prova a dare un piccolo contributo in questa direzione, per aiutare la donna a maturare una più profonda conoscenza e consapevolezza di sé e a vivere la menopausa come una seconda giovinezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5009652379062773941?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5009652379062773941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5009652379062773941' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5009652379062773941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5009652379062773941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/05/losteoporosi-calcio-da-mangiare-come.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SB26M3tXGSI/AAAAAAAAAEI/A0sn04kmrkw/s72-c/osteoporosi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-8281888349909508772</id><published>2008-04-27T10:43:00.002+02:00</published><updated>2008-04-27T10:47:25.044+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SBQ9jXtXGRI/AAAAAAAAAEA/r_DfwiHoK7Q/s1600-h/happy+hour.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SBQ9jXtXGRI/AAAAAAAAAEA/r_DfwiHoK7Q/s400/happy+hour.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193843948134013202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I PERICOLI DELL'HAPPY HOUR&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Happy hour, non solo aperitivo?&lt;br /&gt;Bevande alcoliche: mai a stomaco vuoto?&lt;br /&gt;Meglio analcolici ed energy drink?&lt;br /&gt;Spuntino o cena? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Happy hour, non solo aperitivo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sosta dopo il lavoro prima di rientrare a casa, l’inizio di una lunga serata con gli amici, una tarda colazione o un anticipato pranzo della domenica mattina: la moda dell’happy hour e degli aperitivi dilaga soprattutto tra giovani e giovanissimi. Ma se questa abitudine diventa un costume quotidiano, o quasi, è bene seguire alcune linee di comportamento per evitare danni alla nostra salute. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista nutrizionale il rischio è quello di perdere il controllo della quantità di calorie introdotte e di avere un apporto sbilanciato dei principi nutritivi necessari all’organismo per svolgere al meglio tutte le sue funzioni. Oltre al graduale aumento di peso possiamo notare un impigrirsi dell’intestino e un aumento del livello di grassi nel sangue, come conseguenza di un’alimentazione sbagliata. Esiste poi il concreto pericolo di eccedere nelle bevande alcoliche. Vino, birra, ma, soprattutto, cocktails dai nomi esotici a base di rhum, gin, vodka ed alcolpop, dai colori vivaci che li fa somigliare ad una limonata o ad una aranciata ma con, in realtà, una gradazione alcolica che va dal 5 al 7 per cento, cioè superiore alla birra, tanto per fare un esempio. Arrivare a due o tre drink in queste occasioni è facile ma non salutare: mancanza di lucidità, torpore, rallentamento ideomotorio, perdita di coordinamento dei movimenti, sono solo alcuni degli effetti immediati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dipendenza, danni all'apparato digerente, al sistema cardiocircolatorio, al sistema nervoso centrale sono le gravi conseguenze dell'abuso di alcol nel tempo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Bevande alcoliche: mai a stomaco vuoto?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bere alcol a digiuno fa male. L'alcol, anche se introdotto in quantità non elevate, come nel caso degli spumanti o del prosecco, ma bevuto a digiuno, può provocare danni all'organismo. Bisogna tenere presente, infatti, che la tolleranza all'alcol varia da individuo a individuo (per esempio è molto minore nelle donne) e i fattori che la influenzano sono vari. In generale, però, a stomaco pieno l'assorbimento dell'alcol è molto più lento: infatti può variare da 2 a 6 ore, a seconda del grado di riempimento dello stomaco. In questo modo, l'alcol viene metabolizzato con gradualità e non raggiunge mai picchi troppo alti nel sangue. A digiuno, invece, inizia ad essere assorbito già cinque minuti dopo l'assunzione e in dieci minuti, quasi la metà viene assorbita e metabolizzata, per cui si può diventare euforici costringendo il fegato a lavorare molto e faticosamente. Se si beve a digiuno, inoltre, le cellule nervose ne sono influenzate negativamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Meglio analcolici ed energy drink?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i cocktail analcolici quelle da tenere sotto controllo sono le calorie. Fra tutte le bevande solo l’acqua ha 0 calorie. Le bibite zuccherate sono ingannatrici perché oltre ad avere un potere dissetante piuttosto scarso forniscono per ogni bicchiere (circa 200 ml) dalle 60 calorie del tè alla pesca o al limone alle 100 dei succhi di frutta confezionati. Arrivano a 120 le calorie presenti in una lattina di aranciata, coca cola, chinotto e simili. &lt;br /&gt;Quindi, meglio scegliere bevande a base di frutta fresca, senza zuccheri aggiunti evitando le bevande cosiddette “light”, perché spesso contengono dolcificanti, cioè prodotti chimici che non è detto facciano bene alla salute. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discorso a parte va fatto per i cosiddetti energy drink. Tutti infatti sono caratterizzati dalla presenza di sostanze notoriamente stimolanti, come caffeina, taurina, ginseng, guaranà e contengono un'elevata quantità di carboidrati che aiutano ad apportare energia in brevissimo tempo. Studi recenti hanno evidenziato che gli energy drink, oltre ad un elevato apporto calorico, contengono spesso livelli di caffeina superiori a quelli raccomandati. Queste bibite potrebbero dunque essere pericolose per individui soggetti ad ansia, palpitazioni, irritabilità, difficoltà ad addormentarsi, persone con problemi allo stomaco. &lt;br /&gt;Viene poi messa in discussione la convinzione che grazie alle bevande energetiche si possano combattere facilmente stress e stanchezza. Infatti pare che l'apporto positivo degli energy drink sia a breve termine, intorno alla mezz'ora, ma che subito dopo provochi dipendenza e diminuisca la capacità di dormire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Spuntino o cena?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'errore principale che si commette partecipando ad un happy hour, è quello di non considerarlo un pasto a tutti gli effetti (almeno dal punto di vista delle calorie), credendo sia solo uno spuntino. In realtà il buffet degli “aperitivi” sfoggia ben di più: pasta, formaggi, insaccati, pizze, focacce, fritti , per non parlare di patatine e snack vari. &lt;br /&gt;Il problema è che una piccola porzione di questi cibi corrisponde ad un eccessivo apporto calorico visto che , ad esempio, una mozzarellina di 30 g fornisce 72 calorie, le patatine hanno 536 calorie per 100 g, le arachidi 602 e i pistacchi 601. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' preferibile quindi puntare sugli stuzzichini di verdure: sottaceti (10 calorie per 100 g), crudité (20 calorie per 100 g) e verdure grigliate (30-60 calorie per 100 g), o su pesce, prosciutto crudo, spiedini di frutta e formaggio fresco (come la ricotta). Attenzione anche ai condimenti: burro, olio in eccesso, maionese, salsa tartara e salsa rosa accrescono a dismisura l'introito di grassi e calorie. &lt;br /&gt;Ricordando sempre che il cibo ingerito dovrebbe sostituire e non precedere immediatamente il pasto principale (pranzo o cena che sia).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-8281888349909508772?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/8281888349909508772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=8281888349909508772' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8281888349909508772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8281888349909508772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/04/i-pericoli-dellhappy-hour-happy-hour.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SBQ9jXtXGRI/AAAAAAAAAEA/r_DfwiHoK7Q/s72-c/happy+hour.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7916405655058770750</id><published>2008-04-20T19:10:00.002+02:00</published><updated>2008-04-20T19:13:32.100+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SAt5rRTYU6I/AAAAAAAAAD4/7n-LfzYzd7Q/s1600-h/frutta+e+verdura.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SAt5rRTYU6I/AAAAAAAAAD4/7n-LfzYzd7Q/s400/frutta+e+verdura.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191376779760653218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;FRUTTA E VERDURA: DAVVERO COSÌ UTILI?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt; Frutta e verdura, preziose alleate?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisir di lunga vita, nemiche dell’invecchiamento cellulare, preziose alleate nella prevenzione: l’indicazione di mangiare quantità elevate di frutta e verdura è ormai presente in quasi tutte le linee guida per una sana alimentazione. I dati della ricerca epidemiologica e biologica, infatti, ne confermano sempre più il ruolo benefico e suggeriscono l’utilizzo di almeno cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura per prevenire numerose malattie tra cui quelle cardiovascolari e molte forme tumorali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pregi della frutta e della verdura sono noti: contengono poche calorie e sono un'ottima fonte di vitamine, sali minerali e fibra. &lt;br /&gt;Grazie alla loro composizione, idratano l'organismo, mantengono l'equilibrio salino, aiutano a tenere il peso sotto controllo, proteggono dall'azione distruttiva dei radicali liberi, regolano la funzionalità dell'intestino. L’importante è consumarne regolarmente, alternandole sulla nostra tavola. La varietà, infatti, è fondamentale, poiché l’organismo richiede determinate quantità delle diverse sostanze nutritive. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Sceglierle seguendo la “regola dei colori”?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno slogan dietetico assai caro agli specialisti della nutrizione sintetizzava con un aforisma la maniera di soddisfare il bisogno vitaminico dell’organismo: “mangiare tutti i giorni qualcosa di rosso, di verde e di giallo”. Questo perché neppure il ricco patrimonio vitaminico della frutta può dirsi completo di tutte le vitamine utili, che può variare considerevolmente da una specie all’altra. &lt;br /&gt;Dietro il rosso di un’arancia si nasconde molta vitamina C, un po’ di vitamina PP e di B2 ma vi sono ben poche tracce di vitamina A e di E. Altrettanto per il verde limone che, come tutti gli agrumi, abbonda di vitamina C ma non certo di complesso B. Le albicocche si distinguono per il loro altissimo contenuto di carotene, ma hanno uno scarso contenuto di vitamina C. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre quindi attenersi alla vecchia e semplice regola di alternare frutta e verdura sulla propria tavola, al passo con le stagioni, per attingere nella rotazione a tutto il patrimonio vitaminico minerale di cui necessita il nostro organismo. &lt;br /&gt;Un tempo le stagioni costringevano ad una scarsa varietà; oggi, grazie ai progressi tecnologici e dei trasporti, non è più così .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo al contenuto vitaminico possiamo dividere verdura e frutta in due gruppi diversi a seconda che prevalgano la vitamina C o i carotenoidi, progenitori della vitamina A:&lt;br /&gt;• come fonte prevalente di vitamina C: arance, limoni, mandarini, fragole, cavolfiori, lattuga, pomodori;&lt;br /&gt;• come fonte prevalente di carotenoidi: albicocche, cachi, melone giallo, zucca, carote, peperoni;&lt;br /&gt;• pomodori e peperoni potrebbero figurare in entrambi i gruppi dato il buon contenuto sia dell'una che dell'altra vitamina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vitamine e minerali: come preservarli?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frutta e ortaggi hanno anche un rilevante patrimonio minerale, tra cui primeggiano il potassio e, anche se in misura minore, il magnesio, a cui la dietologia moderna assegna dei ruoli determinanti negli equilibri organici e nel benessere. &lt;br /&gt;Un’adeguata assunzione giornaliera di magnesio assicura un buon funzionamento dell’organismo, a più livelli, viste le sue numerose e fondamentali proprietà.  Esso, infatti, stimola il sistema nervoso, normalizza le funzioni muscolari, favorisce le funzioni metaboliche, contribuisce alla crescita delle ossa e rinforza lo smalto dei denti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ridurre al minimo la perdita di vitamine e minerali nella conservazione e preparazione di frutta e verdura è utile seguire alcuni accorgimenti:&lt;br /&gt;• Al momento dell’acquisto, scegliere prodotti freschi ed evitare quelli avvizziti o bagnati.&lt;br /&gt;• Conservare i vegetali nella parte bassa del frigorifero, preferibilmente in sacchetti di carta scura. &lt;br /&gt;• Non lasciar stazionare frutta e verdura per troppo tempo. &lt;br /&gt;• Nel caso di verdure e ortaggi destinati alla cottura, non sminuzzare troppo i vegetali, cuocere a vapore o in pentola a pressione, utilizzare poca acqua e immergere i vegetali quando questa sta già bollendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; Integratori,  una valida alternativa?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso si è tentati dal ricorrere all’ausilio di integratori vitaminici per completare il proprio regime alimentare. È bene sapere, tuttavia, che un eccesso di vitamine non giova all’organismo più della normale dose giornaliera, prevista come fabbisogno ottimale; anzi, è noto che per i prodotti farmacologici a base di vitamine liposolubili (A, D, E, K) – ma in particolare di vitamina D e A – esiste un reale pericolo di sovradosaggio. &lt;br /&gt;Nel caso di integratori di vitamine idrosolubili, invece, gli eventuali eccessi saranno semplicemente eliminati con le urine senza portare alcun reale beneficio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso gli alimenti è impossibile arrivare ad un eccesso e quindi il consiglio è di non far mancare la preziosa materia prima contenuta nella frutta e nella verdura. Un motivo in più per scegliere i vegetali come fonte elettiva di micronutrienti è la scoperta, arrivata da studi recenti, che le vitamine e gli antiossidanti degli alimenti sono in grado di agire in sinergia tra loro, ovvero la loro azione si potenzia reciprocamente; questo effetto è minore o assente quando vitamine e antiossidanti vengono assemblati in una capsula dalla mano dell’uomo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7916405655058770750?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7916405655058770750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7916405655058770750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7916405655058770750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7916405655058770750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/04/frutta-e-verdura-davvero-cos-utili.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/SAt5rRTYU6I/AAAAAAAAAD4/7n-LfzYzd7Q/s72-c/frutta+e+verdura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-4567161351084956431</id><published>2008-04-08T22:11:00.001+02:00</published><updated>2008-04-08T22:13:45.498+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R_vR5-Vk0XI/AAAAAAAAADw/_WPJNzPdGyU/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R_vR5-Vk0XI/AAAAAAAAADw/_WPJNzPdGyU/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186970189763498354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;FIANCHI PIU’ SNELLI CON GLI ULTRASUONI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ultrasuoni possono ridurre gli accumuli di grasso che rovinano la linea di cosce e fianchi. Il tutto senza bisturi e senza anestesia. Questa tecnica non serve, invece, per eliminare la cellulite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;UNA TECNICA INDOLORE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come funziona? A dispetto di quello che si può pensare, le onde sonore con una frequenza altissima producono calore, se vengono generate in un modo particolare, e hanno anche una forza d’urto notevole. E’ questo effetto combinato a distruggere le cellule di grasso. Durante il trattamento, la superficie della pelle viene raffreddata, per ridurre i danni e il dolore. E il paziente prova solo un leggero fastidio. Ma attenzione: il sistema funziona soltanto per il grasso che si trova a una profondità di non più di due-tre centimetri (al di sotto, gli ultrasuoni non arrivano con potenza sufficiente). E dev’essere un medico esperto a consigliare questa tecnica, che può creare danni alle persone con i tessuti particolarmente fragili, come gli anziani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;TRATTAMENTO VELOCE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La macchina che emette gli ultrasuoni viene appoggiata sulla zona da trattare e in pochi minuti fa andare in necrosi, cioè fa morire, le cellule adipose (gli adipociti), per un fenomeno chiamato cavitazione, che consiste nella rottura delle membrane. Le cellule e il loro contenuto (comprese le goccioline di grasso, presenti all’interno) vengono eliminate dai macrofagi, spazzini dell’organismo, o finiscono negli spazi interstiziali fra una cellula e l’altra, dove subiscono un processo di demolizione. Non vengono danneggiati dagli ultrasuoni, invece, le fibre nervose, i muscoli e i tendini, che sono più robusti del tessuto adiposo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SOLO PER PICCOLE ZONE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La quantità di adipociti da eliminare dev’essere, comunque, relativamente piccola. Perchè l’organismo, altrimenti, non riesce a gestire bene i resti di queste cellule, quando vengono distrutte dagli ultrasuoni. E possono crearsi avvallamenti nel sottocute. Ogni seduta ha una durata variabile, dai 15 ai 45 minuti. Per curare piccoli inestetismi basta un singolo trattamento. Quando invece si desidera un rimodellamento diffuso, si procede con un ciclo di cinque-otto trattamenti. I prezzi variano da 200 a 500 euro per seduta e possono dunque diventare elevati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-4567161351084956431?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/4567161351084956431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=4567161351084956431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4567161351084956431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4567161351084956431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/04/fianchi-piu-snelli-con-gli-ultrasuoni.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R_vR5-Vk0XI/AAAAAAAAADw/_WPJNzPdGyU/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-2529341854069316311</id><published>2008-03-30T19:57:00.002+02:00</published><updated>2008-03-30T20:02:38.089+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R-_VseVk0WI/AAAAAAAAADo/DhLnDBet5mM/s1600-h/attacco+di+panico.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R-_VseVk0WI/AAAAAAAAADo/DhLnDBet5mM/s400/attacco+di+panico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183596656161247586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Attacchi di panico e disturbo di panico&lt;br /&gt;Gli attacchi come disturbo d'ansia&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il Disturbo di Panico, cioè DP (una volta conosciuto come DAP, ovvero disturbo da attacchi di panico), è un serio problema di ansia che colpisce una persona su 75 circa. Di solito appare durante l'adolescenza o la prima età adulta e, anche se le cause precise non sono chiare, sembra esserci un nesso con le più importanti fasi di transizione della vita che portano inevitabilmente una certa quantità di stress e ansia: gli esami scolastici e universitari, il matrimonio, il primo figlio, cambiare lavoro o posizione lavorativa, e così via. Ci sono anche prove di una predisposizione genetica. Se un familiare ha sofferto di attacchi di panico, si ha una maggiore probabilità di soffrire dello stesso disturbo, soprattutto in un momento della vita particolarmente stressante.&lt;br /&gt;Anche se solo uno psicologo o uno psichiatra può diagnosticare un disturbo di attacchi di panico, ci sono alcuni segnali che possono essere identificati facilmente.&lt;br /&gt;In uno studio recente si è scoperto che negli Stati Uniti in alcuni casi le persone hanno visto dieci o più medici prima che il disturbo fosse loro correttamente diagnosticato, e che solo una persona su quattro che ha il disturbo riceve il trattamento di cui necessita. Ecco perché è molto importante sapere quali sono i sintomi ed essere sicuri di ricevere l'aiuto giusto.&lt;br /&gt;Molte persone (circa una su tre) sperimentano attacchi di panico occasionali e se se ne sono avuti uno o due, probabilmente non vi è alcun bisogno di preoccuparsene. Il sintomo chiave è la paura persistente di avere altri attacchi nel futuro. Se si soffre di attacchi ripetuti (quattro o più) e soprattutto se se ne è avuto uno e si vive nella paura continua di averne un altro, questo è il segnale che si dovrebbe considerare l'aiuto di uno psicoterapeuta che sappia trattare disturbi di ansia.&lt;br /&gt;Senza che venga curato, il disturbo da attacchi di panico può portare a conseguenze di varia natura, come verrà descritto più avanti.&lt;br /&gt;Attacchi di panico e agorafobia: disturbi associati&lt;br /&gt;Il rischio più facilmente connesso il disturbo da attacchi di panico sono le fobie. Ecco perché una volta che si è avuto un attacco di panico, si possono cominciare ad evitare situazioni come quelle in cui è capitato l'attacco.&lt;br /&gt;Molte persone con il disturbo da attacchi di panico mostra un evitamento della situazione (o "evitamento situazionale") associato con i loro attacchi di panico (la persona vuole a tutti i costi tentare di evitare una situazione che associa al terrore dell'attacco di panico). Per esempio si può avere un attacco mentre si guida e cominciare a evitare di guidare finché si sviluppa una fobia vera e propria. Nei peggiori scenari, le persone con il questo disturbo sviluppano l'agorafobia (la paura degli spazi aperti) perché pensano che stando in casa possono evitare tutte le situazioni che potrebbero provocare il problema, o dove non potrebbero avere aiuto. Per queste persone, la paura di un attacco è così debilitante che preferiscono passare tutta la vita chiuse in casa.&lt;br /&gt;Effetti collaterali degli attacchi di panico con o senza agorafobia&lt;br /&gt;Anche se non vengono mai sviluppate tali fobie estreme, la qualità della vita può essere seriamente danneggiata dal disturbo in questione se non curato. Uno studio recente ha mostrato che le persone che ne soffrono:&lt;br /&gt;• In alcuni casi possono essere più inclini all'alcol e ad altri abusi di droghe&lt;br /&gt;• Passano più tempo nelle sale d'emergenza degli ospedali&lt;br /&gt;• Passano meno tempo con i loro hobby, sport e altre attività appaganti&lt;br /&gt;• Tendono ad essere finanziariamente, emotivamente e logisticamente dipendenti da altri&lt;br /&gt;• Riportano sensazioni emotivamente e fisicamente meno sane rispetto ai non sofferenti&lt;br /&gt;• Hanno paura di guidare o di camminare da sole anche per brevi distanze da casa (agorafobia)&lt;br /&gt;Il disturbo, può avere anche effetti economici. Per esempio, persone sofferenti hanno riportato di aver perso il loro lavoro e di dover contare sull'assistenza pubblica o sui familiari per mantenersi.&lt;br /&gt;Gli attacchi di panico, intesi come disturbo d'ansia, può portare anche fobie, come per esempio l'agorafobia, oppure può essere portato da fobie specifiche.&lt;br /&gt;Attacchi di panico, ansia e agorafobia&lt;br /&gt;L'attacco di panico, essando una manifestazione d'ansia, ha lo stesso tipo di beneficio dal rilassamento che hanno tutti i disturbi d'ansia. Anche l'agorafobia può essere risolta completamente, anche se appare più resistente rispetto alle fobie specifiche. Quando l'agorafobia è portata dagli attacchi di panico, d'altro canto, a mano a mano che le crisi di attacchi di panico si diradano, l'agorafobia diventa sempre meno resistente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Guarire dagli attacchi di panico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin troppo spesso gli attacchi di panico sono curati solo con farmaci. Questo equivale a dire che questi attacchi di panico sono lasciati non curati. Sempre più persone si sono persuase che il loro male non può essere guarito e che gli attacchi di panico continueranno a tormentarli per sempre.&lt;br /&gt;Le statistiche dicono che solo in una bassissima percentuale di casi ciò può essere vero, e dipende spesso da fattori collaterali, quali la depressione in cui entrano le persone con gli attacchi di panico più gravi con la frequenza più alta e soprattutto la mancanza di speranza. Alcune persone, tuttavia, hanno già avuto esperienza con terapie psicologiche senza che queste abbiano portato alcun beneficio immediato. Si tratta per lo più di terapie a lunga durata, che hanno come obbiettivo il benessere psicologico della persona intesa nel suo insieme. Molti tipi di terapie non sono focalizzate sul sintomo, per cui spesso le persone che soffrono di un problema così disturbante come quello di panico si trovano non preparate a "girare intorno al problema". Esistono invece terapie più brevi, focalizzate proprio sugli obiettivi concordati tra paziente e terapeuta. Queste possono essere di vario tipo. Fra queste vale la pena di prendere in considerazione la terapia specifica per gli attacchi di panico, che è un tipo specifico di psicoterapia breve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sintomi degli attacchi di panico&lt;br /&gt;Diagnosi del disturbo di panico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se solo uno psicologo o uno psichiatra può diagnosticare un disturbo di panico (o "disturbo da attacchi di panico", DAP), ci sono alcuni sintomi degli attacchi di panico che possono essere identificati facilmente.&lt;br /&gt;In uno studio recente si è scoperto che negli Stati Uniti in alcuni casi le persone hanno visto dieci o più medici prima che il disturbo fosse loro correttamente diagnosticato, e che solo una persona su quattro che ha il disturbo riceve il trattamento di cui necessita. Ecco perché è molto importante sapere quali sono i sintomi ed essere sicuri di ricevere l'aiuto giusto.&lt;br /&gt;Molte persone sperimentano attacchi di panico occasionali e se si sono avuti uno o due di questi attacchi, probabilmente non vi è alcun bisogno di preoccuparsene. Il sintomo chiave del disturbo di attacco di panico è la paura persistente di avere attacchi di panico nel futuro. Se si soffre di attacchi di panico ripetuti (quattro o più) e soprattutto se si è avuto un attacco di panico e si vive nella paura continua di averne un altro, questo è il segnale che si dovrebbe considerare l'aiuto di uno psicologo professionista che sappia trattare disturbi di attacchi di panico e di ansia.&lt;br /&gt;I sintomi degli attacchi di panico, ovvero: come riconoscere un attacco&lt;br /&gt;Un attacco di panico esplode all'improvviso con una paura travolgente che viene senza avvisaglie e senza alcuna ragione apparente. È molto più intensa della sensazione di spavento dovuto a qualcosa di specifico che la maggior parte delle persone può avere sperimentato. I sintomi dell'attacco di panico includono:&lt;br /&gt;• aumento della frequenza cardiaca&lt;br /&gt;• difficoltà di respirazione, sensazione di non riuscire ad inalare aria a sufficienza&lt;br /&gt;• terrore quasi paralizzante&lt;br /&gt;• vertigini, stordimento o nausea&lt;br /&gt;• tremori più o meno forti e sudorazione&lt;br /&gt;• soffocamento, dolori al torace&lt;br /&gt;• vampate di calore o senso di freddo improvviso &lt;br /&gt;• torpore o formicolio alle dita&lt;br /&gt;• paura di impazzire o di stare per morire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sintomi degli attacchi di panico: cosa significano&lt;br /&gt;Questi sintomi somigliano alla classica risposta "attacca o fuggi" che gli esseri umani sperimentano quando sono in una situazione di pericolo. Durante un attacco di panico, invece, questi sintomi sembrano spuntare fuori dal nulla. Possono capitare in situazioni apparentemente inoffensive, addirittura mentre si dorme. &lt;br /&gt;La causa sostanzialmente può essere imputata a due fattori: mentale e fisico. Si rimanda alla pagina sulla causa degli attacchi di panico per ulteriori approfondimenti.&lt;br /&gt;Ulteriori note sui sintomi degli attacchi di panico&lt;br /&gt;Oltre ai sintomi degli attacchi di panico sopra esposti, un attacco di panico è contrassegnato dalle seguenti condizioni:&lt;br /&gt;• Capita improvvisamente, senza preavviso e senza modo di fermarlo&lt;br /&gt;• Il livello di paura non è affatto proporzionale alla situazione corrente. In realtà, spesso non è affatto correlato.&lt;br /&gt;• Dura da pochi minuti a mezz'ora circa; il corpo non riesce a sostenere la risposta "attacca o fuggi" più a lungo di così. Attacchi di panico ripetuti possono tuttavia ricorrere di continuo per ore.&lt;br /&gt;Un attacco di panico non è pericoloso, ma può essere terrificante, soprattutto perché si sente di perdere completamente il controllo. Il disturbo è così grave non solo per via degli attacchi di panico in sé, ma anche perché spesso porta ad altre complicazioni quali fobie, depressione, abuso di sostanze, complicazioni mediche e perfino suicidio. Gli effetti possono variare dal deterioramento delle relazioni sociali all'incapacità completa di affrontare il mondo esterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Evitamento situazionale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto le fobie che sviluppano le persone con disturbo da attacchi di panico non vengono dalla paura di oggetti o eventi reali, ma piuttosto dalla paura di avere un altro attacco. In alcuni casi, le persone eviteranno certi oggetti o situazioni (evitamento situazionale) per via della loro paura che queste possano far scaturire un altro attacco e subire ancora i sintomi degli attacchi di panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I trattamenti per gli attacchi di panico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte degli specialisti concordano che un trattamento che usa una combinazione di tecniche cognitive e comportamentali possa essere una buona terapia per curare gli attacchi di panico, o più propriamente, il disturbo da attacchi di panico. &lt;br /&gt;Viene utilizzata anche l'ipnosi, intesa come tecnica o come terapia. Quando si parla di ipnosi come tecnica, questa può essere inserita all'interno di una cornice cognitivo-comportamentale, mentre quando si parla di ipnosi come terapia, alcune tecniche cognitivo comportamentali possono essere inserite nel contesto ipnotico.&lt;br /&gt;Anche se sembra una distinzione troppo sottile, il risultato complessivo è di fondamentale importanza. Molti specialisti ricorrono a tecniche cognitive comportamentali perché la loro formazione prevede l'esecuzione di tali tecniche sui pazienti. &lt;br /&gt;Nei casi più gravi anche la prescrizione di farmaci può essere appropriata.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Tecniche cognitive per curare gli attacchi di panico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima parte della cura è soprattutto informativa; molte persone vengono già aiutate moltissimo per il semplice fatto di comprendere esattamente che cosa è un disturbo da attacchi di panico, e che molti altri soffrono dello stesso problema. In molti casi, dunque, curare gli attacchi di panico significa semplicemente conoscere più approfonditamente il fenomeno. Molte persone che soffrono del disturbo da attacchi di panico temono che gli attacchi significhino che stanno "impazzendo" o che il panico possa indurre un attacco di cuore. La "ristrutturazione cognitiva" (il cambiamento del modo di pensare) aiuta le persone a rimpiazzare questi pensieri con modi più realistici e positivi di vedere gli attacchi.&lt;br /&gt;Con il susseguirsi delle sessioni del trattamento le tecniche cognitive possono aiutare il paziente a identificare i possibili fattori scatenanti degli attacchi. In un caso specifico il fattore scatenante può essere un pensiero, una situazione o qualcosa di impercettibile come un leggero cambio nel battito cardiaco. Una volta che il paziente capisce che l'attacco di panico è separato e indipendente dal fattore scatenante, questo fattore comincia a perdere un po' del suo potere nell'indurre un attacco.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Tecniche comportamentali per curare gli attacchi di panico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La componente comportamentale della terapia può consistere in ciò che un gruppo di clinici ha definito "esposizione interocettiva" (o anche esposizione enterocettiva). Questa è simile alla desensibilizzazione sistematica usata per curare le fobie, ma ciò su cui si concentra è l'esposizione delle sensazioni fisiche che qualcuno sperimenta durante un attacco di panico.&lt;br /&gt;Le persone con il disturbo da attacchi di panico sono più spaventate dall'attacco vero e proprio che da oggetti o eventi; per esempio la loro paura di volare non consiste nel pensare che l'aereo possa cadere, ma nel pensare di poter avere un attacco di panico in un posto, l'aereo appunto, in cui non possono ricevere aiuto. Altri non bevono caffè o non vanno in un ambiente surriscaldato perché temono che questi possano scatenare i sintomi di un attacco di panico.&lt;br /&gt;L'esposizione interocettiva può aiutare queste persone a sperimentare i sintomi di un attacco (frequenza cardiaca elevata, vampate di calore, sudorazione, e così via) in condizioni controllate e insegnare loro che questi sintomi non devono necessariamente svilupparsi in un attacco completo. Le tecniche comportamentali vengono usate anche per trattare gli evitamenti situazionali associati con gli attacchi di panico. Un trattamento per le fobie efficace è l'esposizione dal vivo, che nei termini più semplici significa frantumare una situazione spaventosa in passi piccoli e maneggevoli facendone uno per volta finché viene padroneggiando il livello più difficile. Va detto tuttavia che questa tecnica in passato si è rivelata inutilmente traumatica, e nel caso si debbano curare gli attacchi di panico nello stesso soggetto, le tecniche più consigliate rimangono altre (come la desensibilizzazione sistematica immaginativa usata in ipnosi, per esempio).&lt;br /&gt;Le tecniche di rilassamento possono aiutare ulteriormente qualcuno a superare un attacco di panico. Queste tecniche includono una rieducazione alla respirazione e la visualizzazione positiva. Alcuni esperti hanno scoperto che le persone con disturbo da attacchi di panico tendono ad avere una frequenza di respirazione leggermente più alta del normale. Imparare a rallentare la frequenza respiratoria può aiutare qualcuno ad vincere gli attacchi di panico e può anche prevenire futuri attacchi.&lt;br /&gt;Rimedi per gli attacchi di panico (I): i farmaci&lt;br /&gt;In alcuni casi possono servire anche i farmaci. Possono essere prescritti farmaci ansiolitici così come antidepressivi e qualche volta farmaci per le cardiopatie (come i beta-bloccanti) che vengono usati per controllare il battito cardiaco irregolare.&lt;br /&gt;Rimedi per gli attacchi di panico (II): i gruppi di discussione&lt;br /&gt;Infine un gruppo di supporto con altri che soffrono di disturbo da attacchi di panico può essere molto utile per alcune persone. È stato riscontrato che anche in caso di comunità virtuali, il senso di accoglienza e la condivisione di problematiche comuni può avere alcuni effetti benefici. Naturalmento questo non può prendere il posto di una terapia, ma può essere un'utile aggiunta.&lt;br /&gt;Se si soffre di disturbo da attacchi di panico, queste terapie possono aiutare. Ma non si possono fare da soli; tutti questi trattamenti devono essere strutturati e prescritti da uno psicologo o uno psichiatra regolarmente iscritti all'albo nazionale.&lt;br /&gt;Durata della terapia necessaria per vincere gli attacchi di panico definitivamente&lt;br /&gt;Il successo del trattamento dipende soprattutto dalla buona volontà di seguire il piano del trattamento prescritto. Questo è spesso sfaccettato e non funziona dalla sera alla mattina, ma se ci si attiene, si comincia ad avere un miglioramento notevole entro 10 – 20 sessioni settimanali (una sessione a settimana per 10 - 20 settimane). Se si continua a seguire il programma, entro un anno si noterà un miglioramento formidabile.&lt;br /&gt;Se si soffre di disturbo da attacchi di panico, si dovrebbe essere in grado di trovare aiuto nella propria zona. Bisogna trovare uno psicologo o uno psichiatra iscritti all'albo specializzati in disturbi di panico o di ansia. Possono addirittura esserci cliniche specializzate in questi disturbi. Quando si parla con un terapeuta, occorre specificare che si pensa di avere un disturbo da attacchi di panico e chiedere riguardo la sua esperienza nel trattamento di tale disturbo.&lt;br /&gt;Bisogna tenere in mente, comunque, che il disturbo da attacchi di panico, come ogni altro disturbo emozionale, non è qualcosa che ci si può diagnosticare o curare da soli. Uno psicologo clinico o uno psichiatra esperti sono le persone più qualificate per fare la diagnosi, così come sono i più qualificati per trattare questo disturbo. Queste pagine sono state pensate per rispondere alle domande più basilari riguardo il disturbo; un professionista della salute mentale sarà in grado di dare informazioni più complete per curare gli attacchi di panico.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Attacchi di ansia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ansia è uno dei più diffusi disturbi del pianeta. A volte si può soffrire di attacchi di ansia, come qualcuno li chiama, ovvero una specie di attacchi di panico ma che non presentano le stesse caratteristiche di durata o intensità.&lt;br /&gt;Gli attacchi d'ansia sono un fenomeno ancora poco compreso, soprattutto perché non sono classificati sul manuale diagnostico di riferimento per i disturbi psicologici, l'ubiquitario DSM, anche nella sua più recente revisione (DSM IV-TR).&lt;br /&gt;Un attacco di ansia avviene dunque più o meno come un attacco di panico vero e proprio, solo che può durare dai pochi secondi (anche una frazione di secondo, in realtà) alle diverse ore. Si presenta con segnali fisici piuttosto simili a quelli degli attacchi di panico che in particolare mimano i disturbi cardio-circolatori (tachicardia, pressione arteriosa, caldo-freddo, sudorazione, ecc.), quelli respiratori (dispnea, affanno), quelli muscolari-tensivi, quelli addominali (indigestione, nausea, crampi intestinali), e quelli vestibolari (vertigini, "testa vuota", ecc.).&lt;br /&gt;Il trattamento per questo tipo di attacchi è un po' più sottile che per gli attacchi di panico veri e propri. E per diversi motivi. Per certi aspetti la terapia ne è avvantagiata, mentre per altri ne è ostacolata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-2529341854069316311?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/2529341854069316311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=2529341854069316311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/2529341854069316311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/2529341854069316311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/03/attacchi-di-panico-e-disturbo-di-panico.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R-_VseVk0WI/AAAAAAAAADo/DhLnDBet5mM/s72-c/attacco+di+panico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7024290618569098988</id><published>2008-03-09T17:01:00.002+01:00</published><updated>2008-03-09T17:19:25.747+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R9QN8xCdRAI/AAAAAAAAADg/Y2U9ok9uZPY/s1600-h/acne.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R9QN8xCdRAI/AAAAAAAAADg/Y2U9ok9uZPY/s400/acne.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175777209362498562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ACNE: QUELLO CHE SI DEVE SAPERE&lt;br /&gt;PER CURARLA E VIVERE MEGLIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’acne è uno dei disturbi cutanei più diffusi; colpisce soprattutto i giovani a cominciare dai 12-13 anni ma può presentarsi anche dai 30 anni in avanti. Questa dermatosi in molti casi tende a scomparire da sola dopo un certo numero di anni, però, se non curata, rischia di segnare la pelle con profonde cicatrici. Oltre questa temibile complicazione l’acne può provocare anche disturbi psicologici, soprattutto nei giovani, poiché colpisce in particolar modo la pelle del viso e quindi si può comprendere quanto sia importante intervenire con le cure precocemente. Vediamo ora quali sono le cause e come si manifesta questo disturbo.&lt;br /&gt;Queste sono le cause&lt;br /&gt;Ogni centimetro quadrato di pelle contiene circa 100 ghiandole sudoripare e 15 ghiandole sebacee; queste ultime sono poste alla base dei peli e producono una particolare sostanza chiamata sebo che, insieme al sudore, forma una specie di mantello acido-liquido su tutto il corpo. Tutto ciò permette una difesa passiva (di barriera) e attiva (di disinfezione) contro batteri, parassiti e funghi.&lt;br /&gt;Le ghiandole sebacee producono in particolari condizioni più sebo del normale e cioè nella pubertà e nella menopausa. In questi momenti nel corpo umano accadono modificazioni ormonali importanti come: l’aumento degli androgeni nella pubertà (ormoni maschili che, anche se in quantità limitate, hanno anche le donne) e l’aumento del progesterone nella menopausa. Ebbene, l’acne è un disturbo che interessa le ghiandole sebacee ed è dimostrato che chi ne soffre ha una particolare sensibilità ghiandolare agli ormoni sopracitati. Non è chiaro perché vi sia in alcune persone questa "sensibilità" e più ricerche hanno chiamato in causa vari fattori. Vediamone alcuni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fattori genetici &lt;br /&gt;Una pelle particolarmente "grassa" può essere ereditata; però non è assolutamente dimostrato che questa causi acne o che i figli di genitori con acne soffrano sicuramente di questo disturbo. Si può peraltro affermare che la pelle grassa predispone all’acne poiché l’eccesso di sebo, come vedremo, può formare il cosiddetto punto nero, o comedone, prima manifestazione del processo acneico.&lt;br /&gt;Eccessiva produzione ormonale &lt;br /&gt;In alcuni "acneici" si sono riscontrati nel sangue ormoni in eccesso, in molti altri, invece, i dosaggi ormonali sono nella norma. E’ vero tuttavia che in tutte le persone con acne si sono trovate concentrazioni ormonali aumentate a livello cutaneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fattori dietetici &lt;br /&gt;L’ingestione eccessiva di grassi, dolciumi, carboidrati, alcolici, latticini, con una azione diretta sulle ghiandole sebacee, sembrano tutti accentuare, più che causare, l’acne. Soprattutto per quanto riguarda gli zuccheri, sperimentazioni farmacologiche hanno rilevato che l’assunzione, a piccole dosi, di "ipoglicemizzanti orali" (farmaci utilizzati nel diabete) possono migliorare l’acne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stress &lt;br /&gt;In periodi di tensione, come per esempio quando si è sotto esame, l’acne tende ad aumentare. Che lo stress sia una delle cause dell’acne è però ancora da dimostrare, anche se è vero che gli stress emotivi possono aumentare la produzione di ormoni. Peraltro l’acne stessa per il disagio sociale che procura, particolarmente negli adolescenti, è fonte di stress causando un circolo vizioso: acne-stress-aumento ormoni-aumento acne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fattori intestinali &lt;br /&gt;La  stitichezza molte volte è causa di acne. Più che influenzare gli ormoni la pigrizia intestinale causa una mancata eliminazione delle tossine che si accumulano a vari livelli nel corpo, in particolare nella pelle diminuendo così l’efficacia del "mantello cutaneo" prodotto dalle ghiandole sebacee e dalle ghiandole sudoripare. Molte volte infatti, in casi lievi di acne, la correzione del disturbo intestinale ha portato un sensibile miglioramento della dermatosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fattori psicosomatici&lt;br /&gt;Dal punto di vista psicologico le malattie della pelle hanno sempre creato molto interesse. Attualmente anche i dermatologi più tradizionalisti ammettono che la componente psicosomatica è importante davanti a riscontri evidenti quali il legame tra stati ansiosi e aumento dei disturbi cutanei. Impallidire di paura, arrossire d’imbarazzo, essere verdi di rabbia, avere i nervi a fior di pelle, farsi il callo non sono solo alcuni dei modi di dire che si usano per indicare la corrispondenza tra pelle ed emozioni. In questo senso citiamo due tipi di interpretazione psicosomatica dell’acne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima interpretazione è della scuola psicanalitica&lt;br /&gt;Secondo questa scuola l’acne (insieme a eczema, psoriasi, e altre dermatosi) rappresenta un conflitto profondo tra il desiderio d’amore e la paura di esserne privati che in gran parte deriverebbe dal rapporto madre-figlio nei primi anni di vita, durante i quali il "contatto" epidermico ha grande importanza. In età puberale tutto ciò si manifesta con la "maschera acneica" che "abbruttisce", che "tiene a distanza gli altri", che aiuta a evitare gli incontri amorosi, da un lato temuti e dall’altro desiderati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda interpretazione è quella della scuola psicosomatica Riza&lt;br /&gt;L’acne viene qui considerata come un "fuoco" che si disegna sulla pelle in un particolare momento della vita, la pubertà, durante il quale prorompe, sia attraverso gli ormoni che attraverso fantasie ed immagini, il mondo della sessualità. Spesso è possibile osservare, nei giovani affetti da acne, una personalità caratterizzata da un notevole "candore", contrastata però da un atteggiamento eccessivamente adulto, maturo, spesso legato al bisogno di apparire sicuri di sé, indipendenti, già autosufficienti. Il giovane acneico sembra da un lato consapevole di aver subìto un notevole cambiamento di stato, dall’altro, inconsciamente, sembra invece negare tutti quegli aspetti che la trasformazione puberale comporta: in primo piano la comparsa della sessualità. Ecco allora come il volto, simbolo di identità, può trasformarsi in una vera e propria "maschera rossa" mimando così il prorompere dell’eros là dove può essere visto e riconosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’acne in età adulta, invece, secondo questa scuola rappresenterebbe qualcosa che è rimasto irrisolto e che continua ad essere espresso a "fior di pelle", qualcosa inerente ancora a temi di "fuoco" (passioni, eros, fantasie) considerati desiderabili da un lato e dall’altro inappropriati se non addirittura colpevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco i sintomi&lt;br /&gt;La zona in cui si presenta maggiormente l’acne è il volto e non sono rare le sue localizzazioni anche sulle spalle e sul torace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fase iniziale &lt;br /&gt;E’ caratterizzata dai cosiddetti punti neri (o comedoni); questi sono dei veri e propri "tappi" di cellule o di altre sostanze che occludono lo sbocco di uscita di una ghiandola sebacea. Il risultato è un rilievo cutaneo dato dal rigonfiamento sottostante, dovuto alla secrezione sebacea che non ha più possibilità di scaricarsi all’esterno. Questo ingorgo, come già detto, avviene per l’iperproduzione di sebo da parte della ghiandola sotto gli influssi ormonali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda fase&lt;br /&gt;E’ detta infiammatoria (o pustolosa), cioè si crea una infiammazione locale cospicua. Si sta qui descrivendo il classico "brufolo", tuttavia nell’acne vi è una moltiplicazione quantitativa del processo. In questa fase, dunque, la cute si riempie di foruncolini gialli, ossia pustole, determinati da colonie di batteri della pelle che infettano le parti occluse dei dotti escretori sebacei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza fase&lt;br /&gt;Quella che la terapia mira ad evitare, viene chiamata nodulocistica. Si possono formare appunto noduli, cioè espansioni molto dure delle pustole che lasceranno inevitabili cicatrici. In età adulta (soprattutto in chi è dedito al fumo e ad alcool, e a volte all’inizio della menopausa) può presentarsi l’acne cosiddetta "rosacea". La differenza con l’acne giovanile sta nella manifestazione iniziale, cioè il volto presenta chiazze rosse con dilatazione dei vasi sanguigni superficiali. Successivamente anch’essa può manifestarsi con la fase pustolosa e quella nodulocistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le terapie &lt;br /&gt;Poiché molteplici sono i fattori considerati causanti l’acne, la terapia è inevitabilmente polivalente. Vediamo come la medicina "ufficiale" interviene per curare questa dermatosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terapia locale&lt;br /&gt;Nella fase iniziale viene sconsigliata la pratica dello schiacciare i punti neri, a meno che non ci si affidi alle mani esperte di un’estetista. Esistono invece prodotti a uso locale che riducono la produzione di sebo e che esfoliano la cute eliminando il cosiddetto "tappo". Sono tutti prodotti derivanti dalla vitamina A, peraltro presente nel fegato, nei cavoli, negli spinaci e, come beta carotene, nelle verdure. Sono disponibili anche creme che agiscono contrastando l’influsso ormonale sulle ghiandole sebacee, prodotti da usare nella fase infiammatoria, però, sotto controllo medico.&lt;br /&gt;Terapia farmacologica sistemica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due sono i farmaci più comunemente impiegati: gli antibiotici sia a uso locale che ingeriti, finalizzati a debellare la fase infiammatoria-pustolosa; la pillola anticoncezionale, che riduce considerevolmente la produzione ormonale. Per la fase nodulocistca si utilizzano diversi antibiotici, molto potenti che però hanno serie controindicazioni ed effetti collaterali. Occorre pertanto consultare prima il medico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terapia chirurgica&lt;br /&gt;In esiti cicatriziali da acne viene impiegato il laser sia per ridurre le infiammazioni che per migliorare le cicatrici. Un altro metodo è la dermoabrasione, cioè attraverso una vera e propria operazione chirurgica si "raschia" lo strato superficiale della pelle per eliminare le cicatrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cure alternative&lt;br /&gt;Omeopatia&lt;br /&gt;In molti giovani acneici la maschera acneica è un mezzo di protezione da una realtà esterna considerata minacciosa. Esistono buone medicine omeopatiche che riducono appunto la paura del mondo ed il bisogno di autoproteggersi. Esistono inoltre ottime pomate in grado di alleviare i sintomi cutanei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fitoterapia&lt;br /&gt;Nelle cure con le erbe la "Bardana", con il "Carciofo", aiuta il drenaggio delle tossine da parte del fegato, è un ottimo antibiotico usata localmente e regolarizza il tasso di zuccheri nel sangue. La "Viola tricolor" (o viola del pensiero) è poi la pianta più specifica per l’acne per i suoi poteri antinfiammatori e decongestionanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agopuntura&lt;br /&gt;Per la medicina cinese l’acne è un "fuoco che cova sotto la pelle" e che non riesce pienamente ad uscire. Due sono le sue principali manifestazioni: la prima è un’acne che presenta molti comedoni ma con scarse pustole, associata a prurito, pelle grassa e irritata, sete di bevande fredde e stitichezza. La seconda è un’acne pustolosa (detta da "calore tossico") associata ad un colore della lingua rosso vivo con patina gialla. In entrambi i casi, oltre al riequilibrio energetico caratteristico dell’agopuntura, si interviene anche localmente con aghi, pomate e decotti di erbe cinesi. Molto utile è l’impiego di una metodica in uso fin dall’antichità nella medicina tradizionale cinese: la coppettazione. Si usano delle coppette di vetro in cui con un fiammifero si ricava il vuoto e che si applicano, in questo caso, in punti della schiena per circa dieci minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aromaterapia: quali oli essenziali utilizzare&lt;br /&gt;Limone, arancio dolce o amaro, ginepro, cipresso, legno di cedro, bergamotto, melissa, salvia sclarea, lavanda, geranio, rosa, timo bianco, cedro, camomilla, neroli(fiori d’arancio), incenso, mirra, benzoino, elicriso. Essenze dalle proprietà drenanti, decongestionanti, toniche, riequilibranti, cicatrizzanti, rigeneranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fase iniziale: acne comedonica. &lt;br /&gt;La si riscontra principalmente in una persona giovane; la pelle si presenta spessa, compatta ma untuosa. Il colorito è generalmente olivastro, ma non è difficile riscontrarla anche su una pelle chiara: tenderà comunque ad avere un aspetto giallastro a causa delle tossine stagnanti.&lt;br /&gt;Necessita di essere: drenata, ossigenata, riequilibrata.&lt;br /&gt;Si privilegeranno delle essenze scelte tra: limone, arancio dolce o amaro, bergamotto, cedro, ginepro, cipresso, salvia sclarea, melissa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda fase: infiammatoria (acne volgare o pustolosa)&lt;br /&gt;Necessita di essere: drenata, disinfettata, disinfiammata, cicatrizzata.&lt;br /&gt;Si privilegiano i seguenti oli essenziali: lavanda, arancio dolce, melissa, cedro, bergamotto, cipresso, rosmarino, timo bianco, salvia sclarea, camomilla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terza fase: acne nodulistica o cistica.&lt;br /&gt;E' di competenza medica, niente vieta comunque le quotidiane regole di igiene quotidiana e l'applicazione di preparati a base di oli essenziali. In questo caso ottimo è l'olio essenziale di elicriso abbinato al sandalo: l'elicriso è un potente antibatterico e antinfiammatorio, attiva il sistema linfatico che in questo caso è preferibile avere in perfetta efficienza, il sandalo aiuta la rigenerazione dei tessuti favorendo il processo di cicatrizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acne rosacea: in questo caso sono indicate essenze dalle proprietà vasoprotettrici e che favoriscono la circolazione, disinfiammatorie, regolatrici della ghiandola sebacea. Si possono abbinare a delle essenze dalle qualità ringiovanenti, in quanto questo tipo di acne la si riscontra più facilmente in pelli già mature. Cipresso, rosa, salvia sclarea, interverranno sulla circolazione; neroli, camomilla, lavanda, addolciscono e disinfiammano; geranio, incenso, mirra, benzoino hanno un potere ringiovanente; una buona sinergia ,quindi, prenderà in considerazione almeno uno di questi gruppi di oli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi suggerimenti non escludono tuttavia l'intervento di una persona esperta che è invece di primaria importanza sia per identificare la tipologia dell'acne con conseguente scelta delle essenze che meglio si addicono alla persona, che per intervenire praticamente: estrazione dei comedoni, pulitura delle pustole , è preferibile vengano effettuate da mani esperte onde evitare non solo un peggioramento della situazione con esiti cicatriziali sgradevoli ma per accelerare il processo di guarigione che in alcuni casi stenta a manifestarsi. &lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Quando andare dal medico&lt;br /&gt;In tutti i casi in cui sono presenti numerosi brufoli occorre consultare uno specialista, soprattutto per valutare se la componente ormonale interviene decisamente nella genesi dell’acne.&lt;br /&gt;Nelle fasi iniziali, nelle momentanee remissioni, nell’acne rosacea ed in quella circoscritta a parti del volto sono di grande aiuto le medicine alternative per la loro intrinseca caratteristica di non somministrare sostanze chimiche e di aiutare il riequilibrio del corpo in generale.&lt;br /&gt;Da non dimenticare assolutamente lo specialista dietologo: sarà lui a correggere le incompatibilità alimentari e ad aiutare l’apparato intestinale ad eliminare le tossine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dieci regole da osservare&lt;br /&gt;Mai schiacciare brufoli e punti neri. Per i punti neri occorre l’intervento di un’estetista. Con i brufoli si corre invece il rischio di espandere l’infezione ad altre parti della pelle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavarsi il viso con acqua calda. Il calore, anche attraverso saune e suffumigi, aiuta a liberare la pelle di parte del sebo in eccesso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione al sole. Il sole migliora l’acne, però può seccare la pelle ed in questo caso le ghiandole sebacee per reazione producono più sebo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non utilizzare saponi sgrassanti. Il sebo in questo caso viene prodotto per reazione in maggior quantità. Utilizzare invece detergenti a pH acido&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assumere vitamine del gruppo A, C ed E che nutrono e rinforzano la pelle&lt;br /&gt;Fare maschere di argilla, soprattutto nei momenti di remissione. In questo caso si usa l’argilla verde ventilata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evitare il cosiddetto Fast Food. Hamburger, patatine, le bevande zuccherate, i pasti irregolari sono tutti nemici giurati della pelle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Privilegiare nella dieta i cereali integrali, l’olio di oliva, lo yogurt, verdure e frutta fresche, le proteine che derivano da pesce e carni magre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bere molta acqua non gassata. E’ sempre il modo migliore per idratare la pelle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione ai capelli lunghi. Se non sono perfettamente puliti possono facilitare le infezioni batteriche. Tante volte la frangetta sembra favorire l’acne sulla fronte&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7024290618569098988?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7024290618569098988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7024290618569098988' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7024290618569098988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7024290618569098988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/03/acne-quello-che-si-deve-sapere-per.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R9QN8xCdRAI/AAAAAAAAADg/Y2U9ok9uZPY/s72-c/acne.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-8492831750317200174</id><published>2008-03-06T18:27:00.001+01:00</published><updated>2008-03-06T18:40:53.691+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R9Askfdr6FI/AAAAAAAAADM/9jC0d3pvXxo/s1600-h/CUORE.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R9Askfdr6FI/AAAAAAAAADM/9jC0d3pvXxo/s400/CUORE.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174684977281624146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PRENDIAMOCI CURA DEL NOSTRO CUORE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un formidabile metronomo. Tosto come un maratoneta. Programmato per segnare mediamente centomila passi al giorno. Significa che, con ritmica e incessante caparbia, batte circa due miliardi e mezzo di volte in 70 anni di vita. E a un motore così servizievole voi non dedichereste la massima cura? Eppure, la Fondazione italiana per il cuore sciorina dati neri. In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano il 42% delle cause di morte, ma anche la più importante fonte di disabilità e ridotta qualità di vita. La gente ancora poco s’informa sui fattori che predispongono la pompa cardiaca a ingolfarsi. Per capirsi: il 35% degli uomini e il 47% delle donne non svolgono alcuna attività fisica. Tranquilli, però. I soliti sospetti, ovvero la sedentarietà, ma pure le impennate della pressione sanguigna, le cattiverie del colesterolo, le bizze dello zucchero nel sangue sono fattori manipolabili. Modificabili. Perché vero è che ognuno di noi possiede un proprio corredo genetico che influenza, fin dalla nascita, le prestazioni cardiache e dei tubi arteriosi, ma è fuor di dubbio che tanto dipende poi da noi. Dipende dal trattamento generoso che andiamo a riservare nella vita di tutti i giorni a quell’infaticabile motorino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CUORE FA RIMA CON DOTTORE&lt;br /&gt;Chi l’ha detto che basta un elettrocardiogramma ogni tanto per sorvegliare come si deve l’attività cardiaca? I tempi sono cambiati. «La prevenzione, rapida, efficace ed economica, si chiama oggi ecografia», spiega Paolo Biglioli (Paolo.Biglioli@ok.rcs.it), chirurgo cardiovascolare e direttore scientifico del Centro cardiologico Monzino di Milano. «Basterebbe, a 50 anni, sottoporsi a un ecodoppler carotideo per fotografare all’istante il benessere vascolare. Il medico fa scorrere sul collo una sonda in grado di emettere ultrasuoni che, riflessi dalle varie strutture anatomiche, creano sul monitor l’immagine delle arterie carotidi. Un accertamento che consente di vedere eventuali restringimenti e incrostazioni aterosclerotiche ancora silenziose». Quindi, utile per individuare quelle persone che, più di altre, potrebbero beneficiare di qualche immediata dritta dietetica o farmacologica. Importante, per giocare d’ anticipo contro l’infarto, anche un’ecocardiografia, sempre giunti alla boa della cinquantina. «È l’esame del cuore nella sua interezza», aggiunge Biglioli. «Il paziente si sdraia sul lettino, il medico poggia la solita sonda sul torace e in una ventina di minuti diventa possibile collezionare una ricca gamma di dati, come lo spessore delle pareti del ventricolo sinistro, l’aspetto e i movimenti delle valvole cardiache e i flussi sanguigni che attraversano le aperture valvolari. Questi appuntamenti ecografici andranno anticipati a 35-40 anni, se qualche parente stretto ha subito un infarto oppure se si fuma, si soffre di diabete o si pesa troppo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CUORE FA RIMA CON SUDORE&lt;br /&gt;L’attività fisica moderata piace al cuore: brucia calorie (e la pancetta), abbassa la pressione arteriosa, innalza la quota buona (Hdl) del colesterolo, migliora la circolazione periferica. In che modo darsi una sana mossa? «Bastano 30-40 minuti di esercizio aerobico tre volte a settimana», risponde Diego Vanuzzo (Diego.Vanuzzo@ok.rcs.it), direttore del Centro di prevenzione cardiovascolare dell’Asl 4 di Udine. «Significa camminare a passo svelto, passeggiare in bicicletta in pianura, praticare il nuoto e lo sci di fondo, ma a un livello d’intensità Che risulti compatibile con il metabolismo chiamato aerobico. Livello che può essere facilmente riconosciuto da ciascuno: quando non si riesce più a parlare fluidamente durante l’ esercizio fisico, ebbene, significa che si è oltrepassata la soglia aerobica». Suggerimento tecnico: nel corso dell’attività sportiva,è consigliabile non superare il 70% della frequenza cardiaca massima teorica. «Si calcola sottraendo la propria età dal valore fisso 220», continua Vanuzzo. «Ovvero: in un individuo di 50 anni, la frequenza massima teorica è pari a 170 battiti al minuto (220-50), mentre la soglia aerobica equivale a 120 battiti al minuto (il 70% di 170). Non svolgono, invece, un effetto protettivo sul cuore gli impegni fisici brevi e violenti, durante i quali l’organismo non usa ossigeno (definiti anaerobici). Per le persone con fattori di rischio, attenzione alle corse veloci, alle partite di tennis agonistiche. E poi no al sollevamento pesi e all’immersione in apnea». Il momento migliore per muoversi? Al mattino, prima del lavoro o in pausa pranzo, lontano almeno due ore dai pasti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CUORE FA RIMA CON SAPORE&lt;br /&gt;Le medicine non si trovano solo nei blister. Anche il cibo è un farmaco. «Una dieta ben equilibrata può contrastare il sovrappeso, ridurre la frazione Ldl (cattiva) del colesterolo, tenere a bada i trigliceridi, contenere i rialzi della pressione e mantenere nei ranghi la glicemia», spiega Andrea Poli (Andrea.Poli@ok.rcs.it), direttore scientifico della Nutrition foundation of Italy e della Fondazione italiana per il cuore. «Date la preferenza ai cibi di origine vegetale. Frutta, legumi e verdura non contengono quei famigerati grassi saturi che tendono a innalzare i livelli del colesterolo nel sangue. Usate olio extravergine d’oliva o di mais, limitando burro, lardo e panna. Preferite la carne magra (tre-cinque volte a settimana): pollo, tacchino, cavallo, struzzo, coniglio e tagli magri di manzo». Un grande sì al pesce: salmone, sgombro e pesce azzurro, da consumare almeno tre-quattro volte a settimana. «Contengono i grassi polinsaturi Omega-3 che, pur non abbassando il colesterolo, come molti credono, tendono a migliorare la fluidità del sangue, proteggendo da infarto e trombosi», prosegue Poli. «Sì alla ricotta e a piccole porzioni di Parmigiano, chi ama il latte opti per quello parzialmente scremato. Tra i salumi (non più di due volte alla settimana), prosciutto crudo privato del grasso visibile e bresaola (che in realtà è un affettato, trattandosi di carne di manzo o di cavallo)».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CUORE FA RIMA CON RIGORE&lt;br /&gt;Occhio alla pressione. È doc se non supera i 140 la sistolica (o massima, cioè la spinta che il sangue esercita sulla parete delle arterie quando il cuore si contrae), e se non oltrepassa i 90 la diastolica (o minima, la forza che resta nei tubi arteriosi quando il muscolo cardiaco si rilascia). Tenerla entro questi paletti significa ridurre il rischio di infarti e ictus. Come ci si accorge di essere ipertesi? «Semplice: occorre controllare la pressione», spiega Gianfranco Parati (Gianfranco.Parati@ok.rcs.it), primario di cardiologia all’ospedale San Luca dell’Istituto auxologico italiano (riconosciuto Centro europeo di eccellenza per l’ipertensione). «La misurazione in farmacia? Ben venga, ma spesso si è colti dall’agitazione e i valori possono risultare più elevati. Allora meglio la verifica della pressione a casa propria, magari in collaborazione con il medico di famiglia, che aiuterà a interpretare i valori. Esistono affidabili dispositivi elettronici per l’accertamento. Che però va eseguito con tutti i crismi: in un ambiente non rumoroso, standosene seduti per qualche minuto a occhi chiusi e dopo due profonde respirazioni. Bastano un paio di controlli, intervallati da due-tre minuti. E, se le prime due rilevazioni differiscono molto, si proceda con una terza, calcolando il valore medio». Domanda tormentone: a stomaco pieno o vuoto? «Meglio vuoto», risponde Parati. «Un apparato digerente impegnato da un abbondante pasto ruba una certa quantità di sangue, sottraendola ad altri distretti del corpo. E, in queste circostanze, si potrebbe accusare un certo abbassamento della pressione, specie negli anziani». Chi sta bene dovrebbe sottoporsi a un controllo della pressione ogni sei mesi o almeno una volta all’anno. E, attorno ai 50-60 anni, la misurazione andrà eseguita una volta al mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CUORE FA RIMA CON AMORE&lt;br /&gt;Ma è vero che un amore può spezzarti il cuore? Ahinoi, sì. «Non è raro il caso di persone, soprattutto over 50, che dopo la fine drammatica di una storia sviluppano tachicardia, fibrillazione atriale o ipertensione», dice Edoardo Gronda (Edoardo.Gronda@ok.rcs.it), cardiologo dell’istituto Humanitas di Rozzano (Milano). «In genere avviene quando lo stress si sovrappone a una debolezza preesistente. In questi casi, una visita dallo specialista è obbligatoria». Perché una delusione d’amore comporta tensioni altissime. Dunque non bisogna innamorarsi? Ci mancherebbe. Diciamo: maneggiare con cura. Lo stress dannoso per il cuore può anche essere quello che si accumula in ufficio o in fabbrica. Una delle ricerche più recenti, pubblicate sull’European heart journal, ha tenuto sotto controllo per 12 anni diecimila funzionari pubblici britannici, misurando la funzionalità del loro sistema circolatorio (e di quello nervoso ed endocrino). Ebbene, gli studiosi hanno verificato che i funzionari sottoposti a condizioni di stress particolarmente forte avevano manifestato un rischio di sviluppare problemi cardiaci superiore del 70% rispetto agli altri. Perché avviene? Lo stress prolungato altera impulsi nervosi e una serie di circuiti ormonali, con effetti che si riverberano sul cuore. La prevenzione? Aggirare le tensioni, ovvio. E se l’ansia è eccessiva chiedere aiuto a uno psicologo, che potrà utilizzare una terapia cognitivo-comportamentale. Ma anche terapie dolci come lo yoga possono servire a rilassarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testo di Edoardo Rosati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok La salute prima di tutto - N°03 - Marzo 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-8492831750317200174?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/8492831750317200174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=8492831750317200174' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8492831750317200174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8492831750317200174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/03/prendiamoci-cura-del-nostro-cuore-un.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R9Askfdr6FI/AAAAAAAAADM/9jC0d3pvXxo/s72-c/CUORE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5024811421795282316</id><published>2008-03-02T16:43:00.002+01:00</published><updated>2008-03-02T16:51:37.587+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R8rM-EhVk5I/AAAAAAAAADE/nKzyEu3Eqz4/s1600-h/DONNA.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R8rM-EhVk5I/AAAAAAAAADE/nKzyEu3Eqz4/s400/DONNA.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173172488725959570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ciao a tutti, voglio trattare oggi un problema piuttosto diffuso nell’universo femminile:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CAUSE EREDITARIE ED AMBIENTALI DELLA POLICISTOSI OVARICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aspetto dell’ovaio è un segno essenziale della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) che associa anche una serie di disturbi biochimici quali elevate concentrazioni plasmatiche di LH androgeni, insulina e una diminuita sensibilità all’azione insulinica. Le pazienti con policistosi ovarica sono spesso obese. Dal momento che l’insulino-resistenza nelle pazienti è in prevalenza un fenomeno extrasplancnico in genere i valori glicemici si mantengono normali. I sintomi sopra descritti sono presenti in circa il 10% delle donne sicché la sindrome dell’ovaio policistico appare il più frequente disturbo endocrino della giovane donna. A fronte di una elevata prevalenza di un’anomala morfologia ovarica (oltre il 20%) i segni clinici possono essere scarsi ed in particolare non è riportato un sistematico effetto negativo della policistosi sulla fertilità; infatti uno studio controllato condotto su pazienti sottoposte a fecondazione in vitro non ha trovato significative differenze tra le quote di gravidanze indotte nelle donne normali e nelle pazienti portatrici della sindrome (Mac Dougall e coll., 1993). Tuttavia altri studi hanno trovato una consistente prevalenza di sterilità sia primaria che secondaria; è stata inoltre riportata una elevata quota di aborti spontanei associata alla presenza di PCOS in soggetti con elevati valori circolanti di LH. Considerata l’elevata prevalenza dei soggetti affetti, da molti anni ormai si sospetta una base genetica della sindrome. Questa ipotesi è stata valutata nel corso di diversi studi sul fenotipo PCOS in popolazioni diverse.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Studi condotti su razze diverse &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una ricerca in California (Carmina e coll., 1992) ha studiato 75 pazienti con policistosi ovarica provenienti da tre diversi gruppi etnici ed ha trovato che mentre obesità e irsutismo variano in base a fattori ambientali, nei diversi gruppi etnici rimane uniforme l’incidenza di eccessiva produzione di androgeni e di insulino-resistenza. Più recentemente però altri studi hanno dimostrato che etnicità e fenotipo PCOS si comportano come difetti indipendenti e additivi capaci di condizionare l’attività insulinica. Una recente indagine indica nel fenotipo PCOS il fattore di rischio più importante rispetto a etnia o razza per la diminuita tolleranza al glucosio (Legro e coll., 1999). &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Studi sui gemelli&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;La sindrome dell’ovaio policistico è stata occasionalmente riportata in gemelli monozigoti. Uno studio australiano ha dimostrato un’incidenza di PCOS in entrambe le coppie di 34 gemelli. D’altra parte l’elevato grado di discordanza nell’immagine sonografica ovarica tra gemelle suggerisce una complessa trasmissione ereditaria e/o un importante ruolo di fattori ambientali capaci di modificare l’espressione del segnale genetico. Gli stessi autori, per spiegare l’elevata prevalenza di sindrome dell’ovaio policistico nelle gemelle, hanno suggerito l’esistenza di fattori capaci di agire durante la vita intrauterina (Jahnfar e coll., 1995). &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Studio di famiglie PCOS&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;L’aspetto policistico dell’ovaio, le irregolarità mestruali e l’insulino- resistenza sono stati i sintomi presi in considerazione nei diversi studi in cui si è ricercata una trasmissione familiare della sindrome. Unica caratteristica somatica dei maschi affetti è invece risultata la presenza di una calvizie precoce. Gli studi riportati nella tabella 1 hanno dimostrato una significativa prevalenza della PCOS nelle parenti di 1° grado delle pazienti affette. Due accurati studi sulla presenza della sindrome negli ascendenti e nei collaterali suggeriscono entrambi che l’eredità PCOS venga trasmessa in accordo ad un modello autosomico dominante (Franks e coll., 1997; Govind e coll., 1999). &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Meccanismi della trasmissione ereditaria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;A) Iperandrogenismo&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;1 – Per eccessiva attività dell’ovaio Nelle pazienti con policistosi le cellule della teca ovarica producono una quota eccessiva di progesterone e di androgeni. Questo rilievo ha suggerito di studiare il comportamento del gene responsabile del distacco della catena laterale del colesterolo (CYP 11a) quale possibile responsabile dell’anomala steroidogenesi. Così nel 1997 Gharani e collaboratori studiando la segregazione di detto gene nelle pazienti con PCOS hanno potuto rilevare come il suo più comune polimorfismo (indicato come 216-) sia associato alla sindrome. L’analisi non parametrica di linkage eseguita in tale regione del genoma ha confermato che il gene CYP11a è il vero determinante della suscettibilità genetica per questo tipo di iperandrogenismo presente in molte pazienti affette da policistosi ovarica. &lt;br /&gt;2 – Per eccessiva attività di ovaio e surrene L’eccessiva produzione di androgeni da parte delle pazienti con PCOS può essere anche attribuita all’aumento dell’attività enzimatica svolta dal citocromo P450 C17a. L’iperfosforilazione della serina nella molecola dell’enzima stimola significativamente l’attività steroidogenetica sia a livello ovarico sia a livello surrenalico causando un aumento della produzione di androgeni senza peraltro modificare le quote di ACTH (Zhang e coll., 1995). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;B) Insulino-resitenza&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;L’insulino-resistenza è un’altra caratteristica metabolica frequentemente riscontrata nelle pazienti con sindrome dell’ovaio policistico. Il difetto metabolico è riferibile ad una ridotta funzionalità del recettore insulinico sostenuta anche questa da una iperfosforilazione dei residui serinici del recettore. La sua eccessiva fosforilazione attenua infatti il segnale endocrino dell’ormone e stabilisce così una situazione di insulino-resistenza (Holte, 1996). In sostanza quindi lo stesso meccanismo di iperfosforilazione, che a livello del citocromo P450 C17 induce iperandrogenismo ovarico e surrenalico, può, modificando l’attività del recettore per l’insulina, spiegare anche l’insulinoresistenza. Un singolo difetto molecolare è quindi capace di spiegare due dei principali disturbi della sindrome associata alla policistosi ovarica. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;C) Iperinsulinemia&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;L’eccessiva produzione di insulina da parte del pancreas è spesso presente nelle pazienti con ovaio policistico e risulta essere uno dei più seri fattori di rischio per la futura comparsa di un diabete non insulino-dipendente. L’eccessiva attività incretoria delle beta cellule non dipende dall’obesità e nella maggior parte delle pazienti PCOS non è associata a diminuita intolleranza al glucosio. Di recente alcune ricerche hanno studiato il comportamento del gene che regola l’increzione di insulina in pazienti portatrici di PCOS. Si è così visto che in corrispondenza della regione VNTR5" del gene per l’insulina esiste una associazione tra gli alleli di classe III e la condizione PCOS (Bennet e coll., 1995). Stesso risultato ha fornito un’analisi di linkage condotta su famiglie con eredità PCOS. Si è potuto così concludere che la regione VNTR5" del gene per la secrezione dell’insulina rappresenta il locus responsabile per la iperinsulinemia associata alla sindorme dell’ovaio policistico (Waterworth e coll., 1997). &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;PCOS : fattori ambientali&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;A) Fattori prenatali&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Nel 1997 Cresswell e collaboratori hanno studiato le caratteristiche delle gravidanze da cui nascono donne che in seguito sviluppano PCOS. Gli autori hanno potuto così suddividere le pazienti con policistosi ovarica in due gruppi. Il 1° gruppo era caratterizzato da soggetti nati sovrappeso da madri obese, il 2° gruppo comprendeva invece soggetti partoriti di peso normale ma oltre il termine fisiologico di gravidanza. Sulla base di queste osservazioni gli autori ipotizzano che durante la vita intrauterina due siano le circostanze capaci di favorire lo sviluppo di una PCOS post natale: l’obesità materna e/o l’elevato peso alla nascita potrebbero infatti condizionare infatti l’eccessiva produzione ovarica di androgeni e l’obesità post natale; nelle pazienti PCOS nate normopeso, ma da una gravidanza protratta, questa situazione potrebbe invece condizionare un difettoso controllo della secrezione LH in età adulta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;B) Fattori post natali&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- Anovulazione&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Un ruolo causativo dell’anovulazione cronica per la sindrome dell’ovaio policistico è suggerita da vari meccanismi fisiopatologici che coinvolgono la secrezione di LH, di androgeni e la produzione epatica di SHBG. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;- Obesità&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;L’obesità è un fattore di rischio indipendente per l’anovulazione cronica e la distribuzione del grasso di tipo “centrale” sembra essere più importante che lo stesso sovrappeso (Zaadstra e coll., 1993). Nelle donne obese i due principali meccanismi che sostengono l’anovulazione sono gli stessi attivati dalla sindrome dell’ovaio policistico: &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1) eccessiva secrezione di LH e di androgeni; &lt;br /&gt;2) iperinsulinemia e insulino-resistenza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i due meccanismi endocrini esistono stretti legami. Il digiuno, infatti, anche se di breve durata, riduce la secrezione di LH nelle donne di peso normale (Olson e coll., 1995). Nelle pazienti sovrappeso la restrizione calorica riduce i livelli di insulina circolante e aumenta le concentrazioni di SHBG (Kiddy e coll., 1992). Nelle pazienti con obesità grave il recupero del peso normale, dopo gastroplastica, normalizza i valori di glicemia e insulinemia. Al contrario nelle pazienti con PCOS l’obesità peggiora la sindrome. In particolare l’insulino-resistenza risulta correlata con l’indice di massa corporea, mentre la riduzione ponderale nelle pazienti obese con policistosi ovarica diminuisce l’iperincrezione LH e ristabilisce una normale sensibilità all’insulina. Dati sperimentali suggeriscono anche l’esistenza di meccanismi a controllo genetico capaci di modificare il senso dell’appetito, la percezione del peso corporeo e la funzione riproduttiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FONTE:&lt;br /&gt;Piergiorgio Crosignani &lt;br /&gt;Direttore del Dipartimento Ostetricia e Ginecologia I.C.P Milano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5024811421795282316?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5024811421795282316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5024811421795282316' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5024811421795282316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5024811421795282316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/03/ciao-tutti-voglio-trattare-oggi-un.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R8rM-EhVk5I/AAAAAAAAADE/nKzyEu3Eqz4/s72-c/DONNA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5158197276458009188</id><published>2008-03-01T12:12:00.001+01:00</published><updated>2008-03-01T12:18:17.963+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R8k7a0hVk4I/AAAAAAAAAC8/27uATiel9H0/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R8k7a0hVk4I/AAAAAAAAAC8/27uATiel9H0/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172730978972832642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SESSUALITA' AL FEMMINILE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Desiderio e ormoni: un incontro-scontro a tutte le età&lt;br /&gt;Gli uomini per una volta tanto saranno d’accordo: quando si ha a che fare con le donne, niente è mai semplice come sembra. Tutto ciò che fa parte dell’universo femminile è complesso, multidimensionale e forse proprio per questo così affascinante... e difficile da penetrare. Il meccanismo che governa il desiderio sessuale non fa eccezione, attraversato com’è da una fitta rete di variabili: biologiche prima di tutto, ma anche psicologiche, relazionali, ambientali e socio-culturali. È certo, però, che la componente ormonale detta non poche leggi nella sfera del desiderio sessuale: da quando fa capolino nell’adolescenza a quando scompare in menopausa. A conferma che, in un modo o nell’altro, gli ormoni c’entrano sempre. La dottoressa Nappi ci aiuta a capire il loro ruolo chiave negli anni fertili della vita una donna, perché la menopausa merita un capitolo a parte.&lt;br /&gt;QUAL’E’ IL MECCANISMO CHE FA SCATTARE IL DESIDERIO SESSUALE NELLE DONNE?&lt;br /&gt;È un meccanismo triplice, perché le radici del desiderio sessuale femminile sono sia biologiche sia, come diciamo noi medici, intrapsichiche e interpersonali. Ciò significa che il desiderio dipende dalla biologia, dalla psicologia, dalla relazione e anche dal contesto socio-culturale. Sul fronte biologico, il desiderio è regolato da un complesso meccanismo “neuro-endocrino”, dominato da una serie di sostanze (neurotrasmettitori e neuromodulatori) attivate dal cervello: la principale è la dopamina, il neurotrasmettitore che spinge verso il partner, che induce cioè a cercarlo. Ma questo meccanismo, a sua volta, è profondamente influenzato dagli aspetti ormonali, che cambiano a seconda delle tre fasi della vita di una donna: adolescenza, età fertile e menopausa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;QUALI SONO GLI ORMONI CHIAMATI IN CAUSA NEL PIACERE FEMMINILE?&lt;br /&gt;Gli estrogeni, gli ormoni femminili per eccellenza, ma soprattutto gli androgeni, cioè gli ormoni maschili, ben presenti anche nelle donne. Questi ormoni agiscono a tutti i livelli del sistema nervoso centrale: a livello della corteccia cerebrale, a livello delle aree “limbiche”, che governano le emozioni, e a livello delle aree ipotalamiche, che sovrintendono molte funzioni vitali, come il ritmo sonno-veglia, il senso di fame-sazietà, i cicli riproduttivi...&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;IN PAROLE SEMPLICI, COME AGISCONO ESTROGENI E ANDROGENI?&lt;br /&gt;Stimolano e attivano i centri cerebrali capaci di tradurre una fantasia, un pensiero o un desiderio erotico in una risposta anche fisica. Naturalmente questa risposta fisica si propaga a tutto il corpo della donna, concentrandosi nelle aree più sensibili alla sessualità, tra cui i genitali, il seno, la pelle.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nell'adolescenza &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;È LA STAGIONE DELLE FAMOSE "TEMPESTE ORMONALI". SPESSO, PERÒ, LE FANCIULLE IN FIORE SI LAMENTANO DI NON PROVARE DESIDERIO. PAURA? IMMATURITÀ? ORMONI IMPAZZITI?&lt;br /&gt;È proprio così, eppure nell’adolescenza, la componente biologica dovrebbe prendere il sopravvento, perché è presente in tutta la sua potenza, gli ormoni sono a mille... basti pensare che una donna di 20 anni ha almeno il doppio degli ormoni androgeni presenti in una donna di 40 e la natura non fa mai nulla a caso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;CHE COSA SUCCEDE, ALLORA, A DISPETTO DI QUESTA MOLE DI ORMONI?&lt;br /&gt;Da un lato domina un modello culturale, che spinge l’adolescente a fare sesso a tutti i costi per dimostrare di essere donna, di essere adulta, di essere entrata nel mondo della società. Dall’a ltro lato c’è una difficoltà enorme a mettere insieme tutte le componenti della sessualità: biologica, psicologica e relazionale. È vero, infatti, che gli ormoni sono alle stelle, ma poi l’a dolescente deve confrontarsi con un partner non necessariamente maturo e con le componenti intrapsichiche e relazionali proprie di questa età. Una ragazza con un’immagine corporea di sé negativa (sono grassa, ho il seno piccolo, i brufoli...), per esempio, sarà bloccata sul fronte sessuale e tenderà a evitare di mostrare il proprio corpo al partner. In un momento in cui l’i stinto dovrebbe essere tutto, l’autostima e gli aspetti psicologici spesso ancora acerbi la fanno da padrone, anche a causa dei primi rapporti sempre più precoci.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ALTRA SITUAZIONE TIPICA: LA RAGAZZA ALLE PRIME ARMI PROVA DESIDERIO, RAGGIUNGE L'ECCITAZIONE, MA NON L'ORGASMO. COLPA ANCORA DI QUESTI PARTNER IMMATURI?&lt;br /&gt;I partner-ragazzini danno tutto per scontato, sono poco attenti o non sono ancora pronti ad attivare gli stimoli sessuali della compagna. A ciò si può aggiungere qualche difficoltà biologica, per esempio piccoli effetti collaterali sulla libido che la pillola contraccettiva può portare con sé, come la diminuzione della lubrificazione. Mettiamo insieme questi elementi: la parte biologica traballa, la parte intrapsichica è immatura – cioè manca ancora la capacità di capire cosa piace o non piace, di riconoscere il desiderio – e il partner o è troppo giovane, e dunque non ha capito niente di quello che deve fare, o è troppo grande, e fa scattare sentimenti di inadeguatezza, le famose ansie da prestazione... In fondo la mancanza di orgasmo è soltanto frutto di una sorta di analfabetismo sessuale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E GLI ORMONI NON C'ENTRANO? MOLTE RAGAZZINE SOFFRONO DI SQUILIBRI ORMONALI PIÙ O MENO PESANTI, CHE SI TRADUCONO IN PELLE GRASSA, ACNE, IRSUTISMO...&lt;br /&gt;Certo che c’entrano. Tante ragazze soffrono di alterazioni ormonali, ma non hanno tutte gli stessi effetti. In quelle da sovrabbondanza di androgeni, che portano seborrea, irsutismo, sovrappeso, il desiderio è intatto, mentre in quelle da blocco mestruale, il desiderio sessuale è ridotto. Al limite le prime avranno blocchi psicologici di altro tipo, perché non si piacciono, hanno paura di non piacere, si vergognano a mostrarsi, ma la libido c’è, perché è garantita dall’a bbondanza di ormoni androgeni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;QUALI CONSIGLI DÀ ALLE GIOVANI PAZIENTI CHE LE CONFESSANO: "DOTTORESSA, NON HO DESIDERIO" O "NON RIESCO A RAGGIUNGERE L'ORGASMO"&lt;br /&gt;È raro che il desiderio manchi del tutto e se questo succede occorre indagare. Più frequente è la difficoltà di raggiungere l’orgasmo e questo, ancora una volta, chiama in causa diversi fattori. I ragazzi non hanno sempre a disposizione gli spazi e i tempi dell’amore indispensabili per un sesso di qualità. È, dunque, importante spiegare alla ragazza che non esiste un pulsante che fa scattare l’orgasmo, bisogna insegnarle l’anatomia e la fisiologia dei genitali, occorre trasmetterle la capacità di auto-percepire il piacere, è importante farle capire che l’orgasmo presuppone un totale abbandono al compagno, ma che per abbandonarsi ci vuole una grande fiducia. Amore, certo, ma soprattutto fiducia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nell'età fertile &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;LA FANCIULLA IN FIORE È SBOCCIATA, ORA HA UN BAGAGLIO SESSUALE RICCO DI ESPERIENZE. QUALI SONO GLI ORMONI CHE REGOLANO LA SESSUALITÀ IN ETÀ FERTILE?&lt;br /&gt;Gli ormoni sono sempre gli stessi, la differenza è che in questo periodo c’è una più chiara alternanza di fasi in cui il desiderio è più marcato e fasi in cui è più ridotto. Per esempio durante le mestruazioni, a forte predominanza androgenica, il desiderio è ben più forte rispetto al periodo premestruale, quando invece è il progesterone a essere alto. L’altro grande momento del desiderio è l’ovulazione, quando gli estrogeni “spingono” in senso riproduttivo. Dopo i 40 anni, quando lentamente il potere fertile si abbassa, l’ovulazione diventa meno efficiente e queste alternanze ormonali si fanno sentire di meno. Ma spesso la vita della donna oberata di impegni è ancora più pesante.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;QUESTO COME SI TRADUCE A LIVELLO CHIMICO?&lt;br /&gt;Nella produzione di cortisolo, l’ormone che rende attivi, ma che prodotto in eccesso affatica, porta stress. Nel maschio, il cortisolo prodotto a livelli elevati può addirittura potenziare la sessualità e il rapporto ha un effetto calmante, mentre nella donna avviene tutto il contrario: il cortisolo la blocca e per lasciarsi andare al sesso deve prima calmarsi, scrollarsi di dosso lo stress... Impresa ardua tra il lavoro, i figli, la casa, la famiglia, i genitori anziani... niente di più facile che metta un po’ da parte la sessualità. E per recuperarla deve trovare delle motivazioni forti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;UN PROBLEMA DI TESTA E DI TESTOSTERONE?&lt;br /&gt;È sempre una questione biochimica, ma la testa ha un ruolo chiave nel desiderio. Allora occorre capire che cosa c’è che non va: bisogna sdrammatizzare, ma senza prendere sottogamba un desiderio latitante. Spesso dietro si nasconde un disturbo d’ansia che la donna cova in silenzio, legato alla stanchezza, alla difficoltà di mettere insieme tutti i pezzi della sua esistenza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;LA GRANDE RIVOLUZIONE ORMONALE IN GRAVIDANZA REMA CONTRO O A FAVORE DEL PIACERE?&lt;br /&gt;Il desiderio è al top. Sono documentati i sogni erotici, persino gli orgasmi spontanei legati alla cascata ormonale che travolge la donna nei 9 mesi, con livelli di ormoni circa venti volte più alti. Ma spesso le paure hanno la meglio sul desiderio. Paura di perdere il bambino, di fargli male. Qui le componenti intrapsichiche prendono il sopravvento. Purtroppo... perché vivere fino in fondo il desiderio potrebbe regalare alla donna sensazioni meravigliose senza nuocere al bambino, anzi: durante le contrazioni dell’orgasmo viene rilasciata l’ossitocina, una sostanza fondamentale anche durante il parto e l’allattamento.&lt;br /&gt;A cura di Alma Galeazzi &lt;br /&gt;Gli ormoni del piacere&lt;br /&gt;Abbiamo chiesto alla dottoressa Nappi di presentarci questi famosi ormoni coinvolti nel desiderio sessuale femminile. «Innanzitutto le donne sono organismi che “vanno” a estrogeni, ormoni che hanno un ruolo importante nel darci il nostro senso di identità femminile, ma che hanno anche il compito di modulare, a livello del sistema nervoso centrale, una serie di sostanze che ci danno la consapevolezza che stiamo vivendo una sensazione positiva a contenuto sessuale. Tuttavia – prosegue la dottoressa Nappi – gli ormoni che spingono verso l’atto sessuale, che fanno scattare il desiderio sono gli androgeni, che nell’organismo femminile sono molto più numerosi di quanto non si pensi, anzi: sono presenti in quantità maggiori rispetto agli estrogeni!». Mi viene da chiedere: ma come, testosterone &amp; Co. non sono gli ormoni “maschili” per eccellenza? E invece... La dottoressa Nappi chiarisce subito: «Gli androgeni sono presenti in dosi massicce proprio perché devono garantire la spinta verso l’uomo, che è poi la spinta verso la riproduzione, non dimentichiamoci poi che nella donna si trasformano in estrogeni». Ok, ma ci sono altri ormoni del piacere? «Sì, intervengono a modulare la risposta sessuale anche il progesterone e i progestinici contenuti nelle pillole contraccettive. Il progesterone blocca Il desiderio sessuale, cioè ha un effetto calmante e questo non stupisce. Basta pensare al ciclo mestruale: c’è un picco di androgeni prima dell’ovulazione, un picco di estrogeni durante l’ovulazione, quando deve essere più forte il desiderio per favorire la riproduzione, e un picco di progesterone dopo l’ovulazione, quando la donna ha bisogno di calma, perché non è più fertile o è diventata mamma». E in gravidanza si ha un gran bisogno di calma, relax, riposo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5158197276458009188?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5158197276458009188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5158197276458009188' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5158197276458009188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5158197276458009188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/03/sessualita-al-femminile-desiderio-e.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R8k7a0hVk4I/AAAAAAAAAC8/27uATiel9H0/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5046758066305513530</id><published>2008-02-11T21:49:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T21:59:01.033+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R7C26GgxwoI/AAAAAAAAAC0/NtZgyomNYtE/s1600-h/cellulite.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R7C26GgxwoI/AAAAAAAAAC0/NtZgyomNYtE/s400/cellulite.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165829881890718338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CELLULITE ED ALIMENTAZIONE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;   DIETA E CELLULITE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cellulite è un problema diffusissimo che colpisce un gran numero di donne, le giovani come le mature, le grasse come le magre, alte, basse, modelle e commesse. Pochissime sono le donne che non conoscono questo problema, infatti colpisce circa otto donne su dieci, in maniera più o meno grave; può derivare da una predisposizione familiare ed è considerata la malattia femminile per eccellenza. &lt;br /&gt;Cause e stadi della cellulite &lt;br /&gt;La cellulite è strettamente legata agli ormoni femminili, gli estrogeni, che favoriscono il deposito di grasso nel tessuto sottocutaneo. Interessa principalmente cosce, glutei, ginocchia, caviglie; più raramente, addome e arti superiori. &lt;br /&gt;Gli estrogeni agiscono in modo molto diverso dagli ormoni maschili; infatti, gli uomini, anche se obesi, non soffrono di cellulite. &lt;br /&gt;A volte presenta un carattere familiare e compare generalmente dopo la pubertà, con accentuazione e recrudescenza durante la gravidanza e la menopausa. &lt;br /&gt;Molto più spesso, invece, la causa dipende da uno stile di vita sbagliato correggendo il quale si può migliorare notevolmente la situazione.&lt;br /&gt;Le cause sono varie, dalla dieta scorretta alla sedentarietà, dallo stress al tipo di abbigliamento che indossiamo (infatti, indumenti troppo stretti o tacchi troppo alti bloccano la circolazione), ma può essere causata anche da fattori di ereditarietà.&lt;br /&gt;La prima tappa del processo che porta alla formazione della cellulite è costituita da un danno a livello delle vene che, per cause costituzionali o comportamentali, perdono la loro tonicità ed elasticità, provocando un rallentamento del flusso sanguigno in particolare a livello degli arti inferiori. &lt;br /&gt;La causa di quest'alterazione va ricercata a livello cellulare, nel processo di scambio tra gli adipociti e il resto dell'organismo che avviene grazie alla rete capillare che circonda le cellule dell'ipoderma. Grazie a questa sottilissima parete di capillari e cellule è possibile lo scambio di scorie e C02 con nutrienti e ossigeno; bastano però lievi squilibri per rallentare questo scambio e compromettere l'intero processo. Il sangue, ristagnando a livello dei capillari circostanti, ne provoca un danno con perdita di elasticità e permeabilità, per cui essi non sono più in grado di nutrire in modo adeguato i tessuti circostanti. Questo processo, lento ma inesorabile, provoca con il tempo un'infiammazione dei tessuti interessati, in particolare quello adiposo, determinando la cellulite, più correttamente indicata come "pannicolopatia fibro-edematosa".&lt;br /&gt;La cellulite si evolve per fasi successive. Il primo stadio della cellulite ha la sua origine proprio in questi micro-squilibri: le cellule e i capillari, infatti, per compensare la ridotta disponibilità di "nutrimenti", ossigeno, ecc. possono reagire aumentando in modo abnorme la permeabilità della propria membrana, che diventa così più sottile e più fragile. A causa di piccolissimi traumi questa si può rompere, provocando la fuoriuscita di grasso che va a infiltrarsi in aree sempre più estese del lobulo adiposo, dando origine al fenomeno della cellulite. Con il tempo l'edema persistente tra le cellule adipose, determina un'alterazione del tessuto collageno che si trova tra esse, con un'abnorme proliferazione delle fibrille di collageno. &lt;br /&gt;Ciò determina la formazione di un tessuto adiposo più pastoso e duro che peggiora ulteriormente l'irrorazione sanguigna dei tessuti, determinando crampi e formicolii sempre più frequenti.&lt;br /&gt;A questo punto, per risanare la situazione, bisognerebbe intervenire in modo da favorire il riassorbimento del grasso: questo sarebbe possibile eliminando le cause che hanno provocato il rallentamento del flusso sanguigno.&lt;br /&gt;Se ciò non avviene, l'organismo reagisce isolando le zone in cui è stata alterata la struttura delle cellule dei lobuli, dando origine al secondo stadio della cellulite: in questa fase avviene la produzione di nuove fibre di collagene che hanno il compito di incapsulare le zone colpite.&lt;br /&gt;Il terzo stadio è caratterizzato dalla formazione di noduli che diventano sempre più grandi e dolenti al tatto e disseminati su cosce, ginocchia, fianchi e, in alcuni casi, anche sull'addome.&lt;br /&gt;Nei casi più gravi si può raggiungere addirittura il quarto stadio, con un peggioramento di questi sintomi, aggravati da segni di insufficienza circolatoria (che risultano accentuati in caso di sovrappeso).&lt;br /&gt;Diagnosi e terapia alimentare &lt;br /&gt;E' evidente che più la diagnosi è precoce, più aumentano le possibilità di successo della terapia, ma questo non è per niente facile da fare perché le alterazioni iniziali non sono visibili ad occhio nudo, per cui occorrono degli strumenti specifici. &lt;br /&gt;Pubblicità&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto occorre fare una distinzione tra quelle forme di adiposità localizzata , definite impropriamente cellulite, in cui le cellule adipose sono perfettamente normali e non alterate, e la cellulite vera e propria in cui avviene un processo patologico. Si tratta di una malattia che interessa non solo le cellule adipose ma anche il tessuto interstiziale (il tessuto tra cellula e cellula) e i vasi sanguigni più piccoli, che sono le venule ed i capillari sanguigni. L'alterazione di questi vasi, con conseguente difetto di irrorazione dei tessuti circostanti, determina un raffreddamento delle zone interessate che può essere rilevato con particolari strumenti. Più la situazione degenera, più fredda sarà la cute, a causa di una diminuita irrorazione sanguigna.&lt;br /&gt;Per intervenire sul problema innanzitutto, è bene rivolgersi ad un medico, che farà un'accurata anamnesi e prescriverà opportuni esami del sangue (glicemia, uricemia, colesterolemia...): questo servirà ad individuare precisamente dove è avvenuta l'alterazione dell'equilibrio cellulare e solo così il nutrizionista potrà consigliare un regime alimentare mirato.&lt;br /&gt;Possono comunque essere consigliate alcune regole generali da seguire: la prevenzione inizia sulla tavola. &lt;br /&gt;Un corretto stile di vita, un'alimentazione equilibrata ed adeguata fanno sì che pesantezza, gonfiori alle gambe e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati. Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di un insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad un'alimentazione scorretta. &lt;br /&gt;E' fondamentale, dunque una corretta "educazione alimentare", sapere cioè qual è il modo corretto di mangiare non solo riguardo alla quantità, ma anche riguardo alla qualità , sia che si debba mantenere il peso corporeo, se giusto, sia che si debba dimagrire con una dieta ipocalorica.&lt;br /&gt;È di fondamentale importanza, inoltre, prendere in considerazione il problema dell'assunzione di acqua durante la giornata. Uno dei luoghi comuni che confondono le idee sulle strategie contro la cellulite afferma che bisognerebbe bere poca acqua. &lt;br /&gt;Niente di più sbagliato: è sempre consigliabile, al contrario, consumare molta acqua. Un litro e mezzo al giorno è la quantità di acqua minima da assumere, magari lontano dai pasti per non diluire i succhi digestivi, permettere una buona diuresi e un'eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto. &lt;br /&gt;Particolare attenzione va messa soprattutto nella lettura delle etichette delle acque minerali, che, apparentemente uguali, possono risultare utili o controindicate secondo la quantità di minerali in esse disciolti: per chi soffre di ritenzione idrica, naturalmente, sono controindicate quelle ricche di sodio. &lt;br /&gt;Quelle con il minor rischio di controindicazioni sono le acque oligominerali, che, oltre al rapido assorbimento gastrico, hanno il pregio di depurare le vie urinarie ed epatiche, favorendo l'eliminazione dell'acido urico.&lt;br /&gt;Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna prestare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti. Il sale è il nemico numero uno per una dieta anticellulite. &lt;br /&gt;Dunque la prima regola da seguire per chi soffre di ritenzione idrica, o per chi intende prevenirla, è di ridurre l'assunzione di sodio: sostanza che il nostro organismo assume principalmente sottoforma di cloruro (il comune sale da cucina). Il sodio trattiene acqua all'interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l'esterno. &lt;br /&gt;A prescindere dal fatto che alcune persone sono geneticamente predisposte a trattenere il sodio (circa 1/3 degli ipertesi lo è), molte diete (soprattutto quelle occidentali) tendono ad apportare eccessive quantità di sodio. Ciò è causa di un'alterazione nei meccanismi di equilibrio idro-salino, con conseguente alterazione della pressione sanguigna, dell'equilibrio corporeo acido-basico, della contrazione muscolare e della trasmissione nervosa. &lt;br /&gt;Per evitare accumuli di sodio, quindi, bisognerebbe cercare sempre di attenersi ai limiti del fabbisogno giornaliero.&lt;br /&gt;Nel sodio complessivamente assunto durante il giorno, però, non bisogna considerare solo il sale da cucina, ma anche tutti quei prodotti utilissimi per condire, ma ricchi di sodio, come: i dadi, le salse, le conserve, ecc. Rinunciare ad un po' di sale non significa fare a meno dei sapori perché può essere sostituito con gli usuali aromi da cucina quali timo, lauro, basilico, cipolla, prezzemolo e aglio (vedi Diete povere di sodio …ma saporite).&lt;br /&gt;Vista, però, la difficoltà a rinunciare ai sapori "forti", un buon metodo sarebbe quello di seguire alcuni semplici consigli, come:&lt;br /&gt;• non mettere il sale direttamente sulla pasta o sul riso, ma aggiungerlo solo all'acqua di cottura; &lt;br /&gt;• evitare i cibi in scatola; &lt;br /&gt;• optare per cotture semplici (vapore, griglia); &lt;br /&gt;• consumare frutta ricca di vitamina C e sostanze antiossidanti; &lt;br /&gt;• consumare più verdure, che saziano e sono poco caloriche; &lt;br /&gt;• prestare sempre attenzione alle etichette nutrizionali degli alimenti, escludendo quei cibi che presentano come primo ingrediente il sale (anche sottoforma di altri nomi, come: Na, cloruro di sodio, fosfato monosodico, bicarbonato di sodio o glutammato di sodio); &lt;br /&gt;• evitare cibi molto salati, salumi, formaggi grassi e fermentati, fritti, scatolame, bevande dolcificate, succhi di frutta con sciroppo, alcolici, cioccolato, caffè, the forte; &lt;br /&gt;• bere molta acqua non gasata, che aiuta ad eliminare attraverso le urine i liquidi trattenuti dai tessuti;&lt;br /&gt;Banditi gli eccessi di caffè (oltre 2-3 tazzine il giorno), di cioccolato e di bevande alcoliche (come vino, birra e liquori), poiché affaticano il fegato impedendo di espellere le sostanze di rifiuto.&lt;br /&gt;Da preferire invece gli alimenti freschi, ricchi di vitamine e sali minerali ad alto contenuto di fibra (sostanza che facilita la digestione e combatte la stitichezza), vitamina C, E e Potassio.&lt;br /&gt;Frutta e verdura, (finocchi, indivia, sedano, carciofi, asparagi, carote, arance, kiwi, pompelmo, prugne fresche, albicocche e pesche) sono quindi da consumare in grandi quantità sia sotto forma di succhi, sia di centrifugato perché, sono da prediligere quelle che ricche di potassio, sostanza capace di contrastare il sodio (che al contrario favorisce la ritenzione idrica), come piselli, patate, lenticchie, cipolla (soprattutto se viene consumata cruda), che hanno proprietà diuretiche, facilitando l'eliminazione dei liquidi in eccesso e delle sostanze di rifiuto. Inoltre il loro apporto di fibra fa aumentare la velocità del transito intestinale, facilitando l'evacuazione delle scorie alimentari (un buon funzionamento dell'intestino è un altro punto fondamentale per combattere efficacemente il disturbo), riducendo l'assorbimento degli zuccheri e dei grassi, senza disturbare l'utilizzazione delle proteine e degli oligoelementi (ferro, rame, selenio, zinco, magnesio e calcio).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Particolare attenzione va riposta nei mirtilli che contengono un gran quantitativo di sostanze vasotrofiche dette rutosidi, protettrici delle pareti dei vasi. Di bioflavonoidi, veri alleati di una buona microcircolazione, sono invece ricchi i frutti di bosco e di sottobosco. Tutta la frutta ricca di acqua come anguria, melone, fragole ha azione diuretica e ancora di più quella con alto contenuto in potassio come albicocca, ananas, ribes, ciliegia.&lt;br /&gt;La pillola e altri farmaci &lt;br /&gt;Da sempre accusati di causare seri problemi di ritenzione idrica, in realtà il ruolo della pillola e di altri farmaci nell'accumulo dei liquidi nell'organismo non è tale da identificarli così spesso come l'origine del problema. &lt;br /&gt;Nel caso specifico della pillola, in particolare, la ritenzione idrica che può causare l'anticoncezionale va da 0 a 1 Kg di aumento di peso, praticamente insignificante. &lt;br /&gt;Fino a un aumento di 5-6 Kg di peso, infatti (escludendo i gravi casi patologici) è inverosimile attribuirne la causa alla ritenzione idrica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5046758066305513530?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5046758066305513530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5046758066305513530' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5046758066305513530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5046758066305513530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/02/cellulite-ed-alimentazione-dieta-e.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R7C26GgxwoI/AAAAAAAAAC0/NtZgyomNYtE/s72-c/cellulite.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7906917848177594651</id><published>2008-01-27T18:49:00.000+01:00</published><updated>2008-01-27T18:56:45.330+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R5zF0RzEqHI/AAAAAAAAACs/RqbKdFTWrgM/s1600-h/jogging.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R5zF0RzEqHI/AAAAAAAAACs/RqbKdFTWrgM/s400/jogging.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160216774981232754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tra le tante attività del Fitness, correre costistuisce sicuramente quella più istintiva e fisiologica, e in più non richiede una grande attrezzatura o speciali preparazioni e questi sono i motivi per cui il Jogging è divenuto una delle attività più praticate e note.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se è vero che allenarsi con regolarità e costanza, è il miglior modo per dimenticare l'indirizzo del dottore, è anche vero che occorre che ognuno di noi sappia valutare le caratteristiche del suo organismo e le sue debolezze e adattare ad esso gli allenamenti per non rischiare di avere effetti opposti a quelli sperati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo tipo di problemi, nella corsa e nel Jogging propriamente detto, sono abbastanza rilevanti perchè sebbene siano le attività più istintuali ed entusiasmanti OVE PRATICARLO&lt;br /&gt;ILpsicologicamente, non sono adatte proprio a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;JOGGING&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il perchè è legato alla meccanica stessa del correre, che provoca vibrazioni e shock su tutte le articolazioni, compresa la colonna vertebrale. &lt;br /&gt;Questi inconvenienti si sono acuiti negli ultimi anni, con l'invenzione delle superfici dure e perfettamente orizzontali sulle quali tutti noi ormai ci spostiamo, come l'asfalto e le piastrelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La corsa sull'asfalto infatti, rende gli impatti e le vibrazioni sempre uguali e con angolazione costante facendo un pessimo servizio alla nostra schiena.&lt;br /&gt;E' per questo che tutte le ditte che costruiscono scarpe sportive progettano sempre più suole ammortizzate per assorbire questi "colpi" poco salutari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste però anche un problema metabolico.&lt;br /&gt;In persone allenate, forti e leggere per costituzione corporea il Jogging, cioè la corsa lenta e rilassata, è un'attività prevalentemente aerobica e può quindi essere prolungata anche per più di un ora con effetti molto benefici sull'organismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se una persona non allenata e di costituzione pesante si lancia nella corsa, anche, uscirà dal range aerobico nel giro di pochi minuti, sottoponendo così il suo cuore ad uno sforzo che non deve essere prolungato se vuol essere salutare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso allora, sarà opportuno intervallare pochi minuti di corsa con esercizi da fermo o con passeggiate contemporanee ad esercizi delle braccia e del tronco.&lt;br /&gt;Quindi, una raccomandazione per tutti, non sentitevi subito dei Forrest Gump inarrestabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occhio invece al cardiofrequenzimetro e non superate la frequenza di "70% di 220 - la vostra età", almeno per i primi tre mesi!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;NON SUPERARE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;la frequenza cardiaca del&lt;br /&gt;"70% di 220 - la tua età"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;QUANTO CORRERE? E MEGLIO CONTINUO O INTERVALLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Correre tre o quattro volte la settimana, sarebbe l'ideale per la propria salute fisica. Solo chi aspira al grande sogno di una maratona, come è moda in questi anni, dovrà fare di più.&lt;br /&gt;Solitamente si sceglie come percorso una pianura; ma i podisti del mezzo fondo, le corse da 2000 / 5000 metri (che sono quelli più vicini ai Jogger amatoriali come noi), consigliano per motivi sia tecnici che psicologici di individuare un luogo in cui sono presenti delle brevi salite di 100 o 200 metri che saranno ideali per variare il tipo di soforzo. Creare dei traguardi ricorrenti e non annoiarsi. infatti, per chi inizia ad aumentare i tempi, diviene fondamentale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra caratteristica sono "gli allunghi" cioè tratti di corsa a velocità maggiore da eseguire o periodicamente alternandoli al Jogging, oppure da eseguire alla fine, facendone 2 o 3 alternati a corsa lenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un ottimo risultato giungere a tre sedute settimanali di un'ora ciascuna, ma si può anche provare a prepararsi per una delle tante corse amatoriali della domenica, insistendo sugli aspetti più impegnativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la progressione: una persona in buona forma, all'inizio può correre per 20 minuti, e arrivare poi ad un'ora continuativa, nel giro di 6 mesi o un anno.&lt;br /&gt;Ma quest'ultimo obiettivo non è assolutamente indispensabile, ma da riservare solo ai più esigenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per coloro che vanno ancora oltre; cioè i "maratoneti", è sempre opportuno considerare attentamente la costituzione personale, che non è uguale in tutti e che consiglio di valutare attentamente con l'intervento di un medico sportivo prima di progettare un obiettivo tanto elevato.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PER "PRINCIPIANTI ASSOLUTI"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;30&lt;br /&gt;MINUTI 5 minuti di jogging&lt;br /&gt; 5 minuti camminata con esercizi delle braccia&lt;br /&gt; 5 minuti di jogging + 100 metri in salita&lt;br /&gt; 5 minuti di esercizi sul posto&lt;br /&gt; 5 minuti di jogging &lt;br /&gt; 5 minuti di stretching generale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PER INTERMEDI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;50&lt;br /&gt;MINUTI 15 minuti di jogging&lt;br /&gt; 5 minuti di camminata con esercizi delle braccia&lt;br /&gt; 10 minuti di jogging + 100 metri di leggera salita&lt;br /&gt; 10 minuti di esercizi da fermo&lt;br /&gt; 10 minuti di jogging + 200 metri di allungo finale&lt;br /&gt; 10 minuti di stretching generale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PER CHI E' BEN ALLENATO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;60&lt;br /&gt;MINUTI 20 minuti di jogging + 200 metri di salita&lt;br /&gt; 15 minuti di jogging + 200 metri di salita&lt;br /&gt; 15 minuti di jogging + 200 metri di allungo finale&lt;br /&gt; 10 minuti di stretching generale&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;MA ESATTAMENTE COSA SI INTENDE PER JOGGING?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per jogging si intende una corsa lenta che solleciti poco articolazioni e schiena e che porti l'organismo ad un livello di attivazione superiore, pur senza superare il "range" aerobico. Cioè senza che i muscoli si "stanchino realmente" iniziando così a produrre acido lattico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il jogging risulta veramente tanto scorrevole, solo per chi é già molto allenato; per questo abbiamo presentato programmi a intervalli che comprendono anche camminate di recupero e che andranno benissimo per i principianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Dove praticarlo?&lt;br /&gt; "PROBLEMA" DELL'ASFALTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla parte opposta della sabbia sta invece l'asfalto. Superficie dura, rigida, perfettamente orizzontale che porduce nella corsa movimenti e vibrazioni sempre estremamente uguali che si trasmettono a caviglie, ginocchia, vertebre lombari e cervicali con una regolarità a cui la nostra struttura osseo-articolare non è adattata, dal momento che le superfici così continue esistono solo da 100 o 150 anni.&lt;br /&gt;I medici sportivi di tutto il mondo sembrano essere d'accordo nell'affermare che queste caratteristiche favoriscono l'insorgere di mal di schiena e patologie del ginocchio. Ma cosa fare allora? Una soluzione potrebbe essere scegliere quando è possibile lo sterrato o l'erba, (considerando però che esigono un maggiore sforzo) ma comunque ormai la scelta più universalmente adottata sono le scarpe con suola ammortizzata, che però non risolvono il problema della simmetria ripetuta degli impatti.&lt;br /&gt;Un'altra cosa importante da ricordare è che questo tipo di scarpe vanno adoperate solo per le attività sportive o si rischia di disabituare e indebolire tutte le articolazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7906917848177594651?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7906917848177594651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7906917848177594651' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7906917848177594651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7906917848177594651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/01/tra-le-tante-attivit-del-fitness.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R5zF0RzEqHI/AAAAAAAAACs/RqbKdFTWrgM/s72-c/jogging.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-6592715771899781108</id><published>2008-01-23T20:45:00.000+01:00</published><updated>2008-01-23T20:47:26.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R5eZvBzEqGI/AAAAAAAAACk/YC9onA3rkrI/s1600-h/influenza.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R5eZvBzEqGI/AAAAAAAAACk/YC9onA3rkrI/s400/influenza.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158760931391744098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'INFLUENZA È ARRIVATA ED È PACIFICA DI NOME E DI FATTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; L'influenza di stagione, la cosidetta Pacifica, è arrivata in Italia. Il virus è stato isolato per la prima volta lo scorso dicembre dagli esperti dell'Università di Parma. &lt;br /&gt;Il nome deriva dai ceppi virali da cui è costituito il vaccino: americani Wisconsin, come lo scorso anno, e nuovi ceppi delle Isole Salomone, arcipelago localizzato a nord-est dell’Australia, che battezzano il malanno di stagione. &lt;br /&gt;La Pacifica è stata definita tale di nome e di fatto: la virulenza, ossia la cattiveria del virus, quest’anno è considerata di media intensità, di poco superiore quindi a quella che si è avuta lo scorso inverno. Si prevede che colpirà 3-4 milioni di italiani, di cui un terzo circa bambini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alla prevedibilità del picco influenzale, i pronostici dei medici si sono rivelati esatti. L’influenza è una malattia virale, causata da virus che provocano febbre elevata oltre i 38,5 gradi, brividi, tosse, mal di gola, mal di testa e dolori articolari per giovani e adulti; febbre e disturbi intestinali per bambini e anziani. Non dobbiamo confonderla con le sindromi parainfluenzali o il comune raffreddore che già da alcune settimane colpiscono i nostri connazionali e si presentano in forma più leggera, ma con sintomi simili», avverte Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulteriori raccomandazioni arrivano da Aurelio Sessa, Presidente SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) Regione Lombardia.&lt;br /&gt;«La diagnosi da parte del medico di famiglia è fondamentale per aiutare il paziente a trattare l’influenza nel modo più adeguato - spiega - In caso di manifestazione dei sintomi è auspicabile recarsi dal proprio medico o almeno consultarlo telefonicamente entro 48 ore, per poter valutare il ricorso ai nuovi farmaci antivirali. Il medico saprà valutare l’approccio adeguato per ogni paziente, integrando il trattamento anche con la terapia sintomatica e identificando le categorie di pazienti più deboli come anziani e bambini».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per saperne di più sull’influenza è possibile visitare il sito: www.passalinfluenza.it, a disposizione di tutti coloro che desiderano avere accesso, in modo pratico e veloce, a informazioni sull’influenza stagionale. Dal sito è possibile scaricare un opuscolo dal titolo Passa l’influenza: tutto quello che devi sapere per affrontarla&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-6592715771899781108?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/6592715771899781108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=6592715771899781108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/6592715771899781108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/6592715771899781108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/01/linfluenza-arrivata-ed-pacifica-di-nome.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R5eZvBzEqGI/AAAAAAAAACk/YC9onA3rkrI/s72-c/influenza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-2231537406782940716</id><published>2008-01-13T18:04:00.000+01:00</published><updated>2008-01-13T18:08:37.499+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R4pFhKIsccI/AAAAAAAAACc/z112aJXzlIU/s1600-h/tiroide.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R4pFhKIsccI/AAAAAAAAACc/z112aJXzlIU/s400/tiroide.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155009159437775298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L’ IPOTIROIDISMO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ ipotiroidismo, caratterizzato da un rallentamento di tutte le funzioni dell’organismo, sia fisiche sia psichiche, si verifica quando la tiroide produce una scarsa quantità di ormoni tiroidei, cioè la tiroxina (T4) e la triodotironina (T3).&lt;br /&gt;Le cause dell’ipotiroidismo sono varie, ma la più frequente è la tiroidine di Hashimoto, una malattia autoimmune caratterizzata dalla presenza in circolo di anticorpi antiperossidasi e antitireoglobulina. Si tratta di anticorpi che non riconoscono la tiroide come ghiandola dell’organismo e quindi l’aggrediscono fino a distruggerla quasi totalmente.&lt;br /&gt;Nei più giovani la tiroide è spesso aumentata di volume, mentre negli anziani è in genere di dimensioni ridotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dalla stitichezza all’anemia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sintomi tendono in genere a manifestarsi gradualmente nell’arco di un lungo periodo di tempo e sono caratterizzati in particolare da:&lt;br /&gt;• disturbi mestruali, come per esempio dolori, flusso abbondante o, al contrario, cicli senza ovulazione,&lt;br /&gt;• aumento di peso,&lt;br /&gt;• stitichezza,&lt;br /&gt;• gonfiore alle mani e ai piedi,&lt;br /&gt;• fragilità delle unghie che tendono a spezzarsi,&lt;br /&gt;• aumento del colesterolo,&lt;br /&gt;• anemia, &lt;br /&gt;• difficoltà a concentrarsi, &lt;br /&gt;• depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Farmaci e dieta corretta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alune forme di ipotiroidismo tendono a guarire spontaneamente, ma nella maggior parte dei casi il disturbo va trattato con una cura sostitutiva a base di ormoni tiroidei in compresse, una volta al giorno, per tutta la vita. Si inizia con una piccola dose, per poi aumentarla gradualmente. Quando si raggiunge la dose sostitutiva ideale, si consiglia di eseguire un controllo dei valori del sangue, al fine di verificare che ci sia una corretta produzione di ormoni.&lt;br /&gt;Questa cura, in pratica, sostituisce l’ormone che la tiroide non è più in grado di produrre e in genere non ha effetti collaterali.&lt;br /&gt;Per contrastare l’ipotiroidismo è importante anche seguire un’alimentazione equilibrata, il cui scopo è quello di correggere l’aumento di peso e le alterazioni metaboliche tipiche della malattia. La dieta, pertanto, dovrà essere:&lt;br /&gt;• poco calorica,&lt;br /&gt;• ricca di proteine (carne, uova, pesce), iodio (pesce e sale iodato) e carboidrati (pasta, pane e riso),&lt;br /&gt;• povera di grassi e colesterolo, per la tendenza all’aumento di questo grasso nel sangue, e di sodio contro la ritenzione idrica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LE ALTRE CAUSE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre alla tiroidine di Hashimoto, altre cause di ipotiroidismo sono:&lt;br /&gt;• l’assunzione, in passato, di iodio radioattivo per l’ipertiroidismo, cioè quando la tiroide produce troppi ormoni con accelerazione del metabolismo;&lt;br /&gt;• l’impiego di farmaci antitiroidei, utilizzati per curare l’ipertiroidismo e chiamati così perché bloccano gli ormoni tiroidei nel sangue, e l’utilizzo di medicinali per la cura delle aritmie cardiache, come l’amiodarone;&lt;br /&gt;• la carenza o al contrario l’assunzione eccessiva di iodio sotto forma di farmaci o di integratori alimentari;&lt;br /&gt;• l’intervento chirurgico di asportazione della tiroide.&lt;br /&gt;C’è poi una forma di tiroidine post-partum che può determinare ipotiroidismo, dopo una fase di ipertiroidismo, per il rilascio eccessivo di ormoni.&lt;br /&gt;Solitamente guarisce in pochi mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SI SCOPRE CON UN PRELIEVO DI SANGUE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diagnosi di ipotiroidismo viene effettuata dall’endocrinologo, che per averne la certezza prescrive un prelievo di sangue, cioè i dosaggi degli ormoni tiroidei.&lt;br /&gt;Questo perché il corretto funzionamento della tiroide è modulato dall’ipofisi attraverso l’ormone Tsh.&lt;br /&gt;Quanto più è bassa la concentrazione degli ormoni tiroidei nel sangue, tanto più elevato sarà il valore del Tsh. L’ipofisi, cioè, accorgendosi di un deficit di funzionamento della tiroide, aumenterà la produzione del Tsh.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-2231537406782940716?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/2231537406782940716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=2231537406782940716' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/2231537406782940716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/2231537406782940716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/01/l-ipotiroidismo-l-ipotiroidismo.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R4pFhKIsccI/AAAAAAAAACc/z112aJXzlIU/s72-c/tiroide.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-1849656634867667943</id><published>2008-01-07T20:47:00.000+01:00</published><updated>2008-01-07T20:51:21.494+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R4KCi6IscbI/AAAAAAAAACU/5zjZ8GsZcrI/s1600-h/calendario.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R4KCi6IscbI/AAAAAAAAACU/5zjZ8GsZcrI/s400/calendario.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152824459898155442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                          CALENDARIO DEL BENESSERE&lt;br /&gt;               Appuntamenti da lunedì 7 a sabato 12 gennaio ’08.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUNEDI’ 7&lt;br /&gt;DONNE  IN  SALUTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ il titolo della mostra interattiva che si tiene al Museo della Scienza e della tecnica di Milano, fino al 30.&lt;br /&gt;Non te la perdere. Info: 02-485551 www.ondaosservatorio.it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARTEDI’ 8&lt;br /&gt;PREVENIRE  E’  MEGLIO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prenditi cura di te: grazie a quest’iniziativa del comitato Pari Opportunità le studentesse di Lecce possono richiedere una consulenza gratis per la prevenzione dei tumori ginecologici. www.lecceprima.it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MERCOLEDI’ 9&lt;br /&gt;VEDERE CON MANO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’Istituto dei ciechi di Milano puoi scoprire l’intelligenza delle mani ammirando, solo con il tatto, le statue esposte.&lt;br /&gt;Info: 02-77226224.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIOVEDI’ 10&lt;br /&gt;FATTI DI CUORE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, a Zola Predona (Mo), incontro aperto al pubblico sulla prevenzione dei disturbi cardiovascolari.&lt;br /&gt;Info: 051-6161742&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VENERDI’&lt;br /&gt;CHE ARIA TIRA?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aria malata e malati d’aria è il tema della conferenza gratuita organizzata a Parma da Ada Onlus.&lt;br /&gt;Info: 0521-493897&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SABATO 12&lt;br /&gt;ANDIAMO A NOZZE&lt;br /&gt;A Napoli si svolge Tuttosposi 2008, il più grande salone nazionale sul matrimonio.&lt;br /&gt;Si presentano ricerche e si danno consigli e soluzioni pratiche a chi sta per sposarsi.&lt;br /&gt;Info: 081-2482237; www.tuttosposi.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-1849656634867667943?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/1849656634867667943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=1849656634867667943' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1849656634867667943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/1849656634867667943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2008/01/calendario-del-benessere-appuntamenti.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R4KCi6IscbI/AAAAAAAAACU/5zjZ8GsZcrI/s72-c/calendario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-8960932281398109435</id><published>2007-12-26T20:56:00.000+01:00</published><updated>2007-12-26T21:05:10.916+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R3KzqaIscaI/AAAAAAAAACM/_CTKLV678ww/s1600-h/riposo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R3KzqaIscaI/AAAAAAAAACM/_CTKLV678ww/s400/riposo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5148374865189564834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il riposo è alla base del benessere personale. Sapersi riposare permette di gestire lo stress e perseguire con maggiore efficacia i propri obiettivi ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il riposo rigenera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle peggiori torture inflitte ai prigionieri durante le guerre, era il tenerli forzatamente svegli e portarli in pochi giorni alla pazzia. Stress, mal di testa, incapacità a concentrarsi, irritabilità; queste sono alcuni dei disturbi causati da un’insufficiente riposo. Una condizione di malessere, che oggigiorno molte persone si provocano da sole ignorando i principi basilari del sano riposo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ecco gli esercizi che ti rigenerano &lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esercizio n. 1&lt;/span&gt; -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Andare a letto ad un orario prestabilito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un adeguato riposo notturno permette all'organismo di rigenerarsi e dona forma fisica e benessere. Per capire l'importanza dell'andare a letto presto, puoi ricordare quelle volte che andando a dormire molto tardi, al risveglio avevi quasi più stanchezza che prima di prendere sono (pur rimanendo a dormire molte ore). &lt;br /&gt;Al contrario, ognuno di noi ha avuto l'esperienza di andare a letto presto e svegliarsi all'alba in gran forma, anche con poche ore di sonno. &lt;br /&gt;Molte persone trascurano questo aspetto importante del proprio stile di vita, che determina inoltre un esempio di impostazione di vita per i propri figli. E' interessante notare infatti, come le persone sane e ricche di vitalità hanno tantissimi interessi e si svegliano la mattina presto, soprattutto di domenica.&lt;br /&gt;E' molto importante infine, conciliare il sonno con una piacevole lettura ed evitare di tenere il televisore in camera, che provoca continui stimoli nocivi per la serenità ed il riposo mentale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esercizio n. 2 - Organizzare le ore dopo cena&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coinvolgersi con tutta la famiglia in un'attività divertente e propositiva permette di creare il gruppo. Far parte di una squadra rappresenta per tutti noi e soprattutto per i bambini, la possibilità di cercare aiuto sui propri dubbi e incertezze ed ottenere incoraggiamento sui propri progetti e sogni. Inoltre, solo i momenti di reale e gioiosa condivisione nella famiglia, possono essere definiti come reale felicità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapere che la sera ci aspetta la gioia di stare insieme, ci permette di affrontare con entusiasmo gli impegni della giornata, oltre che stabilire il momento quotidiano della comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una mamma può però essere difficoltoso liberarsi dei lavori domestici, in tal caso organizzeremo un divertente lavoro di gruppo. &lt;br /&gt;Per i single invece, gestire le ore dopo cena significa poter realizzare i propri progetti. Infatti, coloro che svolgono un lavoro poco entusiasmante e quelli che desiderano avanzare nella professione, possono usufruire di questa parte della giornata per studiare e frequentare corsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ore dopo cena sono quindi importantissime e vanno programmate con cura: i single utilizzeranno queste ore come mattoni, uno ad uno costruiranno solide fondamenta per il futuro; le famiglie allo stesso modo, creeranno serenità e solide fondamenta, alla famiglia ed al futuro dei propri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come organizzarsi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fare un programma accurato il sabato per la settimana successiva. &lt;br /&gt;Importante: coinvolgere nella programmazione tutta la famiglia, ognuno sceglierà un interesse di proprio gradimento. &lt;br /&gt;Ecco alcuni esempi di attività da svolgere: &lt;br /&gt;-uscire per un gelato&lt;br /&gt;-andare ad una festa&lt;br /&gt;-fare una passeggiata&lt;br /&gt;-uscire in bicicletta&lt;br /&gt;-vedere un bel film&lt;br /&gt;-vedere un documentario&lt;br /&gt;-vedere un cartone animato&lt;br /&gt;-leggere e commentare libri di storia&lt;br /&gt;-fare un puzzle&lt;br /&gt;-fare bricolage o decoupage&lt;br /&gt;-fare un gioco&lt;br /&gt;-riordinare&lt;br /&gt;-organizzare il fine settimana&lt;br /&gt;-organizzare le vacanze&lt;br /&gt;-programmare il menù per la settimana&lt;br /&gt;-preparare dolci - biscotti - pane&lt;br /&gt;-fare marmellate e confetture&lt;br /&gt;-creare e confezionare regali&lt;br /&gt;-preparare abiti per carnevale&lt;br /&gt;-costruire giochi&lt;br /&gt;-osservare le stelle&lt;br /&gt;-andare ad una mostra&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esercizio n.3 - A tavola con il televisore spento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rituale dello stare a tavola è il momento più bello della giornata: a colazione ognuno progetta i propri impegni, a cena ci si rilassa e si raccontano le esperienze della giornata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tavola si condividono i momenti fondamentali per la serenità di ognuno, per questo motivo, diventa importante che non vi siano fattori di disturbo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo la comunicazione in famiglia crea i presupposti educativi per i futuri individui che popoleranno la società, chi non si sente ascoltato diventa un individuo isolato e frustrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' impossibile far scomparire ansie e paure se queste non vengono condivise, non vi è incoraggiamento se non vengono celebrati i successi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La televisione è oggi il più grande ostacolo al dialogo nella famiglia, poiché impedisce la comunicazione spontanea e crea seri problemi all'armonia famigliare. E' necessario quindi arredare casa, evitando di posizionare il televisore in sala da pranzo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso abbiamo fatto questa "leggerezza", cerchiamo un espediente per spostarla (al più presto) in soggiorno.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esercizio n. 4 - Programmare il week end&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non godere appieno del tempo libero rende difficoltoso dare il meglio di se durante la settimana. Programmare il week-end è fondamentale, soprattutto per la famiglia in quanto consente ai figli di acquisire il concetto dare-avere, di stabilire un ritmo e dei propositi anzichè vivere "a caso". Il week end fatto di divano e televisione, non crea altro che pigrizia ed immobilismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La programmazione del fine settimana deve divenire quindi un costante rituale che coinvolge tutta la famiglia. Lo renderemo ancora più entusiasmante organizzandolo nei primi giorni della settimana, così si affronteranno meglio gli impegni scolastici e lavorativi degustando già ciò che ci aspetta nel fine settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco come programmarsi: &lt;br /&gt;1. Fare un elenco di tutte le attività fattibili nei fine settimana, considerando la stagione e le possibilità economiche. &lt;br /&gt;2. Ognuno dichiara una o due preferenze. &lt;br /&gt;3. Si preparano dei bigliettini per ogni preferenza espressa. &lt;br /&gt;4. I bigliettini vengono piegati e messi in un cesto, dopodichè si procede all'estrazione progressiva.&lt;br /&gt;Ecco che abbiamo la nostra programmazione dei week end per tutto il mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E allora ragazzi, anche durante il periodo natalizio, evitate di stressarvi troppo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-8960932281398109435?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/8960932281398109435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=8960932281398109435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8960932281398109435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/8960932281398109435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/12/il-riposo-alla-base-del-benessere.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R3KzqaIscaI/AAAAAAAAACM/_CTKLV678ww/s72-c/riposo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-542686710171341759</id><published>2007-12-25T12:23:00.000+01:00</published><updated>2007-12-25T12:26:14.210+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R3DotKIscZI/AAAAAAAAACE/30hE4MID1co/s1600-h/buon+natale.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R3DotKIscZI/AAAAAAAAACE/30hE4MID1co/s400/buon+natale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147870236597055890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguro a tutti voi un sereno Natale&lt;br /&gt;Ed un felice Nuovo Anno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-542686710171341759?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/542686710171341759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=542686710171341759' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/542686710171341759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/542686710171341759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/12/auguro-tutti-voi-un-sereno-natale-ed-un.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R3DotKIscZI/AAAAAAAAACE/30hE4MID1co/s72-c/buon+natale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-3339695663048946138</id><published>2007-12-09T17:33:00.000+01:00</published><updated>2007-12-09T17:46:08.603+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R1wbjXWUwcI/AAAAAAAAAB8/Nsd8QEIJJQU/s1600-h/pranzo+natale.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R1wbjXWUwcI/AAAAAAAAAB8/Nsd8QEIJJQU/s200/pranzo+natale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142015168927285698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VIA LE TOSSINE, PREPARATI ALLE FESTE.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PENSARCI ADESSO PER NON PENSARCI DOPO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con le feste alle porte, oltre al prevedibile stress da Natale, anche l’inevitabile tour de force gastronomico si fa sempre più vicino: torroni, panettoni e prelibatezze varie popoleranno le nostre giornate, mettendo a repentaglio quanto di buono (nutrizionalmente parlando) abbiamo fatto fin qui. È stato calcolato che entro Capodanno ogni italiano metterà su fino a quattro chili. E allora, come evitare la frustrazione della rinuncia, mentre gli altri commensali banchettano allegramente invitandoci a unirci a loro? Meglio pensarci adesso.&lt;br /&gt;Lo sa bene il 40% degli italiani che ha già detto addio ai piaceri della buona tavola per seguire una strategia preparatoria, così da permettersi qualche vizio culinario durante le feste, senza sensi di colpa almeno a Natale.&lt;br /&gt;La tendenza al “pensarci adesso per non pensarci dopo” è confermata anche da altri indizi: di questi tempi il mercato fa registrare un’impennata nelle vendite dei prodotti dietetici&lt;br /&gt;come le classiche barrette light. E anche per beauty-farm e studi specialistici è un momento d’oro: appuntamenti e prenotazioni costringono i dipendenti agli straordinari, perché più della metà (59,7%) degli italiani si mette nelle mani di professionisti. Non tutti però hanno le stesse teorie per far scendere l’ago della bilancia e il 20% della popolazione si affida al fai-da-te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CINQUE TRUCCHI PER RIPULIRE L'ORGASNISMO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo imperativo, per godersi al meglio la tavola delle feste senza troppi pensieri alla bilancia e alla salute, è depurarsi. Niente paura: non servono diete drastiche né chissà quali sacrifici. Dopo tutto, in questo periodo dell’anno aggiungere motivi di ansia e scontento è l’ultima cosa che cerchiamo. E allora, basta ricorrere ad alcuni piccoli stratagemmi, semplici e concreti. Metterli in pratica anche solo per due settimane consecutive ci permetterà di sederci alla tavola di Natale e Capodanno senza essere costretti alla rinuncia forzata. Potendoci permettere (quasi) tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Vietato porsi obiettivi di dimagrimento drastico proprio ora, a un passo dal Natale. Non pensiate di poter perdere quattro o cinque chili di troppo adesso, ma datevi invece un obiettivo più realistico: per esempio, mantenere il peso che avete o perdere uno o due chili al massimo. Se dopo le feste peserete come adesso, avrete già vinto la vostra battaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Le giornate sempre più frenetiche di dicembre vi spingono a saltare la palestra? Niente di più sbagliato: rallenterete il metabolismo e brucerete di meno. Se possibile, provate a organizzarvi in casa. E poi, almeno lo shopping natalizio fatelo muovendovi a piedi. Parola d’ordine: camminare (tanto). E se proprio non potete fare a meno di spostarvi con la macchina, cercate di parcheggiarla il più lontano possibile. Insomma, sfruttate le possibilità di movimento offerte da questo periodo: portate buste e regali a piedi su per le scale; confezionate voi i pacchetti, preparate l’albero. Tutte piccole attività sufficienti a non ingrassare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Se in ufficio vi offrono dolcetti, si aprono panettoni e si organizza un brindisi, imparate a dire di no. Se accetterete tutto, compreso il panettone della vicina di casa, dopo Natale vi ritroverete con cinque chili in più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Cercate di non farvi coinvolgere troppo dallo stress natalizio, altrimenti finirete per sfogarvi sul cibo. Non lasciatevi tutto da fare negli ultimi giorni. Per esempio, avvantaggiatevi qualche telefonata di auguri alle amiche che non sentite da mesi, incontrate prima qualche parente per lo scambio di auguri e soprattutto fissate dei momenti di relax.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Bevete ogni sera una tisana rilassante. Aiuta a contenere i morsi della fame durante il sonno anche dopo una cena leggera. Preparatela mettendo in infusione 5 g di passiflora in 200 ml di acqua bollente per 10 minuti e scolatela prima di berla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IDEE PURIFICANTI TUTTE NATURALI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete che il vostro progetto “via le tossine” sia davvero efficace, e vi prepari al meglio per affrontare gli stravizi della tavola delle feste, non potrete fare a meno di ricorrere ad alcuni piccoli interventi tutti naturali. Provateci anche se siete scettici: dopo tutto, è questione di pochi giorni. Ma resterete comunque sorpresi dai risultati.&lt;br /&gt;Cominciate allora con il sostituire la tradizionale tazzina di caffè con quello d’orzo e il tè con quello deteinato.&lt;br /&gt;Quindi, abituatevi a bere le tisane, ottimo aiuto per eliminare quel fastidioso senso di gonfiore allo stomaco e all’addome. Qualche esempio? Procuratevi degli infusi di tarassaco, finocchio, melissa e tiglio, da bere al mattino, a pranzo e la sera prima di andare a letto. Il primo darà una mano al fegato; il finocchio sgonfierà la pancia, mentre melissa e tiglio contribuiranno a rendere il sonno più sereno. Sì, perché anche un buon riposo è necessario: agevola lo smaltimento delle tossine e favorisce il benessere generale.&lt;br /&gt;Un aiuto da non poco conto può venire dal lievito di birra, valido disintossicante che migliora le funzioni intestinali e aumenta le difese immunitarie. Per essere efficace, va assunto per almeno 10 -15 giorni di seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, se avete un po’ più di tempo a disposizione ecco due ricette per depurarvi mattina e sera:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Per eliminare le tossine. Mescolate 50 g di peduncoli di ciliegio con 50 g di stigmi di mais. Mettete un cucchiaio di questa miscela in mezzo litro di acqua fredda, fatela bollire per dieci minuti, dopodiché aggiungetevi un cucchiaio di ortosiphon. Lasciate in infusione per altri 10 minuti e poi filtrate. Bevetene una tazza al mattino e una prima di andare a dormire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Per disintossicare il fegato. Preparate una miscela con 40 g di sommità di crisantemo americano, 30 g di foglie di ortica, 10 g di radice di corcuma, 10 g di foglie di melissa e di 10 g di foglie di menta. Nel frattempo avrete fatto bollire 200 ml di acqua, in cui aggiungere la miscela. Lasciate in infusione per 15 minuti, poi filtrate. Bevete alla fine dei pasti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NON DIMENTICATE DI MUOVERVI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È vero che seguire un regime alimentare corretto aiuta a eliminare le tossine e quindi a disintossicare l’organismo, ma può non essere sufficiente. Per arrivare il più possibile preparati all’appuntamento con gli stravizi culinari delle feste diventa quindi fondamentale “integrare” le regole alimentari con un po’ di attività fisica.&lt;br /&gt;Niente panico, non si tratta di correre in palestra a sudare sette camicie né tantomeno sottoporvi a massacranti sedute di allenamento degne di un olimpionico. Se non siete sportivi provetti, vi basterà comunque limitarvi a lunghe passeggiate, con l’unica accortezza di mantenere un passo svelto. Tutto questo servirà a sgranchire i muscoli, ad allungarli, a fare il pieno di ossigeno, ma soprattutto a dare un sferzata al metabolismo, dall’inerzia tipicamente invernale. Con il risultato che, una volta davanti alle tavolate dei cenoni di Natale e Capodanno, il vostro organismo saprà reagire al meglio e smaltire tutto senza troppe difficoltà.&lt;br /&gt;Dovrebbe essere superfluo ricordarlo, ma i vantaggi dell’attività fisica non si limitano alla disintossicazione del nostro corpo: una giusta dose di movimento settimanale, infatti, riduce il rischio di ipertensione, diabete e ipercolesterolemia. E questi sono solo gli effetti che la ginnastica produce sul fisico. Se parliamo poi di quelli sulla mente, il quadro è ancora più completo: fare sport fa bene all’umore perché scarica le tensioni accumulate e mette allegria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-3339695663048946138?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/3339695663048946138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=3339695663048946138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3339695663048946138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3339695663048946138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/12/via-le-tossine-preparati-alle-feste.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R1wbjXWUwcI/AAAAAAAAAB8/Nsd8QEIJJQU/s72-c/pranzo+natale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-7334196614944765907</id><published>2007-11-30T18:21:00.000+01:00</published><updated>2007-11-30T18:28:15.072+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PAPILLOMA VIRUS: È IMPORTANTE IL DIALOGO TRA MADRE E FIGLIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;- Stella Stellina la mamma ti è vicina:&lt;/span&gt; si intitola così la campagna informativa relativa alla vaccinazione contro il Papillomavirus umano (HPV), da poco disponibile in Italia e raccomandato per le dodicenni. Questo strumento preventivo, infatti, protegge dall’infezione causata da questo virus, che si trasmette tramite rapporti sessuali o intimi, e dal quale dipendono l’insorgenza di condilomi, lesioni benigne e tumore del collo dell’utero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa neoplasia oggi colpisce in Italia 3.500 donne e risulta mortale in un caso su tre. Grazie al Pap Test, che permette di identificare e intervenire sulle lesioni precancerose, i casi di tumore del collo dell’utero sono diminuiti radicalmente negli ultimi anni, così come i decessi dovuti alla malattia, che però nel nostro Paese sono ancora più di 1.000 l’anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’arrivo del vaccino potrebbe rivelarsi uno strumento di grande importanza nella lotta contro la malattia. La formulazione oggi disponibile rende immuni contro i 4 ceppi del virus HPV. Secondo gli studi, condotti su più di 20.000 pazienti in 33 paesi compresa l’Italia, il vaccino immunizza al 100% contro l’azione dell’HPV 16 e 18, i più pericolosi perché implicati nella formazione del 70% dei tumori del collo dell’utero, oltre che del tumore della vulva, della vagina e di lesioni precancerose. Inoltre protegge dall’HPV 6 e 11, che possono provocare il 90% dei condilomi e delle lesioni benigne, che in casi molto rari evolvono nel tumore. La sua protezione si estende però indirettamente anche a altri 10 tipi virali oncogeni, proteggendo nel 40% dei casi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi molto spesso manca un dialogo tra madri e figlie sulla salute sessuale. Contemporaneamente però la precocità dei rapporti e la maggiore promiscuità espongono sempre più le ragazze a malattie che neppure conoscono. &lt;br /&gt;Ecco il perché di questa campagna, che prevede circa 60 pubblicazioni e 630 passaggi radio ed è promossa dall’Associazione Spazio Prevenzione, la quale sta attivando anche un numero verde e ha già reso disponibile un servizio di consulenza on line sul sito www.spazioprevenzione.it. Le interessate possono scrivere domande e riceveranno risposte tempestive, conservando l’anonimato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-7334196614944765907?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/7334196614944765907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=7334196614944765907' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7334196614944765907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/7334196614944765907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/11/papilloma-virus-importante-il-dialogo.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-4065198063242976961</id><published>2007-11-18T16:08:00.000+01:00</published><updated>2007-11-18T16:16:11.156+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;LA CELLULITE E LE TRE ARMI PER COMBATTERLA: ALIMENTAZIONE, SPORT E CURE.&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R0BWuvSuktI/AAAAAAAAAB0/MnKQcXdZsJY/s1600-h/cellulite.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R0BWuvSuktI/AAAAAAAAAB0/MnKQcXdZsJY/s200/cellulite.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134198936171352786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://celluliteocellulite.blogspot.com/2006/10/cellulite-ed-i-suoi-stadi.html" title="articolo completo sulla cellulite"&gt;cellulite ed i suoi stadi &lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; puo' progredire attraverso 3 fasi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel primo stadio della &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; la circolazione venosa e linfatica rallenta e si verificano microlesioni a livello delle pareti capillari. Tutto cio' comporta che i liquidi e le tossine invece di essere espulsi tendono a travasare nei tessuti. Compaiono i gonfiori (edemi) localizzati soprattutto nei punti di caviglie, polpacci, gambe, cosce, braccia. Questi ristagni di liquidi di cui non si riesce a liberare il corpo, tendono a far apparire la &lt;b&gt;pelle molle&lt;/b&gt;,&lt;b&gt; senza tono ed elasticita'&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel secondo stadio della&lt;b&gt; cellulite&lt;/b&gt; le cellule adipose tendono a distanziarsi l'una dall'altra sotto la spinta del liquido interstiziale accumulato e non riescono piu' a svolgere le loro normali funzioni metaboliche, cioe' non riescono piu' ad apportare energia. La pelle appare meno elastica e tonica e si formano dei noduli dovuti alla fibrosi reattiva, responsabili del classico aspetto della &lt;b&gt;pelle a buccia d'arancia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel terzo stadio della &lt;b&gt;cellulite &lt;/b&gt;si formano dei noduli piu' grandi e dolenti al tatto a causa della diminuzione del flusso sanguineo e linfatico. I capillari dilatati aumentano ed appaiano gli ematomi che fanno si' che la pelle in superficie non si presenti piu' levigata e omogenea, oltre ad essere fredda al tatto (a causa della cattiva circolazione sanguinea)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://celluliteocellulite.blogspot.com/2006/10/cellulite-e-chiarimenti.html" title="articolo completo sulla cellulite"&gt;cellulite e chiarimenti &lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; e' un fastidioso &lt;b&gt;inestetismo &lt;/b&gt;dovuto nella maggior parte delle volte a cattive abitudini alimentari e di vita.&lt;br /&gt;Ne consegue che per contrastare e allontanare l'insorgere della &lt;b&gt;cellulite &lt;/b&gt;bisogna necessariamente avere uno stile di vita &lt;b&gt;dinamico &lt;/b&gt;ed &lt;b&gt;equilibrato&lt;/b&gt;. Ci si puo' sempre far aiutare da una buona&lt;b&gt; crema anticellulite&lt;/b&gt; e da &lt;b&gt;integratori&lt;/b&gt; mirati a tale finalita', ma bisogna preventivare comunque di fare un po' di &lt;b&gt;attivita' sportiva&lt;/b&gt; (meglio uno &lt;b&gt;sport aerobico&lt;/b&gt; come ad es. nuoto,corsa,biciletta..) e di seguire una &lt;b&gt;dieta equilibrata&lt;/b&gt;. Altro aiuto per contrastare la &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; possono essere le varie tecniche di massaggio come il &lt;b&gt;linfodrenaggio&lt;/b&gt;, la &lt;b&gt;pressoterapia&lt;/b&gt; ecc., ma tali tecniche possono aiutare sono nelle forme di&lt;b&gt; cellulite&lt;/b&gt; lieve.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://celluliteocellulite.blogspot.com/2006/09/cellulite-e-dieta.html" title="articolo completo sulla cellulite"&gt;cellulite e dieta &lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Le &lt;b&gt;diete dimagranti&lt;/b&gt; non servano ad eliminare la &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt;, ma si smaltiscono le adiposita' e seguendo un'alimentazione ricca di cibi &lt;b&gt;drenanti &lt;/b&gt;e &lt;b&gt;disintossicanti&lt;/b&gt; (come la frutta e la verdura) si migliora la cura di questo inestetismo chiamato&lt;b&gt; cellulite&lt;/b&gt;. Vanno privilegiate le verdure ricche di acqua, di sali minerali e di potassio come carote, cavolfiori, peperoni, asparagi, radicchio.&lt;br /&gt;La bicicletta, la camminata veloce ed il nuoto aiutano a drenare l'eccesso di liquidi tra gli adipociti delle zone che presentano la&lt;b&gt; cellulite&lt;/b&gt;. Il &lt;b&gt;linfodrenaggio&lt;/b&gt; aiuta a stimolare la circolazione venosa e linfatica, mentre l'&lt;b&gt;automassaggio &lt;/b&gt;e' un buon complemento a qualsiasi intervento &lt;b&gt;anticellulite&lt;/b&gt;. Si fa applicando un po' di crema su ogni gamba stendendola con leggeri movimenti circolari e iniziando a massaggiare dal basso verso l'alto, esercitando una decisa pressione sulle zone colpite dalla cellulite. I pizzicotti sulla parte trattata riattivano la circolazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://celluliteocellulite.blogspot.com/2006/08/cellulite.html#links" title="articolo completo sulla cellulite"&gt;cellulite &lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Ce&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;l&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;l&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;ul&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 204, 102);"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;te&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt; iniziale&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;: si manifesta in eta' giovanile e si presenta prevalentemente su &lt;b&gt;glutei&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;cosce&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;fianchi&lt;/b&gt; e si vede la "classica &lt;b&gt;buccia d'arancia&lt;/b&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cellulite avanzata&lt;/b&gt;: da' un aspetto a onde ai tessuti epidermici e li fa apparire flaccidi al tatto e si notano edemi, varici, colore della pelle diverso e fragilita' capillare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 255);"&gt;el&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;lu&lt;/span&gt;l&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;it&lt;/span&gt;e molle&lt;/b&gt;: denota una serie di noduli nella pelle rilassata. Le parti colpite si presentano flaccide come nella cellulite avanzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cellulite dura&lt;/b&gt;: Si presenta con massa dura, poco mobile. Quasi aderente al tessuto sottostante. In questo caso le zone piu' colpite sono ginocchia, &lt;b&gt;cosce&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;glutei&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;Ce&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;ll&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;ul&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 153, 153);"&gt;it&lt;/span&gt;e edematosa&lt;/b&gt;: i liquidi ristagnanti nei glutei,nel bacino e negli arti danno un aspetto gonfio e spugnoso all'epidermide (la cosidetta "buccia d'arancia").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cellulite compatta&lt;/b&gt;: si forma sugli strati cutanei piu' profondi che tende molto la pelle. E' tipica delle donne giovani che hanno una predisposizione ereditaria o che assumono la pillola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://celluliteocellulite.blogspot.com/2006/07/endermologie-e-la-cellulite.html" title="articolo completo sulla cellulite"&gt;endermologie e la cellulite &lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Molte donne utilizzano il &lt;b&gt;massaggio endermologico&lt;/b&gt; per contrastare la&lt;b&gt; cellulite&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Questo massaggio consiste nell'utilizzare dei rulli motorizzati che stimolano la circolazione linfatica e aiutano a ridistribuire il grasso sottopelle.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://celluliteocellulite.blogspot.com/2006/07/il-linfodrenaggio-contro-la-cellulite.html" title="articolo completo sulla cellulite"&gt;il linfodrenaggio contro la cellulite &lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Per la &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; e la &lt;b&gt;ritenzione idrica&lt;/b&gt; che si accompagnano ad insufficienza nel funzionamento della microcircolazione (caso della&lt;b&gt; cellulite edematosa&lt;/b&gt;) tra i consigli che vengono dati anche dagli esperti c'e' di fare dei cicli di &lt;b&gt;linfodrenaggio&lt;/b&gt;, che consiste in un massaggio in punti precisi del corpo.&lt;br /&gt;Il &lt;b&gt;linfodrenaggio&lt;/b&gt; serve a stimolare la circolazione sanguinea, aiuta a eliminare i liquidi ristagnanti e ha un'azione disintossicante, tutto questo porta (se il massaggio e' fatto bene ovviamente) gia' dal primo trattamento a vedere le gambe sgonfiarsi visibilmente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://celluliteocellulite.blogspot.com/2006/07/cellulite-da-vincere.html" title="articolo completo sulla cellulite"&gt;cellulite da vincere &lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Tutte le donne fanno letteralmente la "guerra" all'&lt;b&gt;inestetismo &lt;/b&gt;della&lt;b&gt; cellulite&lt;/b&gt; e sono ormai disposte a tutto per vincere.&lt;br /&gt;Le "armi" possono essere le piu' svariate dal fango alla dieta ferrea, agli ultrasuoni, al bisturi del chirurgo...&lt;br /&gt;La&lt;b&gt; cellulite&lt;/b&gt; si accompagna alla &lt;b&gt;ritenzione idrica&lt;/b&gt; con pesantezza e gonfiore alle gambe ed alle caviglie, come per addome, fianchi, glutei e cosce, braccia e tutto cio' si aggrava se si ha una vita sedenteria associata ad alimentazione scorretta e anche a squilibri ormonali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://celluliteocellulite.blogspot.com/2006/06/cellulite-e-omeopatia.html" title="articolo completo sulla cellulite"&gt;cellulite e omeopatia &lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;i cuscinetti di &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; si possono localizzare su alcune parti del corpo e si puo' anche intervenire con l'&lt;b&gt;omeopatia&lt;/b&gt;. Andrew lockie e Nicola Geddes (nella pubblicazione "Il nuovo libro della Omeopatia") individuano tre profili di &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt;:1.&lt;b&gt;Pulsatilla; &lt;/b&gt;2.&lt;b&gt;Thuja; &lt;/b&gt;3.&lt;b&gt;Natrum&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.&lt;b&gt;&lt;i&gt;Pulsatilla.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;E' il profilo piu' diffuso e la donna che si identifica in Pulsatilla ha &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; su &lt;b&gt;cosce&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;fianchi&lt;/b&gt;. Si consiglia l'assunzione di &lt;b&gt;&lt;i&gt;pulsantilla&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; ad alta diluizione per un periodo di due mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;b&gt;&lt;i&gt;Thuja.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; La donna Thuja ha prevalentemente la &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; sulla &lt;b&gt;pancia&lt;/b&gt;. Si consiglia una volta a settimana (per due mesi) di assumere una dose di granuli di &lt;b&gt;&lt;i&gt;thuja &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;a stomaco vuoto piu' una cura &lt;b&gt;anticellulite&lt;/b&gt; (3 cicli da 20 giorni, 30gocce di &lt;b&gt;equisetum&lt;/b&gt; in tintura madre, 30gocce di &lt;b&gt;centella asiatica&lt;/b&gt; prima di pranzo e 30gocce di macerato glicerico di &lt;b&gt;juniperus communis&lt;/b&gt; alla sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;b&gt;&lt;i&gt;Natrum&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. La &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; e' diffusa su tutto il corpo. Si consiglia una dose di granuli di &lt;b&gt;&lt;i&gt;natrum sulphuricum&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; per una volta a settimana per due mesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://celluliteocellulite.blogspot.com/2006/06/cellulite-e-sodio.html" title="articolo completo sulla cellulite"&gt;cellulite e sodio &lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt; per essere contrastata ha bisogno che si presti molta attenzione all'&lt;b&gt;alimentazione e&lt;/b&gt; soprattutto a quegli alimenti che possono favorire il ristagno e gonfiano i tessuti, come ad esempio il &lt;b&gt;sale &lt;/b&gt;che e' risaputo essere un promotore della &lt;b&gt;cellulite&lt;/b&gt;.Ecco perche' bisogna inanzittutto ridurre l'assunzione del sodio (il sale) soprattutto per chi soffre di ritenzione idrica (e non solo!), difatti il sodio trattiene acqua all'interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l'esterno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-4065198063242976961?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/4065198063242976961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=4065198063242976961' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4065198063242976961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4065198063242976961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/11/la-cellulite-e-le-tre-armi-per.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/R0BWuvSuktI/AAAAAAAAAB0/MnKQcXdZsJY/s72-c/cellulite.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5810458058608193663</id><published>2007-10-28T16:31:00.000+01:00</published><updated>2007-10-28T16:38:25.860+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/RySr_I6AvvI/AAAAAAAAABs/OtoMOnOqEMw/s1600-h/dieta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/RySr_I6AvvI/AAAAAAAAABs/OtoMOnOqEMw/s200/dieta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126411377065377522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;color:red;" &gt;&lt;br /&gt;A dieta senza sacrifici inutili&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Stare a dieta per un determinato periodo di tempo, imponendosi una serie di restrizioni alimentari più o meno "dure", comporta vantaggi molto limitati, perché in fondo quasi tutte le diete oggi disponibili sono utili a perdere peso ma funzionano solo per un breve periodo. Quando infatti si riprende la propria alimentazione abituale - se questa è errata o se si conduce una vita troppo sedentaria - il peso viene di solito riguadagnato nell'arco di breve tempo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:blue;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se si vuole evitare di ingrassare o, come più spesso accade, si vuole calare di peso è necessario correggere una serie di cattive abitudini, senza angosciarsi con complicati calcoli sulle calorie. Modificare i comportamenti sbagliati richiede tempo, pazienza e giuste motivazioni: se per anni siamo stati abituati ad una alimentazione scorretta, possono essere necessari molti mesi per raggiungere un certo risultato. Per un cambiamento duraturo del nostro modo di mangiare è poi indispensabile seguire un percorso graduale di educazione alimentare, acquisendo progressivamente uno stile di vita corretto che porti ad alimentarsi abitualmente secondo un criterio di salute. È sempre preferibile mirare ad una perdita di peso lenta, ma costante, possibilmente sotto la sorveglianza di uno specialista della nutrizione. Di seguito sono riportati &lt;span style="color:black;"&gt;alcuni consigli semplici e pratici per una sana alimentazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a name="#1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Ridurre gli zuccheri semplici&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un eccesso di zuccheri (anche detti carboidrati "semplici") nell’alimentazione è certamente uno dei principali responsabili dell'aumento di peso nella popolazione generale. Ma attenzione! &lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;I carboidrati, soprattutto quelli "complessi" che sono contenuti, per esempio, nella pasta, nel pane, nelle patate, nel riso e nei cereali in genere, nei legumi sono essenziali per la nostra alimentazione e devono essere consumati regolarmente, anche tutti i giorni, una volta al giorno&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;. Vanno invece drasticamente ridotti (e ancora meglio temporaneamente eliminati) gli zuccheri contenuti nei dolci (che peraltro sono anche ricchi di grassi), nei biscotti, nel miele e nella marmellata, nelle caramelle e gomme da masticare, nella coca cola e, in genere, in tutte le bevande commerciali erroneamente usate, specie dai più giovani, come accompagnamento del pasto in sostituzione dell'acqua. Ma è bene abituarsi a rinunciare anche al classico cucchiaino di zucchero nel caffè. In questo caso, si può agevolmente ridurre a poco a poco la quantità di zucchero aggiunto quotidianamente nella tazzina in modo da "allenare" progressivamente il gusto ad un sapore meno dolce e, alla fine, "macchiare" regolarmente la bevanda con un po’ di latte. Quando si decide di mangiare il dolce (non più di una volta a settimana) è opportuno scegliere quelli a ridotto contenuto di grassi come il ciambellone (magari fatto in casa), le crostate o il plum-cake. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;Un consiglio prezioso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;: non associare mai due "primi piatti" nello stesso pasto (pranzo o cena), quindi, per esempio, non mangiare contemporaneamente pane e pasta, pane e patate oppure pasta e legumi.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a name="#2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Utilizzare meno grassi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I grassi sono un costituente essenziale della nostra alimentazione, perché contengono sostanze importanti come alcuni acidi grassi essenziali e vitamine A, D ed E (note anche come antiossidanti). &lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;Vanno però assunti in quantità controllata per l'elevato contenuto di calorie (&lt;st1:metricconverter productid="100 grammi" st="on"&gt;100 grammi&lt;/st1:metricconverter&gt; di olio contengono 900 calorie!)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per il condimento è consigliabile:&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Usare solo olio      extravergine di oliva: non condire mai a occhio ma imparare a dosarlo con      i cucchiai (due cucchiaini equivalgono a circa 90 calorie, pertanto      quattro-sei cucchiaini al giorno vanno bene quando occorre perdere peso).&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sostituire il burro      con latte totalmente scremato e i formaggi stagionati con la ricotta.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Imparare a cucinare      risparmiando al massimo i grassi. Carne e pesce possono essere cucinati      alla griglia, al vapore, al forno senza ungere il tegame ma usando la      carta da forno o in una padella antiaderente. Per risparmiare grassi di      condimento, anche il vino può essere utile: malgrado l'alcool sia una      cospicua fonte di calorie, ha tuttavia il vantaggio di evaporare durante      la cottura.&lt;span style="color:blue;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;È molto importante imparare ad usare erbe aromatiche &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;perché apportano gusto e sapori ai piatti senza aumentarne l'apporto calorico. Preferite sempre le erbe aromatiche fresche a quelle secche. Usate liberamente per la cottura dei cibi limone e aceto. L'aceto esalta particolarmente il sapore di alcuni cibi come carne, pesce, uova e verdure e permette di rendere più tenere le marinate di carne e pesce. Assai prezioso per condire è l'aceto balsamico, derivato dal mosto di uva cotto e fermentato: poche gocce sono sufficienti per aromatizzare insalata e carni bollite. Il limone è un ottimo condimento privo di calorie: la sua acidità ha la proprietà di rendere le carni tenere e la sua scorza grattugiata dona sapore e digeribilità non solo a creme e dolci, ma anche a scaloppine, risotti, pesce al forno e pasta asciutta.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;Un consiglio prezioso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;: evitate di far soffriggere l'olio e condite sempre a crudo. Per fare un "soffritto", diluite con un po’ d'acqua o di vino due-tre cucchiaini di dado da brodo vegetale (in polvere), unite aglio, cipolla, peperoncino o altre spezie a piacere più un pizzico di sale e quindi cucinate la pietanza che avete scelto (per esempio una verdura cotta ripassata in padella o un condimento per la pasta o il riso).&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-size:85%;color:blue;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a name="#3"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Aumentare il consumo di fibre vegetali&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'aggiunta di &lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;frutta e verdura&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; a tutti i pasti (sia pranzo che cena), ma anche una certa preferenza per i cereali integrali (pane e pasta integrali, cereali a base di crusca per la prima colazione) aumenta la quantità di "fibra" nella dieta. La fibra è formata da un tipo speciale di carboidrati (per esempio la cellulosa, che è un costituente delle piante) che non viene direttamente assorbito dall'intestino umano e quindi:&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;rallenta lo      svuotamento del cibo dallo stomaco, favorendo la sazietà;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;riduce l'assorbimento      degli zuccheri semplici (contenuti, per esempio, nei dolci) moderando      l'innalzamento della glicemia (il livello di zucchero nel sangue) dopo un      pasto (cosa utilissima nei diabetici);&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;facilita il regolare      funzionamento dell'intestino;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;sembra avere un      effetto preventivo su alcuni tumori. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Pertanto, è utile mangiare verdura cotta alternata a verdura cruda sia a pranzo che a cena.  &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;Un consiglio prezioso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;: non è vero che la pasta fa ingrassare, ma è importante &lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;come viene condita&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;. Cucinate il più spesso possibile la pasta (o il riso) con la verdura: &lt;st1:metricconverter productid="100 grammi" st="on"&gt;100 grammi&lt;/st1:metricconverter&gt; di spaghetti con le melanzane o di fettuccine ai carciofi equivalgono a circa &lt;st1:metricconverter productid="80 grammi" st="on"&gt;80 grammi&lt;/st1:metricconverter&gt; della stessa pasta condita "in bianco" o con la salsa di pomodoro (con un risparmio delle calorie pari al 20 per cento). &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a name="#4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Rispettare un "ritmo" alimentare&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;È sempre importante seguire un "ritmo" nella nostra alimentazione quotidiana, aggiungendo ai tre pasti fondamentali (colazione, pranzo e cena) due o tre spuntini. Gli spuntini possono essere fatti con &lt;st1:metricconverter productid="150 g" st="on"&gt;150 g&lt;/st1:metricconverter&gt; di latte (per esempio un cappuccino) o un vasetto da &lt;st1:metricconverter productid="125 g" st="on"&gt;125  g&lt;/st1:metricconverter&gt; di yogurt (anche alla frutta), con &lt;st1:metricconverter productid="200 g" st="on"&gt;200 g&lt;/st1:metricconverter&gt; di frutta o anche con un piccolo panino (40-&lt;st1:metricconverter productid="50 g" st="on"&gt;50 g&lt;/st1:metricconverter&gt;) farcito con verdura, prosciutto crudo, speck, bresaola o fesa di tacchino). Evitate cracker, grissini, pizza a taglio o piadine: sono prodotti da forno abitualmente troppo ricchi di grasso.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Osservare tutti i giorni questo ritmo è importante perché limita gli eccessivi sbalzi della glicemia che si determinano stando più di 3-4 ore a digiuno e impedisce di arrivare ai pasti principali eccessivamente affamati. La scelta degli orari per gli spuntini è assolutamente soggettiva e può variare da giorno a giorno. È consigliabile fare lo spuntino "più saziante" nel momento della giornata in cui siete più vulnerabili al cosiddetto "buco allo stomaco". &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;Un consiglio prezioso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;: se dovete andare a cena fuori, fate un piccolo spuntino (anche con un panino) un'ora prima di uscire di casa. Quando sarete al ristorante la vostra capacità di controllo (per esempio di fronte agli antipasti) e le vostre scelte alimentari saranno più equilibrate.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a name="#5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Bere molta acqua&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bere abitualmente molti liquidi è importante perché aiuta a stimolare la diuresi, cioè l'eliminazione con l'urina dell'acqua eventualmente accumulata in eccesso nel nostro corpo. I liquidi permessi sono l'acqua (preferibilmente povera di sodio) - &lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;nella quantità minima di &lt;st1:metricconverter productid="1 litro" st="on"&gt;1 litro&lt;/st1:metricconverter&gt; e mezzo al giorno&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; - più tisane, camomilla o tè senza zucchero. È consigliabile bere moderatamente durante i pasti e abbondantemente lontano dai pasti.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;Un consiglio prezioso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;: per abituarvi a bere di più, portate sempre in borsa una bottiglia d'acqua da mezzo litro; servirà a ricordarvi di bere di tanto in tanto nel corso della giornata, quando siete fuori casa.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;È importante anche “come si mangia”, quindi quando siete a tavola: &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Evitate di bere alcool      prima di iniziare a mangiare. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non mettete in tavola      bevande zuccherate (coca cola, aranciate, succhi di frutta).&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sistemate un piatto di      verdura cruda (carote, finocchi, ravanelli) al centro della tavola: può      essere un buon modo per ingannare l'attesa fra una portata e l'altra.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mangiate lentamente e      masticate a lungo per assaporare meglio ciò che si mangia.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alzatevi da tavola      appena finito di mangiare. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;Un consiglio prezioso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;. Non guardate mai &lt;st1:personname productid="la TV" st="on"&gt;la TV&lt;/st1:personname&gt; durante il pasto: spostare l'attenzione dal cibo al contenuto di un programma televisivo può pregiudicare il gusto e limitare la soddisfazione per quanto si sta mangiando e, inoltre, i messaggi "stressanti" trasmessi dal video possono alterare la digestione e l'assorbimento degli alimenti. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a name="#6"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Fare regolare attività fisica&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tutti gli studi effettuati negli ultimi venti anni indicano che gli italiani stanno progressivamente ingrassando (come del resto quasi tutta la popolazione occidentale), anche se - sorprendentemente - il consumo medio di calorie pro capite è rimasto quasi invariato. Morale: mangiamo forse male, &lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;ma soprattutto facciamo una vita sempre più sedentaria&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;. Un po’ di movimento in più - tutti i giorni e non solo nel weekend - è indispensabile per perdere peso. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Camminare tutti i giorni per circa 30-40 minuti, a passo regolare ma senza soste, fare regolarmente le scale, dedicare 10 minuti a piccoli esercizi fisici in casa, pedalare su una cyclette, portare a spasso il cane dopo cena sono tutte semplici opportunità per una attività fisica regolare, senza essere costretti a frequentare costose palestre o centri fitness. Circa un'ora al giorno di movimento (ottenuta sommando tutte le attività descritte) è sufficiente - insieme ad un’alimentazione corretta - per perdere i chili in eccesso e, soprattutto, per mantenere il risultato raggiunto.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:85%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 151, 102);"&gt;Un consiglio prezioso&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;: evitate di coricarvi dopo un pasto abbondante e ricordate che con un'ora di cammino si consumano approssimativamente le calorie di un etto di pasta asciutta condita con pomodoro e basilico.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5810458058608193663?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5810458058608193663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5810458058608193663' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5810458058608193663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5810458058608193663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/10/dieta-senza-sacrifici-inutili-stare.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/RySr_I6AvvI/AAAAAAAAABs/OtoMOnOqEMw/s72-c/dieta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-4643765680518827938</id><published>2007-10-22T20:45:00.000+02:00</published><updated>2007-10-22T20:51:39.915+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h1 style="text-align: justify; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Aglio e salute, benefici nelle malattie cardiache&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;L'aglio ha numerose proprietà curative fra le quali c'è quella relativa agli effetti benefici per il &lt;a href="http://www.universonline.it/_scienza/articoli_med/07_06_25_a.php" title="Infarto, riparare il cuore con le staminali"&gt;cuore&lt;/a&gt;. Presso l'University of Alabama di Birmingham sono stati condotti alcuni studi le cui conclusioni sono state che l'integrazione dell'aglio nella &lt;a href="http://www.universonline.it/_/alimentazione_e_salute/dieta.php" title="Dieta: alimentazione e salute"&gt;dieta&lt;/a&gt; è uno dei modi più efficaci per tenere sotto controllo la &lt;a href="http://www.universonline.it/_sessoesalute/salute/07_07_14_a.php" title="Troppo sale nella dieta fa aumentare la pressione"&gt;pressione sanguigna&lt;/a&gt; e proteggersi da &lt;a href="http://www.universonline.it/_scienza/articoli_med/05_12_31_a.php" title="Rischio cardiovascolare e fratelli"&gt;patologie cardiovascolari&lt;/a&gt;. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences - Ottobre 2007). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;I benefici dell'&lt;a href="http://www.universonline.it/_/salute_e_bellezza/aglio_granulare.php" title="Salute e bellezza : Aglio granulare"&gt;aglio&lt;/a&gt; sono legati ad una sostanza, il solfuro d'idrogeno (H2S), liberata dai globuli rossi quando entrano in contatto con i polisolfuri contenuti nella pianta. Sebbene non si conoscono ancora i meccanismi molecolari che hanno a che fare con i processi di blocco del danno ossidativo a livello cellulare, si è constatato che il solfuro d'idrogeno rilassa i vasi e permette al sangue di fluire più facilmente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;I ricercatori, per esaminare i benefici dell'aglio sul sistema cardiovascolare, hanno immerso alcuni vasi sanguigni di topo in un frullato di aglio. Dall'analisi si è rilevata una riduzione dell'ispessimento delle pareti dei vasi sanguigni pari al 72 per cento, una situazione che comporta un'importante diminuzione della pressione sanguigna e di conseguenza una diminuzione dei rischi legati al sistema cardiovascolare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;David Kraus, coordinatore della ricerca e professore presso l'University of Alabama, spiega che i benefici dell'aglio sui vasi sanguigni sono causati dall'allicina, la sostanza che dona all'aglio e all'alito di chi lo mangia il ben noto odore sgradevole. L'esperto evidenzia però che non ci sono dubbi sul ruolo dell'aglio nella prevenzione delle &lt;a href="http://www.universonline.it/_sessoesalute/salute/06_09_13_a.php" title="Tè verde, cinque tazze al dì potrebbero allungare la vita"&gt;malattie cardiovascolari&lt;/a&gt;, inoltre, numerose ricerche hanno dimostrato che la pianta è utile anche nel rallentare la progressione dei &lt;a href="http://www.universonline.it/_scienza/articoli_med/07_04_30_a.php" title="Tumori, aumentano le prospettive di sopravvivenza"&gt;tumori&lt;/a&gt; e nella cura di altre patologie. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-4643765680518827938?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/4643765680518827938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=4643765680518827938' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4643765680518827938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/4643765680518827938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/10/aglio-e-salute-benefici-nelle-malattie.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-5568729468139047220</id><published>2007-10-14T19:49:00.000+02:00</published><updated>2007-10-14T19:50:20.308+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;table class="MsoNormalTable" style="width: 100%;" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style="height: 96.3pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 3pt; height: 96.3pt;"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: red;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;QUANDO IL LATTE PUÒ FARE MALE&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;  Fa bene, dicono alcuni, è un alimento completo e previene l'osteoporosi. Fa   malissimo, dicono altri, spiana la strada a diversi tipi di tumori, dal seno   alla prostata, è responsabile di molte allergie alimentari e toglie forza   alle ossa... Ecco le ultime ricerche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; display: none;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; display: none;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;table class="MsoNormalTable" style="width: 100%;" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="padding: 3pt;"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;  Il latte è il primo, vitale alimento dei cuccioli di ogni specie di   mammifero. Finito lo svezzamento, però, solo i cuccioli d'uomo continuano a   consumarlo, in quantità variabili a seconda dei Paesi, delle mode e persino   dell'eredità genetica che si ritrovano. Su Focus 176 Amelia Beltramini e   Paola Grimaldi raccontano lo straordinario rapporto tra l'uomo e il latte:   materno, vaccino, "alternativo"... Un rapporto complicato da studi   che sembrano confermare l'opinione di molti nutrizionisti e mettono in dubbio   i benefici generalmente attribuiti al latte di origine animale, fino a   considerarlo addirittura un pericolo per la salute. Qui cerchiamo di fare   chiarezza in questo dibattito, che si è riacceso con la pubblicazione, negli   ultimi mesi, dei risultati allarmanti di alcuni studi condotti su vasti   campioni di popolazione negli Stati Uniti e in Europa. Decine di migliaia i   soggetti sotto osservazione, selezionati tra "categorie"   significative perché composte da individui motivati sui temi   dell'alimentazione: per lo più medici, ma anche persone che si riconoscono in   particolari filosofie alimentari, dai vegani ai vegetariani fino ai difensori   della carne a ogni costo. &lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;table class="MsoNormalTable" style="" align="left" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;    &lt;tbody&gt;&lt;tr style=""&gt;     &lt;td style="padding: 0cm;"&gt;     &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;/td&gt;     &lt;td style="padding: 0cm;"&gt;     &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;      &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;      &lt;v:formulas&gt;       &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;       &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;       &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;       &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;       &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;       &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;       &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;       &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;       &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;       &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;       &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;       &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;      &lt;/v:formulas&gt;      &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;      &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt;     &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" alt="" style="'width:.75pt;"&gt;      &lt;v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Giusy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.gif" href="http://www.focus.it/media/spacer.gif"&gt;     &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Giusy/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif" shapes="_x0000_i1025" height="1" width="1" /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;/td&gt;    &lt;/tr&gt;    &lt;tr style=""&gt;     &lt;td style="padding: 0cm;"&gt;     &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;/td&gt;     &lt;td style="padding: 0cm;"&gt;     &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1026" type="#_x0000_t75" alt="" style="'width:.75pt;height:.75pt'"&gt;      &lt;v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Giusy\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.gif" href="http://www.focus.it/media/spacer.gif"&gt;     &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Giusy/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif" shapes="_x0000_i1026" height="1" width="1" /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;/td&gt;    &lt;/tr&gt;    &lt;tr style=""&gt;     &lt;td style="padding: 0cm; background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;" valign="top"&gt;     &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;/td&gt;     &lt;td style="padding: 0cm;"&gt;     &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;/td&gt;    &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Fa male. Anzi, peggio!&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;  Il fantasma che anima la discussione sul latte è il cancro, in particolare   quello alla prostata e al seno, che le "evidenze statistiche" delle   ultime ricerche hanno appunto messo in relazione col consumo di latticini.   Negli Usa, col programma decennale Physicians Health Study sono stati tenuti   sotto osservazione 20.855 medici (maschi), divisi in due gruppi: i "consumatori   di latticini", con oltre 2 porzioni e mezzo di latte e derivati al   giorno, e coloro che invece di questi prodotti fanno un uso molto ridotto   (mezza porzione) o addirittura nullo. Tra gli individui del primo gruppo la   probabilità di sviluppo di cancro alla prostata è stata superiore del 30%. Un   secondo programma di ricerca, Health Professionals Follow-Up Study, avviato   nel &lt;st1:metricconverter productid="1999, ha" st="on"&gt;1999, ha&lt;/st1:metricconverter&gt;   monitorato circa 50.000 soggetti. Tra questi, i grandi consumatori di   latticini hanno sviluppato una percentuale di rischio di insorgenza di cancro   alla prostata del 70% superiore rispetto all'altro gruppo. Ma c'è di più: dai   dati raccolti i ricercatori hanno dedotto che la percentuale di rischio   cresceva in modo rapidissimo tra quanti avevano un consumo medio giornaliero   di calcio di 2.000 mg (&lt;st1:metricconverter productid="2 grammi" st="on"&gt;2    grammi&lt;/st1:metricconverter&gt;) o più. E così hanno messo in relazione diretta   il cancro alla prostata con il calcio, uno degli elementi dei latticini a cui   si attribuisce più importanza, presente nel latte in quantità variabile   attorno ai 120 mg per &lt;st1:metricconverter productid="100 grammi" st="on"&gt;100    grammi&lt;/st1:metricconverter&gt; di parte commestibile (il riferimento è al   latte di vacca Uht intero). Un più recente programma di ricerca finlandese su   un campione di 29.133 uomini specifica con maggiore chiarezza il rapporto tra   tumore e calcio: «Nel gruppo con un'alimentazione ricca di calcio (più di &lt;st1:metricconverter productid="2 grammi" st="on"&gt;2 grammi&lt;/st1:metricconverter&gt; al giorno) la   percentuale di rischio è stata del 63% superiore rispetto a chi ne ha   consumato meno di &lt;st1:metricconverter productid="1 grammo" st="on"&gt;1    grammo&lt;/st1:metricconverter&gt; al giorno», affermano i nutrizionisti   finlandesi sull'International Journal of Cancer, e ritengono di avere   identificato il meccanismo che innalza il rischio. «L'eccesso di calcio   alimentare inibisce l'attivazione della vitamina D, essenziale alla salute   della prostata.» E nella popolazione femminile, le ricerche evidenziano   risultati simili per i rischi relativi al tumore al seno. &lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Il rapporto con la massa ossea&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;  Il calcio contenuto nel latte e nei suoi derivati contribuisce alla solidità   della massa ossea? È un'assicurazione contro l'osteoporosi? I risultati del   National Health and Nutrition Examination Survey (Stati Uniti) non sembrano   lasciare spazio a dubbi: l'assunzione di calcio non dimostra effetti   protettivi. Il motivo andrebbe cercato nelle proteine animali di cui è ricco   il latte stesso (e le carni, è naturale). Le proteine "mobilizzano"   il calcio dalle ossa, proprio come se lo grattassero via, provocandone poi   l'escrezione per via urinaria. La ricerca, per la verità, evidenza che lo   stesso effetto ce l'hanno anche il sale, la caffeina, il tabacco... ma ciò   non impedisce alle "linee guida dietetiche" degli americani di   suggerire una dose massima giornaliera di un bicchiere di latte.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  &lt;b&gt;La difesa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;  Una prima reazione forte a questi risultati viene da Gregory Miller, vice   presidente del National Dairy Council, la potente lobby americana dei   produttori di latte e derivati: «Altre ricerche indicano invece una stretta   relazione tra il consumo di latticini e l'ottima salute delle ossa, buoni   valori di pressione arteriosa e una sostanziale riduzione del rischio di   cancro al colon», afferma. Potrebbe sembrare una difesa d'ufficio, ma non è   così, perché le ricerche a cui fa riferimento sono altrettanto ampie e   autorevoli, condivise da una parte della comunità dei nutrizionisti. «Il vero   problema», continua Miller, «sta nell'identificare ciò che davvero scatena il   cancro e in quale momento, perché ogni cellula che potrebbe sviluppare un   tumore attraversa una lunga serie di "stati pre-tumorali" la cui   natura è tutt'altro che nota. Un fattore esterno qualunque potrebbe essere   potenzialmente scatenante in una fase e innocuo in un'altra.» E questo   spiegherebbe perché ricerche sostanzialmente simili possano arrivare a   risultati opposti: «Il consumo regolare di latticini riduce il rischio di   tumore al seno dopo la menopausa», dichiarava Marjorie L. McCullough al   congresso dell'American Cancer Society (Atlanta, dicembre 2005), forte dei   risultati di una ricerca su 68.876 donne.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  &lt;b&gt;Fa bene o fa male?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;  Tutto ciò davvero non aiuta a fare chiarezza, e lo ha ben sottolineato il   dottor Francesco Cipriani, dell'Agenzia Regionale di Sanità (Toscana) nel   corso di un convegno sul rapporto tra alimentazione e salute: «L'insieme   delle "evidenze" riassunte dalle commissioni internazionali sui   rapporti tra latte e derivati e le patologie tumorali non è conclusivo. Né   per un effetto protettivo, né per uno di rischio». Allora come dobbiamo   comportarci nelle nostre abitudini alimentari? La conclusione di questo   dibattito è ancora lontana, ma, nel dubbio, probabilmente moderare i consumi   di latticini fin dai primi anni di vita sembra essere la scelta migliore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-5568729468139047220?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/5568729468139047220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=5568729468139047220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5568729468139047220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/5568729468139047220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/10/quando-il-latte-pu-fare-male-fa-bene_14.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-3632584838264331328</id><published>2007-09-19T18:37:00.000+02:00</published><updated>2007-09-19T19:03:58.536+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/RvFVpvCWraI/AAAAAAAAAA8/aqoHgilgosY/s1600-h/UDITO.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/RvFVpvCWraI/AAAAAAAAAA8/aqoHgilgosY/s400/UDITO.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111961227531562402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(11, 116, 158);"&gt;OCCHIO AI RUMORI CHE FANNO MALE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(11, 116, 158);"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Oms: ” Più malattie cardiache per chi vive in città”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Il clacson delle macchine, la sirena dell’ambulanza, il cane che abbaia , ma anche le chiacchiere dei colleghi. Il rumore è, di fatto, una presenza costante nelle nostre giornate con cui bisogna imparare a convivere, ma che può avere effetti enormi non solo sulla qualità delle nostre giornate ma anche sulla salute.&lt;br /&gt;Il 61% degli europei che vivono in aree metropolitane soffrono per l'invasione di decibel (l’intensità con cui viene misurato il suono) nelle loro case e il 32% si sente molto o estremamente infastidito. Gli effetti sulla salute si verificano però in maniera “silenziosa”. Come? Con problemi di vista, difficoltà di respirazione e sonno disturbato. Non solo. Secondo un rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità, migliaia di persone nel mondo si ammalano o muoiono di attacchi cardiaci provocati proprio dalla prolungata esposizione al rumore metropolitano.&lt;br /&gt;L’Oms con il progetto “Noise Environmental Burden on Diseas”, iniziato nel 2003, rivela che, oltre alla relazione tra il rumore metropolitano e le malattie cardiache, il 2% dei cittadini europei soffre di seri disturbi del sonno a causa del caos e il 15% di grave irritabilità.&lt;br /&gt;L'Unione europea ha appena emanato una direttiva che obbliga le città con più di 250mila abitanti a produrre mappe digitali del rumore, che indichino le zone urbane dove il traffico è maggiore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;      &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(11, 116, 158);"&gt;Dall’aspirapolvere al traffico, tutti i decibel nocivi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ciascuno di noi ha una personale sensibilità ai suoni, e definisce rumore ciò che percepisce come non musicale, fastidioso e sgradevole. Dal punto di vista più “scientifico”, sono due gli elementi che concorrono a rendere un rumore pericoloso per la salute: l’&lt;b&gt;intensità&lt;/b&gt; (che viene misurata in decibel) e la &lt;b&gt;durata&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Vediamo quali sono i danni che i rumori possono provocare alle persone:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;fino a 40 dB&lt;/b&gt; l’organismo non ne risente;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;da &lt;st1:metricconverter productid="40 a" st="on"&gt;40 a&lt;/st1:metricconverter&gt; 60 dB&lt;/b&gt; si possono aver le prime reazioni di fastidio;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;tra 60 e 80 dB&lt;/b&gt;, aumenta la sensazione di stress e malessere, con segni fisici come tachicardia e colite;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;tra 80 e 120&lt;/b&gt;, possono comparire nausea, capogiri ed emicrania;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;tra 120 e 180&lt;/b&gt;, ci sono danni all’udito e dolore.&lt;br /&gt;Secondo le linee guida dell'Oms, il rumore durante la notte non dovrebbe superare i 50 decibel per i problemi cardiovascolari, mentre per non soffrire di disturbi del sonno dovrebbe essere sotto i 42 decibel e per non sentirsi irritati o tesi sotto i 35 decibel, il suono di un sussurro.&lt;br /&gt;Per fare qualche esempio, partiamo dal suono più tenue, quello del battito di una farfalla, che è pari a 5 dB. Una conversazione a voce “normale” fa registrare 30 decibel e il rumore della pioggia 50. Ben più elevato è il rumore dell’aspirapolvere, 85 dB, forte quanto quello che si rileva in una strada di traffico medio che è pari a 90 dB. Ma anche una conversazione animata può disturbare orecchie e sistema nervoso di chi ascolta: si possono toccare i 60 dB, che è più o meno la stessa intensità della tv o della radio a volume alto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;      &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(11, 116, 158);"&gt;Con il volume alto scattano gli ormoni dello stress&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;L’esposizione eccessiva e cronica al rumore può portare alla sordità. Ma, senza arrivare alle conseguenze più estreme, gli effetti del frastuono ha ripercussioni sull’intero organismo. Da un punto di vista strettamente fisico, come prima conseguenza, un ambiente troppo rumoroso stimola la contrazione dei muscoli, aumenta la dilatazione delle pupille e aumenta i livelli di &lt;b&gt;ormoni dello stress&lt;/b&gt;, come cortisolo, adrenalina e noradrenalina.&lt;br /&gt;Oltre i disturbi fisici, sono molto frequenti quelli di tipo psicologico, che si manifestano con aggressività, stress, ansia e diminuzione della capacità di concentrazione e memorizzazione.&lt;br /&gt;Se ad essere disturbato è il sonno notturno, la mancanza di riposo può causare uno stato di stress che si ripercuote sulla salute, perché il cervello interpreta il rumore, come un segnale di pericolo e mette in moto, anche di notte, una serie di reazioni vegetative simili a quelle causate dallo stress, come battito cardiaco accelerato, respirazione più veloce e aumento della pressione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;      &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(11, 116, 158);"&gt;Come difendersi al lavoro e in casa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Se difendersi totalmente dal rumore è impossibile, si può cercare almeno di limitare i danni. Ecco come.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Al lavoro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;I macchinari e le attrezzature presenti nell’ambiente di lavoro non dovrebbero produrre un rumore superiore ai &lt;b&gt;85 decibel&lt;/b&gt;. Se soluzione ottimale starebbe nel avere macchinare poco rumorosi o altrimenti, dove possibile, schermarli. Quando questo non è possibile, deve essere ridotto il tempo di esposizione al rumore e devono essere indossare apposite protezioni. Quali? &lt;b&gt;Tappi&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;cuffie fonoassorbenti&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Coloro che, per motivi di lavoro, sono esposti a un ambiente rumoroso dovrebbero sottoporsi con regolarità ad un &lt;b&gt;esame audiometrico&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In casa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Se nell’ambiente di lavoro non possiamo agire personalmente sulla riduzione del rumore, dobbiamo cercar di farlo almeno tra le pareti domestiche, agendo sulle fonti che producono rumore.&lt;br /&gt;Innanzitutto dobbiamo cercare di &lt;b&gt;abbassare il volume&lt;/b&gt; di radio, televisione, hi-fi. Un secondo provvedimento consiste nel tenere la &lt;b&gt;porta chiusa&lt;/b&gt; della stanza in cui funzionano lavastoviglie o lavatrice.&lt;br /&gt;Un altro modo per diminuire il rumore consiste nel fare ricorso a &lt;b&gt;pannelli fonoassorbenti&lt;/b&gt;. Si possono utilizzare pareti doppie, separate tra loro da un’intercapedine riempita di lana di vetro, oppure ricorrere alle &lt;b&gt;doppie finestre&lt;/b&gt; o a &lt;b&gt;doppi vetri&lt;/b&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-3632584838264331328?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/3632584838264331328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=3632584838264331328' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3632584838264331328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3632584838264331328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/09/occhio-ai-rumori-che-fanno-male-oms-pi.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/RvFVpvCWraI/AAAAAAAAAA8/aqoHgilgosY/s72-c/UDITO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-2169886053331229555</id><published>2007-09-03T19:48:00.000+02:00</published><updated>2007-09-04T19:26:49.505+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/Rt2UwHADk_I/AAAAAAAAAA0/BhyGhONfvQQ/s1600-h/prodotti+bio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/Rt2UwHADk_I/AAAAAAAAAA0/BhyGhONfvQQ/s320/prodotti+bio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5106401106741924850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ciao cari amici di&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 102, 255);"&gt; Puntonet.org&lt;/span&gt;,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;eccomi qui finalmente pronta ad immergermi in questa bella avventura. L'argomento che ho scelto di trattare oggi è:&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt; I PRODOTTI BIO, potranno contenere gli OGM?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nel 2009 entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo per l'agricoltura biologica, che conferma il divieto di usare organismi geneticamente modificati, ma ne ammette la presenza accidentale &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;fino allo 0,9% del peso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;Volete essere sicuri di non portare in tavola cibi transgenici? &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Puntate sul made in Italy.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Agricoltori, ambientalisti e consumatori sono (con poche eccezioni) tutti d'accordo: il nuovo regolamento europeo per la produzione e l'etichettatura dei cibi biologici va "corretto", perchè rinuncia al principio della tolleranza zero. I prodotti in commercio potranno contenere (anche se solo "accidentalmente") fino allo 0,9% di organismi geneticamente modificati, non avremo più la certezza, quindi, di mangiare alimenti OGM FREE? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il presidente di &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;FEDERBIO&lt;/span&gt;, l'associazione alla quale aderiscono 11 organismi di controllo del biologico e il 90% degli operatori del settore assicura che:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il rischio di contaminazione è minimo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I controlli che hanno effettuato regolarmente dal 2003 hanno escluso la presenza di Ogm negli alimenti che portiamo in tavola, mentre sono stati trovati nel 3-4% dei mangimi. Il rischio di contaminazione è infatti circoscritto a soia e mais, ingredienti dei cibi per animali. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Va comunque ribadito che la presenza di Ogm può essere solo accidentale e che il nuovo regolamento Ue ha confermato il divieto di utilizzarli in agricoltura biologica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Un marchio di garanzia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ma come rassicurare i consumatori? &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Federbio &lt;/span&gt;ha proposto l'introduzione di un logo nazionale per il biologico made in Italy: garantirà che il prodotto acquistato è sottoposto a controlli e standard più rigorosi di quelli previsti dal nuovo regolamento Ue; in particolare che non può contenere, per contaminazione, &lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;più dello 0,1% di Ogm.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;&lt;/span&gt;E' quanto previsto anche in un disegno di legge in discussione in Parlamento, che si spera venga approvato in autunno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ma il vero rischio della contaminazione, secondo il presidente di &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Federbio&lt;/span&gt;, si presenterà quando verrà consentita anche in Italia la coltivazione in campo di Ogm, che al momento è bloccata in attesa che le Regioni emettano norme sulla coesistenza di coltivazioni tradizionali e bio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Guida al biotech&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Volete approfondire il tema degli Ogm? Trovare risposte ai vostri dubbi? Leggete la corposa guida dell'&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 102, 255);"&gt;"Agrobiotecnologie nel contesto italiano"&lt;/span&gt;, 521 pagine, 70 Euro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-2169886053331229555?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/2169886053331229555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=2169886053331229555' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/2169886053331229555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/2169886053331229555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/09/ciao-cari-amici-di-puntonet.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/Rt2UwHADk_I/AAAAAAAAAA0/BhyGhONfvQQ/s72-c/prodotti+bio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-3628262761355134767</id><published>2007-09-03T19:40:00.000+02:00</published><updated>2007-09-03T19:48:54.113+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Salve a tutti gli amici di Puntonet.org, chi vi scrive è Toffee, in questo momento sto solo facendo una prova di inserimento dati su Puntobenessere che come sapete è la rubrica che curerò al più presto.&lt;br /&gt;Ciao, ci "sentiamo" sul blog quanto prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-3628262761355134767?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/3628262761355134767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=3628262761355134767' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3628262761355134767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/3628262761355134767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/09/salve-tutti-gli-amici-di-puntonet.html' title=''/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6936359444412753002.post-680548957430572052</id><published>2007-08-27T19:14:00.000+02:00</published><updated>2007-08-27T19:24:23.355+02:00</updated><title type='text'>puntobenessere</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/RtMGyXADk9I/AAAAAAAAAAk/GYQ_mZPhIxk/s1600-h/puntobenessere2.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5103430264978379730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/RtMGyXADk9I/AAAAAAAAAAk/GYQ_mZPhIxk/s320/puntobenessere2.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Gentili amici di puntonet da Settembre sarà disponibile e in esclusiva per puntonet una nuova pagina dedicata a tutti i nostri utenti.&lt;br /&gt;La nostra cara Toffee si occuperà di un tema molto interessante e utile, ovvero la salute.&lt;br /&gt;La pagina sarà arricchita con tanti servizi, curiosità, sondaggi e tutto quello che occorre per la nostra salute.&lt;br /&gt;Sarà possibile interagire e quindi chiedere informazioni e consigli a Toffee grazie al servizio post che dà la possibilità a qualsiasi utente di intervenire ad ogni articolo.&lt;br /&gt;Quindi ricordate di visitare la pagina puntobenessere e scoprirete di non poterne fare a meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;PUNTOBENESSERE &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;in esclusiva su puntonet &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;da settembre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6936359444412753002-680548957430572052?l=puntonet1.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntonet1.blogspot.com/feeds/680548957430572052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6936359444412753002&amp;postID=680548957430572052' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/680548957430572052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6936359444412753002/posts/default/680548957430572052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntonet1.blogspot.com/2007/08/puntobenessere.html' title='puntobenessere'/><author><name>Toffee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01637663044173410558</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_FOj0dTtJOhY/RtMGyXADk9I/AAAAAAAAAAk/GYQ_mZPhIxk/s72-c/puntobenessere2.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry></feed>
